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Eventi

Diario della Comunità

 

Venerdi 25 novembre ore 17-19,30 Giornata mondiale di contrasto alla violenza contro le donne

Sala delle conferenze Biblioteca delle Oblate Via dell'Oriuolo 24 Firenze

Fermiamo insieme la violenza contro le donne

abato 6 febbraio 2016 "I Cristiani contro l'ergastolo" - Firenze Chiesa Valdese

Giornata ecumenica di preghiera contro l’ergastolo

Invito

«Lo Stato non può dire una parola ultima sul tempo e la vita delle persone»

 

La "zia Gina" riconosciuta "Giusta tra le Nazioni"

Maria Adelaide Silvestri Sabatini, la "zia Gina", già membro della chiesa valdese, è stata insignita del titolo di "giusta fra le nazioni" per la sua opera di protezione e aiuto nei confronti di persone colpite dalla persecuzione antisemita durante il fascismo.
La cerimonia di consegna della medaglia avrà luogo Giovedi 17 dicembre alle ore 11 presso la Sinagoga di Firenze in Via Farini n.4 come previsto nel programma.

La valdese Gina Silvestri «Giusta fra le Nazioni»

 

Il 17 dicembre scorso nella sinagoga di Firenze si è tenuta la cerimonia per il conferimento del titolo di “Giusta tra le nazioni”a Maria Adelaide Sabatini Silvest ri, mia prozia (sorella del mio nonno paterno) e da tutti conosciuta come “Gina” e per noi di famiglia come “la zia Gina”. Alla cerimonia hanno preso parte la presidente della comunità ebraica di Firenze Sara Cividalli, il ministro e consigliere dell'ambas ciata di Israele in Italia Raphael Erdreich, che ha consegnato l'onoreficenza a mio padre Federico Sabatini, nipote della “Gina”, l'assessora al welfare di Firenze Sara Funaro e il prof. Sergio Della Pergola, docente di studi sulla popolazione ebraica a ll'università di Gerusalemme, che ha portato la sua testimonianza di “salvato”; era presente un nutrito pubblico, tra cui Mara Della Pergola, sorella di Sergio, noi tutti pronipoti e la pastora della chiesa valdese di Firenze Letizia Tomassone con una rappresentanza della comunità, di cui la zia Gina faceva parte.

La cerimonia, molto partecipata, ha avuto il suo momento più significativo nelle testimonianze del Della Pergola e di mio padre. Il prof. Della Pergola ha ricostruito i fatti del lontano 25 dicemb re 1943, quando, bimbo di un anno, con la madre Adelina e il padre Massino (noto giornalista sportivo inventore della schedina del Totocalcio), fu portato in salvo in Svizzera insieme alla famiglia Brunner, grazie alla “zia Gina”. La sua testimonianza ha r ipercorso tutte le fasi della storia, potremmo dire da film, come molte, del resto, in quel periodo. Nel 1943 i Della Pergola, trasferitisi a Firenze da Trieste, furono tenuti nascosti per un periodo presso l'abitazione della signora Livia Sarcoli e pro vvisti di viveri e documenti di identità dalla zia Gina, che era in contatto con gli alleati e la Resistenza; i tre, insieme alla famiglia Brunner, dopo un rocambolesco viaggio su un treno per Arona a rischio bombardamento, presero un vaporetto sul la go Maggiore fino alla sponda settentrionale, dove c'erano ad attenderli la Gina e i contrabbandieri e con lei risalirono a piedi il monte fino al confine svizzero. Era il Natale del '43. Ma la zia Gina accompagnò personalmente fino al confine anche altre famiglie in fuga da Firenze, come i Forti e i Silvia Purita.

l prof. Della Pergola, che fa parte della commissione della nomina dei “Giusti” (ma si è in questo caso tenuto fuori dal processo) ha poi ricordato quali sono le fasi per giungere al riconos cimento; un percorso lungo che - ha detto - ricorda per certi aspetti quello della beatificazione e che prevede l'accertamento dei seguenti requisiti: che il fatto avvenuto sia documentato, si sia svolto senza ricompensa e mettendo a rischio la propria vita. Il professore ha poi voluto condividere con i presenti una sua riflessione, maturata con l'esperienza di tanti anni di lavoro nella commissione, che è la sua risposta alla domanda “Chi sono i giusti?”. I giusti non sono tali né per censo né per co ndizione sociale e istruzione, non hanno nulla a che fare con la fede religiosa o con l'orientamento politico, sono persone che seguono l'imperativo della propria coscienza, che porta a scegliere il bene sul male anche a rischio di sé.

Mio padre Federico Sabatini, nipote della zia Gina, ha portato la testimonianza della famiglia del salvatore. Ha letto due lettere di ringraziamento di salvati dalla zia (tra le varie rimaste alla nostra famiglia) e ha invitato ad una riflessione “sul silenzio” che ha acc ompagnato quei tristi fatti lontani. Il silenzio era tenuto ovviamente da chi deportava, in quanto, come prevedeva la soluzione finale, gli ebrei e le altre categorie umane indesiderate “dovevano scomparire nel silenzio e nella nebbia”; ma il silenzio è st ato mantenuto per anni anche da chi è potuto tornare, come ricorda Primo Levi, e da chi ha contribuito a salvare qualcuno, come nel caso della zia Gina. La cerimonia si è conclusa con un grande abbraccio tra Sergio Della Pergola e il mio babbo...e un po' di inevitabile commozione per tutti.

Brunarosa Sabatini

 

 


 

Valdo Pasqui intervistato dal settimanale “La vita” di Pistoia dopo la visita di Papa Francesco al Tempio valdese di Torino
(A cura di Daniela Raspollini)

STORICO INCONTRO A TORINO DEL PAPA CON LA CHIESA VALDESE: QUALE SIGNIFICATO HA?

Il pastore Fulvio Ferrario, professore della Facoltà Valdese di Teologia a Roma e coordinatore della Commissione consultiva per l’ecumenismo della Tavola valdese, ha affermato che si è trattato di “un incontro tra cristiani sobrio e fraterno”. La sobrietà è una caratteristica fondante del valdismo e dell’etica protestante, ma è anche uno dei segni più evidenti dell’impronta di rinnovamento della chiesa che papa Francesco ha voluto dare al suo pontificato non rinunciando al suo stile personale di vescovo proveniente dall’America Latina schierato dalla parte dei poveri e degli ultimi. La fraternità è stato l’altro filo conduttore di tutto l’incontro, “caro fratello Francesco” e “caro fratello in Cristo” sono state le frasi di incipit dei discorsi rivolti al papa dai pastori presenti: Papa Francesco e la diacona Alessandra Trotta ,nel saluto conclusivo, hanno usato la formula “cari fratelli e sorelle”. Per noi cristiani chiamarsi fratelli dovrebbe essere normale, fa parte della nostra comune tradizione, ma in quel cotesto, sotto i riflettori della ribalta mediatica, non era scontato usare proprio quel termine con spontaneità e senza forzature. Il senso di fraternità e sororità concretizzatosi anche negli abbracci reciproci non è stato un formalismo diplomatico ma l’espressione della comune fede in Gesù Cristo unico capo della Chiesa.

PAPA FRANCESCO HA CHIESTO PERDONO PER GLI ATTEGIAMENTI CHE IN PASSATO LA CHIESA HA AVUTO CONTRO DI VOI ( A quali fatti si riferisce il Papa , molti non conoscono la storia , è interessante farne un cenno )

I valdesi derivano il proprio nome da Valdo (o Valdesio), un mercante di Lione morto attorno al 1215, fondatore di un movimento pauperistico laico detto dei “poveri di Lione” (1174) che si diffuse poi come movimento di protesta ecclesiale in Italia e in Europa. Nel movimento valdese c’era anche l’aspirazione a svolgere come laici una missione di evangelizzazione nei confronti della gente semplice, mediante una predicazione itinerante tratta dalla Bibbia, letta e spiegata nella lingua del popolo. Dopo la partecipazione di una delegazione valdese a Concilio Laterano III a Roma nel 1179, questa ostinata “pretesa” portò alla scomunica papale nel 1184 e alla successiva cacciata da Lione. Lo storico Ernesto Buonaiuti riteneva che Valdo, Gioacchino da Fiore e Francesco d’Assisi appartenessero alla “prima riforma” della chiesa, ma ancora oggi sui Valdesi si leggono molte inesattezza anche dalla penna di ben noti direttori come Eugenio Scalfari che recentemente su Repubblica lo ha assimilati ai Catari. Malgrado le violente persecuzioni e l’opera spietata dell’inquisizione, i valdesi mantennero viva la loro presenza di fede in tutto il Medio Evo nelle Alpi Cozie, in Provenza, in Calabria e nella Germania meridionale. Quando in Europa sorse la Riforma protestante i valdesi vi aderirono nel 1532 organizzandosi in comunità con predicatori locali per il culto e la celebrazione dei sacramenti (battesimo e la Cena del Signore). Il Sant’Uffizio dell’Inquisizione nel 1560 ordinò di risolvere “il problema calabrese” con la repressione a San Sisto, Guardia, Cosenza dove le comunità valdesi furono completamente distrutte nel 1561, massacro di cui rende testimonianza il Museo valdese di Guardia Piemontese in provincia di Cosenza. Le Valli valdesi (Pellice, Angrogna, Germanasca, Pragelato) restarono per secoli l’unico avamposto del protestantesimo europeo nella penisola italiana nonostante le ripetute persecuzioni da parte del governo sabaudo tra cui si ricordano le tristemente note “Pasque Piemontesi” del 1655 e le distruzioni scatenate nel 1686 dal divieto di professare la propria religione imposto ai protestanti da Luigi XIV re di Francia. Dal momento del “Glorioso Rimpatrio”, avvenuto tre anni dopo, i valdesi vissero confinati nelle Valli valdesi in stato di emarginazione per decenni e solo il 17 febbraio 1848, in virtù dell’editto promulgato da Carlo Alberto, si videro finalmente riconosciuti i diritti civili e politici. Tra alterne vicende, passando attraverso la legislazione dei “culti ammessi” (1929-1930), bisognerà aspettare la Costituzione repubblicana per veder sancita definitivamente la libertà religiosa e nel 1984 la firma delle Intese stabilirà la regolamentazione dei rapporti con lo Stato. Il cardinale Bergoglio conosce molto bene il contesto valdese avendo avuto un lungo e fraterno rapporto con il pastore valdese Norberto Berton a Buenos Aires con cui si incontrava a pranzo una volta il mese (dal 1856 per effetto dell’emigrazione una serie di comunità valdesi si sono formate nella regione del Rio de La Plata in Uruguay e Argentina). E’ certamente per questa dolorosa e lunga storia di persecuzione, emarginazione, conversioni forzate ed esilio, spargimenti di sangue e stragi che papa Francesco ha pronunciato con commozione e umiltà la richiesta di perdono, dimostrando prima di tutto una profonda sensibilità umana e suscitando certamente pari emozione in chi ha seguito la cerimonia anche in TV come me e in particolare nei cattolici e nei valdesi seduti nelle prime file del tempio di Torino che da anni hanno operato in silenzio e in spirito di comunione per questo incontro. Questo gesto non può cancellare i tragici eventi storici del passato ma ci apre ad una prospettiva nuova per l’intensificazione della collaborazione in ambito sociale e assistenziale, vedi la piena condivisione delle iniziative a favore dei rifugiati e dei richiedenti asilo, e per proseguire il dialogo ecumenico nella reciproca conoscenza con sincerità e umiltà sotto la guida dello Spirito di Dio e per testimoniare l’Evangelo.

QUESTA VISITA E' STATA DEFINITA STORICA A LIVELLO ECUMENICO COSA SI SPERA PER IL FUTURO ?

Non soltanto questa visita ma tutte le affermazioni di papa Francesco inducono a sperare in una rinascita del dialogo ecumenico che nel corso degli ultimi decenni ha subito non poche battute d’arresto perdendo l’impulso di cui si trovano le tracce nei discorsi di saluto ai rappresentanti delle chiese protestanti all’apertura del Concilio Vaticano II ed in alcune prudenti aperture del decreto De ecumenismo (Unitatis Redintegratio). Bene ha fatto il moderatore della Tavola Valdese, l’organismo amministrativo ed esecutivo che rappresenta le chiese valdesi dal punto di vista istituzionale, a richiamare i due punti ad oggi aperti che rimandano non solo a questioni teologiche ma anche alle diverse spiritualità delle due confessioni cristiane: la cattolica romana e l’Unione delle chiese metodiste e valdesi. Si tratta del mancato riconoscimento da parte cattolico romana delle chiese protestanti come tali poiché definite “comunità ecclesiali”, un termine ambiguo (chiese a metà ?, pseudo chiese?) e della mancata accoglienza eucaristica alla Cena del Signore. Così come giustamente papa Francesco ha ricordato il persistere di significative differenze dal punto di vista della visione e della sensibilità nei temi etici e antropologici (fine vita, educazione sessuale, procreazione assistita, contraccezione, benedizione delle coppie omosessuali etc.). Per non dimenticare la diversa visione del ruolo delle donne, la chiesa valdese annovera nel proprio corpo pastorale molte donne laureate in teologia presso la nostra Facoltà di Roma e ben note per la loro competenza teologica anche fuori dei confini italiani come la pastora della Chiesa valdese di Firenze Letizia Tomassone che ha già preso parte a diversi incontri organizzati dalla Parrocchia di Vicofaro. Su tutti questi aspetti ritengo che realisticamente occorre prendere atto dell’esistenza di diversi livelli ai quali si collocano i rapporti ecumenici. Personalmente sono molto più attratto da quelli che si svolgono tra singole persone e nell’ambito di piccole comunità, incontri di studio, di riflessione e di preghiera nei quali è più naturale far emergere i cardini e i punti in cui tutti ci riconosciamo al di fuori degli schemi ideologici tradizionali in cui i contesti istituzionali spesso confinano la spontanea condivisione tra fratelli e sorelle. La mia esperienza nell’ambito pistoiese da questo punto di visa è molto positiva. Anche per quanto riguarda la condivisione eucaristica tutti sappiamo che esistono da anni sia in ambito nazionale che internazionale occasioni nelle quali cattolici e protestanti celebrano la Cena del Signore insieme, si tratta di intraprendere un cammino che porti alla piena accoglienza, non solo nel reciproco ascolto e nel riconoscimento dei carismi di ogni confessione, ma perché a questo ci chiama Gesù con il suo invito «fate questo in memoria di me». Proprio nei giorni scorsi papa Francesco rivolgendosi ai rappresentanti del Rinnovamento carismatico cattolico ha affermato: “lo Spirito Santo soffia dove vuole, quando vuole e come vuole. Unità nella diversità e nella verità che è Gesù stesso. Qual è il segno comune di coloro che sono rinati da questa corrente di grazia? Convertirsi in uomini e donne nuovi, questo è il Battesimo nello Spirito”. Noi protestanti abbiamo sempre sottolineato il principio della “unità nella diversità” dove il termine unità non deve essere inteso come uniformità ma piuttosto come sinfonia di voci e suoni e la diversità è un dono dello Spirito da non disperdere così come espresso dal teologo luterano Oscar Cullmann (partecipò ad alcune sessioni del Concilio Vaticano II) in L’unità attraverso la diversità. Il suo fondamento e il problema della sua realizzazione, Brescia 1987. Papa Francesco con la recente Enciclica Laudato Sii apre una nuova prospettiva di collaborazione poiché in essa si trovano una serie di principi sul rispetto del Creato e sul cambiamento di mentalità (metanoia) dell’uomo contemporaneo che da sempre vedono i valdesi attivi nei vari organismi mondiali ed in particolare nel Consiglio Ecumenico delle Chiese. Infine, oltre ai temi pienamente condivisi sull’accoglienza, l’impegno per i poveri e gli emarginati, per la giustizia sociale e la pace credo che un nuovo ambito di collaborazione si possa aprire per la testimonianza dell’Evangelo, per la predicazione ad una società ormai troppo secolarizzata ma che anela a trovare delle riposte e che cerca un fondamento spirituale. Tutti noi come membra dell’unico corpo di Cristo, pur nelle diversità, sotto la guida dello Spirito Santo siamo chiamati a testimoniare che il Regno di Dio, un regno di pace, di giustizia, di rispetto di tutta la creazione e di uguaglianza sociale, non è un ideale astratto ma una realtà che si può realizzare. L’insegnamento di Gesù Cristo e il suo sacrificio sulla croce per la salvezza degli esseri umani ci richiamano alla responsabilità di operare come costruttori di questo Regno per trasmettere speranza a chi ci è intorno, lavorando per l’effettiva trasformazione del mondo e per il continuo rinnovamento delle nostre istituzioni ecclesiastiche. Dunque si tratta non di un punto di arrivo ma di un punto di partenza da cui potranno germogliare tanti buoni frutti se avremo la capacità e l’umiltà di lasciarci guidare dallo Spirito.

Annalucia Ressa presenta il libro di Giovanni Farina “Aspettando il 9999” (ed. Sensibili alle foglie 2015)

 Questo libro vuole essere testimonianza e denuncia del sistema giuridico e penale italiano, attraverso la voce di un uomo il cui fine pena è indicato nel sistema informatico con il codice 9999 nella casella che contempla l’anno di scadenza della carcerazione. La disumanità del “fine pena mai” e del trattamento in regime di 41 bis emerge da questi scritti che inducono ciascuno di noi a confrontarsi con questi istituti e ci invitano a prendere posizione in prima persona.
Giovanni Farina, pastore, è in carcere da trentacinque anni, molti dei quali scontati in regime di 41 bis, nel circuito di Alta Sicurezza 1.


Giuliano (Capecchi) si occupa da sempre delle problematiche legate al carcere, e molti detenuti sono diventati suoi amici. Un giorno mi chiese se fossi disponibile a iniziare una corrispondenza con i detenuti. Ne parlammo brevemente: si deve solo prendere carta, penna e iniziare a scrivere. Sì, proprio carta e penna, come si faceva qualche decennio fa. Mi ha dato piacere iniziare questa corrispondenza perché era tanto tempo che non scrivevo una lettera. Ho spedito la prima missiva e ho aspettato: non sapevo se Giovanni mi avrebbe accettato. La risposta è arrivata inattesa solo dopo pochi giorni, e così è cominciata la nostra conoscenza, che dopo quattro anni si è trasformata in amicizia (almeno per me).
Non ci siamo mai visti, non abbiamo comunicato per telefono, non conosco il timbro della sua voce né il suo aspetto, Giovanni però è diventato un punto di riferimento. Si può pensare che chi vive nel mondo esterno possa essere di conforto a chi vive rinchiuso. La mia esperienza non è questa: Giovanni, prima del carcere ha vissuto molto intensamente e porta dentro di sé tanta vita, da poterla donare agli altri. Quasi sempre mi regala consigli e visioni di un mondo diverso rispetto alle cose che gli racconto; non ho mai provato la sensazione di non sapere cosa scrivergli perché nelle sue lettere trovo sempre spunto per nuove riflessioni e storie di vita vissuta. Tengo molto a donargli il mio tempo e quando mi accingo a scrivere lo faccio con calma, aspettando di essere tranquilla e rilassata per potermi concentrare e far venire fuori i pensieri nel modo migliore: non si tratta di un compito, di un dovere da sbrigare nel minor tempo possibile, anzi faccio in modo che sia una cosa lunga, Giovanni è molto puntuale nelle risposte. A volte penso che un giorno si stancherà e non mi arriveranno più lettere; per fortuna quel momento non è ancora arrivato.
Ho partecipato alla fase di selezione dei racconti inseriti in questo libro, scegliendo i brani che secondo me tratteggiano il carattere di questo uomo un po' schivo, parco di parole, ricco di delusioni verso gli uomini e di amore per gli animali e per la natura. I riferimenti al suo passato di agricoltore e allevatore sono molto intensi, e si intuisce che questo inondo perduto, fatto di silenzi e di spazi aperti, questa vita regolata dal ritmo delle stagioni è in netto contrasto con i tempi del carcere, con il sovraffollamento, con il contendersi uno spicchio di cielo intravisto da una finestra, ed è fonte di grande dolore.
Giovanni lo ha fatto capire nella prima lettera, quella in cui si presentava, e nella sua riservatezza scelse di includere una delle sue poesie, perché Giovanni ama moltissimo questa forma di espressione, e la usa per comunicare i suoi stati d'animo in modo discreto, un po' in punta di piedi. Riporto integralmente il testo immaginando che Giovanni vorrebbe essere conosciuto così.

Anna Lucia Ressa

Cella di espiazione
Se il giorno ancora non appare cosa devo fare.
Segno col pensiero i quattro muri della cella.
Ci scrivo delle frasi a memoria, ci faccio dei segni,
frasi e disegni si accavallano in continuazione nella mia mente,
per ore disegno a matita,
scrivo a penna tutti i colori, li calco nel sasso.
Compongo un libro che sfoglio senza guardare con gli occhi,
senza il bisogno di un lume che mi illumini il pensiero.
Leggo un libro fatto di pietra, di ferro,
marcato dalla ruggine, dal cemento.
Trovo nelle sue pagine frammenti di pensiero,
nomi di uomini che hanno sofferto, amato, gridato il senso sella vita,
mutilata, smembrata, dai giorni che passavano veloci o non passavano mai
dentro le immaginazioni, di colpe che non ti abbandonano mai.
Di uomini che sognano di svegliarsi, di fuggire lontano dallo stessa vita.
Dalla nebbia creata dal loro stesso cervello giorno dopo giorno sempre più vuoto.
Incatenati nella loro tomba della loro stessa esistenza.

Giovanni Farina

 

 

 

 

Il Papa dai Valdesi, storico incontro

Articolo di Roberto Davide Papini su QN

 

Il Coro Valdese di Firenze in viaggio per Torino (sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo)

Una veloce corsa in treno ci ha lasciato, eravamo undici, alla stazione di Porta Susa dove un bel gruppo di amici del coro di Torino ci aspettava per accompagnarci in Corso Oddone. Saluti, abbracci, tanta cordialità e subito un invito ad una tranquilla passeggiata per la città. Piazze importanti, palazzi ,castello, vicoli caratteristici e un buon "BICERIN"; così si è presentata Torino descritta dai simpatici accompagnatori. Poi di nuovo a Corso Oddone, dove nella chiesa avremmo tenuto il concerto insieme al coro valdese di Torino.
Per noi è stata la prima esperienza ma con il gruppo dei solisti coreani abbiamo affrontato tutto con serenità e impegno. Alle 21 nella chiesa c'era un bel pubblico e tutto è cominciato con canti del coro torinese che ci ha ospitato. Poi il nostro impegno: accompagnati al pianoforte da una brava pianista e diretti da Riccardo, alternando inni del coro ed esibizioni dei nostri solisti amici coreani. Il pubblico ha dimostrato subito di gradire quello che stava ascoltando. Per noi è stato bellissimo cantare insieme e condividere con loro questa gioia, tanti applausi e un bis in allegria. Prima del concerto ci è stata offerta una cena fredda tutti insieme e dopo il concerto tanti buoni dolci e tante chiacchere.
Siamo stati ospiti per la notte di alcuni membri di chiesa così, dopo il concerto, chi è partito verso il Lingotto, chi per il colle sotto Superga mentre i solisti coreani sono dovuti rientrare a Firenze in auto per gli impegni domenicali. Felice esperienza, bellissimi incontri; ne abbiamo parlato lungo il viaggio di ritorno. Grazie a chi ci ha spinto per questo impegno, grazie a chi ci ha guidato, a chi ci ha accolto e grazie infinite agli amici solisti che ci hanno garantito il successo.


 

Sabato 14 Marzo ore 17.30
presso la Chiesa Battista via Borgo Ognissanti 6

la CHIESA VALDESE e la CHIESA BATTISTA di FIRENZE
INVITANO
al

CONCERTO PER VIOLINO E PIANOFORTE
Musiche di Dvorak e altri

ALESSANDRA DE PASQUALE - VIOLINO
ANGELA PACETTI e PATRIZIA PAOLI - PIANOFORTE

INGRESSO LIBERO
Evento religioso

 

 

Convegno della Federazione delle Chiese Evangeliche sulla Libertà religiosa - Roma 17 febbraio 2015

Valdo Spini, già ministro della Repubblica e parlamentare, ha priesieduto la tavola rotonda conclusiva del Convegno della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, "Dai culti ammessi alla libertà religiosa", in corso di svolgimento alla Sala Zuccari del Senato della Repubblica.
Nel suo intervento introduttivo, Valdo Spini, ha voluto ricordare di avere avuto la grande opportunità di partecipare alla imponente manifestazione popolare di Parigi dell'11 gennaio all'indomani degli attentati terroristici. "Un'esperienza unica, quella di partecipare ad una dimostrazione di tutto un popolo, con tante famiglie, con tante carrozzine di bambini , gente di ogni età. Una manifestazione di impegno e di serenità consapevole, senza ostilità o tantomeno violenza, con la ferma volontà di riaffermare i grandi valori della convivenza civile ed umana." "Ecco, ha sottolineato Spini, noi che vogliamo in Italia una legge sulla libertà religiosa coerente con la Costituzione, ci riferiamo idealmente a quel popolo con quegli ideali, presente nel nostro paese, in Europa, nel mondo. Ciò in un contesto in cui la libertà religiosa è ormai un problema planetario, spesso drammatico, addirittura tragico, come la recente esecuzione dei lavoratori copti egiziani dimostra.

Personalmente - ha aggiunto Spini - ho presentato alla camera dei Deputati la mia proposta di legge sulla libertà religiosa due volte: in due legislature diverse: con la pdl . n.134 del 28.IV.2006 e ancor prima con la pdl. n.157 del 14.IX/2001. Quando mi accorsi che l'iter della legge veniva bloccato perchè avrebbe riguardato anche i musulmani, mi sono chiesto: ma come spiegheremo un giorno ad un giovane di seconda o terza generazione che non siamo riusciti a sostituire la legge del 1929-30 sui culti ammessi con una legge coerente con la costituzione della Repubblica? Oggi il problema si ripropone. C'è in questa legislatura una maggioranza disponibile a varare una legge siffatta? E' la domanda - meglio l'appello - che poniamo alle forze politiche e parlamentari, di governo, certo, ma anche di opposizione.E' un problema che riguarda tutti."

 

 

Settima di preghiera per l'unità dei cristiani «Dammi un po’ d’acqua da bere» (Giovanni 4)

La Samaritana.

Quest’anno al centro della nostra riflessione comune c’ è l’ incontro tra Gesù e una donna. Un incontro sorprendente dato che lei è ai margini della società, mentre Gesù è un maestro al cui servizio vi sono molti, e alla cui presenza anche ufficiali e notabili vengono a cercare una nuova comprensione della parola di Dio. Lei invece non cerca nulla, se non l acqua per la sua sopravvivenza, e la solitudine per non essere aggredita. In un primo tempo la sua chiusura e diffidenza si esercita anche verso quel maestro solitario che poi le aprirà l’esistenza. Così la parola ci raggiunge nel modo inatteso e sorprendente di un incontro casuale. Noi crediamo di poterla attendere nelle chiese e nei luoghi che la tradizione ci ha trasmesso come deputati alla predicazione: liturgie, canti, preghiere. Gesù invece ci s orprende e va ai margini delle strade, va al pozzo nell’ora più calda, va nel mezzo delle contraddizioni del villaggio. Come dice Bonhoeffer: “ è al centro del villaggio ...” . “ Io vorrei parlare di Dio non ai limiti ma al centro, non nelle debolezze, ma nella forza, non dunque in relazione alla morte e alla colpa, ma nella vita e nel bene dell’ uomo... La Chiesa non sta lì dove vengono meno le capacità umane, ai limiti, ma sta al centro del villaggio” . (Dietrich Bonhoeffer, Resistenza e resa, S. Paolo, Cinisello Balsamo 1988, p. 351).

Nelle chiese le donne sono al tempo stesso ai margini e al centro. Ai margini perché spesso le norme interne delle chiese non consentono loro l’accesso pieno ai ministeri o ai sacramenti. Ma anche al centro perché le donne sono forte mente appassionate alla parola evangelica e alla sua ricaduta pratica, allora vi sono donne nella diaconia e in ogni forma di servizio alle persone più emarginate e in difficoltà, come anche nella riflessione teologica e nella predicazione, nel canto e nel la liturgia – là dove è possibile. Sono ai margini ancora perché il linguaggio della teologia le esclude, non le prevede, le ricaccia in ruoli stereotipati e modellati sull’ obbedienza al maschile e sul silenzio. Ma sono al centro perché sentono che la loro fede nasce dello Spirito di Dio che non lascia la società priva di una testimonianza femminile al divino che dà la vita. La Samaritana è figura di questo essere ai margini e al centro: incontra Gesù nel luogo della sua esclusione, poi trova in questo incontro il coraggio e la speranza per uscire e divenire testimone per molti. Questo incontro non cambia solo la vita di lei ma le prospettive di una intera regione, di una comunità.

L’acqua

La nostra attenzione è poi spostata su questo elemento che implica vita e purtroppo anche distruzione, allagamenti, frane. All’ acqua dobbiamo la vita eppure fin dall’ antichità le società umane hanno imparato a governarla, a raccoglierla, a trovare i modi di condividerla. Al centro del nostro sguardo sta infatti un pozzo, luogo di incontro e di negoziazione; e un secchio, il lavoro umano della distribuzione. Gesù e la donna discutono su come si condivide l’acqua. La donna ancora interna a logiche di divisione e di muri di separazione. È Gesù che introduce il tema della gratuità e del dono. Un tema che arriva fino ad abbattere separazioni confessionali e religiose: non c ’ è più un luogo specifico in cui la religione si fa potere, in cui alcuni si arrogano la gestione del sacro. La parola di vita è sparsa come acqua nei cuori, scaturisce come fonte nella vita dei credenti. È una sorta di rivoluzione che mette in crisi ogni forma religiosa e restituisce ai singoli e alle singole credenti una relazione diretta con Dio. L’acqua ci rimanda anche al tema della creazione. Le guerre per l’acqua che ci minacciano si fondano sull’appropriazione delle fonti da parte di pochi. Ma la creazione offre questo elemento essenziale alla vita a tutti gli esseri viventi, non soltanto agli umani: da esso dipendono animali e piante e tutta la vita sulla terra.

l compito che la riflessione ecumenica ha di fronte comporta una serie di sfide esigenti e forti. La prima è quella di ascoltare la testimonianza e le domande che vengono dalle donne, di farle fruttare perché raggiungano e trasformino la società, portando a un espandersi della giustizia di Dio. La seconda riguarda le divisioni religiose, le pretese di ogni denominazione di rappresentare meglio di altre il rapporto con Dio. Gesù rimanda alla relazione personale con Dio, che ibera da ogni tradizione esterna. E questo lo fa con la parola sulla fonte d’ acqua che scaturisce in chi ascolta la sua parola (4:14). La terza sfida riguarda il creato e quell’ invito implicito e costante in tutta la Scrittura a prenderci cura insieme dei doni della natura. È un compito ecumenico quello di intrecciare reti di sostegno alla vita che valorizzino i beni comuni, che mettano al centro quanto ci permette di costruire una società di pace e di armonia, invece che di avidità e rapina. L’ecumenismo è un cammino per allargare i confini della vita, per richiamarci reciprocamente a ciò che è basilare, per riconoscere Dio al centro delle nostre città, proprio là dove non lo attendevamo, e dove questo incontro raccoglierà altri e altre.

Pastora Letizia Tomassone. Testo che accompagna il manifesto della settimana a Firenze

 

Insediamento della nuova pastora

foto pastora Letizia Tomassone

Un culto partecipato e ricco di emozioni ha accompagnato l’insediamento ufficiale di Letizia Tomassone come pastora della chiesa valdese di Firenze. Domenica 5 ottobre la chiesa valdese fiorentina ha vissuto un passaggio di testimone importante: proprio nel giorno in cui a Perugia e a Terni veniva insediato come nuovo pastore Pawel Gajewski (dopo sette anni intensi e fecondi a Firenze), nel tempio di via Micheli cominciava ufficialmente il settennato fiorentino della pastora «valsusina», proveniente da La Spezia/Carrara.
Un settennato che Tomassone imposta su alcuni punti chiave: «Credo che siano centrali il tema della pace, dell’accoglienza e dell’interazione religiosa. Dobbiamo impegnarci per la creazione di una società solidale, questo perché ci spinge l’Evangelo a farlo, non perché abbiamo un ideale umanistico».
Il culto, come detto, è stato molto partecipato e non solo per la presenza di numerosi rappresentanti delle altre chiese evangeliche fiorentine, della Chiesa cattolica e delle istituzioni. Gli ospiti hanno portato messaggi affettuosi e profondi, non rituali, per sottolineare la vicinanza alla chiesa valdese fiorentina e l’auspicio di un buon settennato per la nuova pastora sottolineando l’apertura e la disponibilità alla collaborazione.
Un buon viatico per il lavoro di dialogo ecumenico e interreligioso che per Tomassone resta fondamentale: «Mi interessa molto il dialogo interreligioso e ho visto che qui a Firenze è già molto sviluppato. O siamo ecumenici e dialoganti o non siamo chiesa, dobbiamo portare dei semi di pace nella società: tolleranza, accoglienza, rispetto, aiutare l’altro a crearsi degli spazi e aiutarsi reciprocamente a crescere in una società sempre più capace di accogliere».

Roberto Davide Papini (Tratto da Riforma n.38 del 17 Ottobre 2014)

 

 

Venerdì 21 Marzo 2014 - Parrocchia di Ricorboli

Via dei Marsuppini,7 - Firenze

Il Centro Studi America Latina, la Parrocchia di Ricorboli, l'Associazione "Affratellamento",
la Chiesa Valdese, l'Associazione "Ricorboli solidale"

promuovono un incontro sul tema:

DEMOCRAZIA, DIRITTI UMANI, LIBERAZIONE DEI POPOLI

il ruolo dei missionari italiani in America Latina

 

Ore 18-20 Testimonianze dall'America Latina

Giacomina Monti (missionaria in Guatemala)
Marianne Strohmeyer (valdese, operatrice sanitaria in Bolivia)
Antonietta Potente (teologa, missionaria in Bolivia)
Moderatore: Sergio Merlini (Centro Missionario Diocesano - Firenze)

Ore 20-21 Cena condivisa

Ore 21-23 Tavola rotonda: Di ritorno dall'America Latina. I nostri missionari nella Chiesa e nella società-italiana

Bruno D'Avanzo (Centro Studi America Latina)
Sergio Merlini (Centro Missionario Diocesano)
Antonietta Potente (missionaria in Bolivia)
Moderatore: Pawel Gajewski (pastore valdese di Firenze)

Aderiscono all'iniziativa: Amici del Guatemala, Comunità delle Piagge, Koinonia, Lettera alla Chiesa fiorentina, Libera-Toscana, Mani Tese, Missionari Comboniani, Rete Radié Resch, Suore domenicane di S.Niccolò-Prato.

 


 

Sabato 2 novembre e domenica 3
150 anno dall’apertura al pubblico del tempio di via De’ Serragli

La nostra chiesa ricorderà con gratitudine l'apertura al pubblico del nostro primo "vero" tempio.

Sabato 2 novembre [locandina][pieghevole]

Ore 15,00
Palazzo Salviati, via dei Serragli, 49
Scopertura targa commemorativa
prossima all’ingresso interno della già Cappella Evangelica di via dei Serragli.

Ore 15,30-18,15
Convegno presso l’Aula Magna dell’Istituto Gould Palazzo Salviati, via dei Serragli, 49

Indirizzi di saluto da parte del Concistoro e degli invitati presenti

Introduzione – On. Prof. Valdo Spini

Storia della presenza Valdese a Firenze - On. Prof. Domenico Maselli
L’evangelizzazione nelle sue diverse espressioni - Prof. Paolo Ricca
Le Opere socio assistenziali a Firenze,ieri ed oggi - Dott.Gabriele De Cecco
Attualità e prospettive della Chiesa Valdese - Prof. Fulvio Ferrario

Modera
Past. Pawel A. Gajewski

Ore 21,00
Tempio Valdese, via Micheli, 26

Concerto del Coro Valdese di Torino, diretto dal Maestro Walter Gatti.

Domenica 3 novembre [pieghevole]

- Ore 10,30 Tempio Valdese, via Micheli, 26 – Culto con Cena del Signore, con la partecipazione del Coro Valdese di Torino e della Corale della Comunità di Firenze.
- A seguire agape fraterna presso i locali di via Manzoni.

 


 

Il Sinodo valdese parla anche toscano

Video e interviste di Roberto Davide Papini per La Nazione


 

Sabato 1° giugno i protestanti portano la Bibbia in piazza

dalle 17 alle 21.30 in piazza Strozzi
si svolgerà un programma di letture bibliche, con brevi commenti, intervallate da brani musicali interpretati da Giorgio Ammirabile

 

Sabato 1° giugno torna a Firenze l’appuntamento con “La Bibbia in piazza”, organizzato da swette chiese protestanti: avventisti, dei fratelli, battista, luterana, metodista, riformata svizzera e valdese.

Dalle 17 alle 21.30, in piazza Strozzi si svolgerà un programma di letture bibliche, con brevi commenti, intervallate con brani musicali interpretati da Giorgio Ammirabile. L’iniziativa prevede anche l’allestimento in piazza di una mostra della Bibbia e l’esposizione di alcune opere del pastore metodista Ric Stott, che rappresenta Gesù visibile nei luoghi della vita quotidiana, al di fuori delle chiese. D’altronde, proprio questo è l’intento di questa manifestazione: quello di annunciare la Parola di Dio fuori dai templi e dai centri culturali, annunciarla alla città.

Tra gli scopi dell'iniziativa c'è anche l'occasione per parlare di Riforma protestante e del primato della Scrittura  che è stato tra i principi fondanti del protestantesimo. “Saremo in piazza —spiegano gli organizzatori— convinti che la Parola di Dio che è Cristo sia parola vivente ed efficace, capace anche oggi di trasformare la vita di chi a essa si affida, di denunciare le strutture di ingiustizia che opprimono e distruggono, di liberare le vittime di ogni sopruso, di offrire speranza e futuro a ognuno di noi".
La manifestazione  (giunta alla seconda edizione, dopo il successo della prima, nell’ottobre 2011) avrà un seguito con un programma di studi biblici che si terranno nel tempio della chiesa battista di Borgognissanti, 4, sempre alle 18.  Il 5 giugno ci sarà il primo studio biblico sul tema “Promessa e Benedizioni”; il 12 giugno “Le Parabole,  i miracoli di Gesù e la fede”; il 19 giugno “La nascita della chiesa”; il 26 giugno “Morto e risorto, ma perché?”
.

La Nazione - 28 Maggio 2013

 


 

4 maggio 2013 dalle ore 21

“1° Gala Lirico Internazionale”
presso la Holy Trinity Church di Firenze in viaMicheli angolo via La Marmora

la soprano Patrizia Morandini e molti altri cantanti lirici allieteranno la serata con
musiche di Verdi, Puccini , Mozart, Strauss, Rossini, Wagner,
accompagnati al pianoforte dal Maestro Claudio Bianchi
.

A cura dell’Associazione Florence Opera e dalla Chiesa Evangelica Valdese di Firenze

L'ingresso è gratuito e sarà possibile lasciare una offerta libera (consigliati 15 €) per il recupero delle spese organizzative e per acquisire fondi per il restauro conservativo del Tempio in cui si svolge l’evento (è edificio di grande pregio, unico esempio di Neo Gotico presente a Firenze, che necessita di un oneroso restauro)

E' gradita la prenotazione via mail all'indirizzo info@patriziamorandini.com oppure telefonando al numero 3476435857

 


15-16 Marzo
Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie

La Chiesa Valdese di Firenze aderisce a questa iniziativa organizzata da Libera partecipando alla Veglia interreligiosa di preghiera per le vittime delle mafie che avrà luogo Venerdi 15 alle ore 18 presso la Basilica di S.Croce

programma dell'iniziativa

 

1 Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
3 «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
4 Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
5 Beati i miti, perché erediteranno la terra.
6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
7 Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
9 Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
10 Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Matteo 5,1-12

Gesù, il nostro  unico Signore, cari fratelli e care sorelle, vi ha riconosciuti e vi ha fatti beati, ha fatto beati tutti coloro che sono stati perseguitati e uccisi, ha fatto beati con la sua parola , che è parola di verità,  i vostri parenti e anche voi stessi perché sarete sempre afflitti per quello che vi è successo.
Lui , il nostro unico signore vi sarà sempre accanto per consolarvi.
Non ci sono preghiere che possano dire qualcosa di più di quello che Gesù dice.
Ma c’ è una richiesta aggiuntiva che noi tutti possiamo fare.

Preghiamo.

Padre celeste, tu conosci la condizione di  vita che uomini malvagi impongono con il sistema mafioso a tanta gente, essi si comportano come bestie assetate di sangue per sottrarre ai più  in ogni modo la possibilità di vivere una vita normale , tranquilla, libera.
Essi sottraggono in tutti i modi quei beni materiali che ci farebbero vivere  non più nel bisogno.
Signore ti chiediamo di intervenire sulle loro coscienze, se ne hanno ancora un barlume, perché si convertano alla vita gioiosa che tu hai preparato per noi,
ti chiediamo di cambiarli, di renderli umani, di renderli comprensivi del male che stanno facendo
Padre, ti chiediamo oggi , nel momento del ricordo delle tante persone che non ci sono più fra di noi, di risvegliare in tutti noi la coscienza che tu ci hai chiamati non a essere supini agli oppressori, ma ad essere testimoni che la Giustizia è sempre a portata di mano, che il popolo di Dio e tanti uomini di buona volontà  devono lottare e continuare a lottare per essa.
Padre ti chiediamo in particolar modo per tutte quelle persone che di fronte alla sopraffazione delle mafie dicono che sono tutti uguali, rifiutandosi così di schierarsi dalla parte del bene comune, risveglia la loro coscienza.
Padre, ti chiediamo oggi di richiamare ai loro compiti gli uomini che contano, politici, imprenditori ecc ecc, che nel loro operare quotidiano fanno finta di non ricordarsi che la piovra malavitosa c’è, non è marginale e locale, ma è un fenomeno che colpisce e imbratta tutta la nostra vita.
Padre, ti chiediamo oggi di renderci più audaci e forti per essere tutti quanti operatori di giustizia, non solo a parole ma con piccoli gesti di solidarietà che messi tutti insieme possono cambiare questo mondo.
Padre, io ti chiedo in particolare una cosa, semplice e piccola, la mia famiglia viene da  Bagheria, il mio cognome lo testimonia, ti chiedo signore che la prossima volta che andrò al cimitero del mio paese, a pensare ai miei morti sulle loro tombe, possa dire ad alta voce  come se mi potessero sentire : nonnu gnazio, papà Petru, li vostri paroli, li vostri poesie e li vostri grida contro la mafia sono state ascoltate in cielu e in terra, sono state imparate e pronunciate da tanti picciotti, sti picciotti non camminano più a testa bassa, cantano canzoni d’amore e gridano tutti insieme:
la Sicilia è più antica della mafia!
Qui finisce la preghiera, fratelli e sorelle
E inizia il sogno, speriamo che sia un sogno premonitore
Speriamo che il nostro sogno sia simile al futuro che tu Signore  hai preparato per noi, te lo chiediamo nel nome di tuo figlio Gesù che ha dato al sua vita per noi.
Amen

Preghiera pronunciata da Davide Buttitta, soprintendente del X circuito valdo-metodista, durante la Veglia interreligiosa di preghiera


Festa della libertà 2013
(17 febbraio 1848 - 17 febbraio 2013)

È consuetudine ormai secolare la sera del 16 febbraio 1848 nelle borgate delle Valli valdesi accendere dei fuochi di gioia in ricordo della firma delle “Lettere Patenti” con le quali il Re Carlo Alberto concedeva per la prima volta nella storia del Piemonte i diritti civili alla minoranza valdese e, qualche giorno dopo, anche alla minoranza ebraica.
Con questo atto il Regno del Piemonte non solo poneva fine ad una secolare discriminazione nei confronti di una parte dei suoi sudditi, ma avviava anche un processo di modernizzazione che lo poneva al livello degli altri stati europei e alla testa del movimento del Risorgimento italiano.

Celebrare quell’evento non vuol dire solo ricordare un momento storico, ma soprattutto essere consapevoli che la libertà di coscienza è una delle libertà fondamentali di uno stato democratico come del resto viene anche affermato nella Carta costituzionale della Repubblica Italiana.
Ricordare quelle acquisizioni è tanto più importante in quest’anno difficile che si sta vivendo alle Valli, in Italia, in Europa, in cui sembrano essere messi in pericolo, a causa della crisi, diritti importanti come quelli all’assistenza, al lavoro, e indirettamente alla libertà di essere tutti cittadini italiani ed europei con pari diritti e pari opportunità.

A Firenze:

- Sabato 16 Febbraio, pomeriggio comunitario in Via Manzoni 19/A con la proiezione del film Il cielo cade

- Domenica 17 Febbraio, ore 10.30 culto in via Micheli 26. Segue dalle ore 14 festa del 17 Febbraio con accensione del falò a Casa Cares (Reggello)

- Massimo Aquilante: "La battaglia per una legge sulla libertà religiosa è culturale e politica"

- Non solo falo'

- Chiesa e potere nell’epoca post-secolare di Paolo Naso vedi Chiesa e potere Libertà evangelica, laicità e spazio pubblico a cura di Paolo Naso Prefazione di Massimo Aquilante Introduzione di Dora Bognandi pp. 173 euro 14,50 Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), €14,50

- "Chiesa e potere. Libertà evangelica, laicità e spazio pubblico" (formato MP3) Mario Calvagno e Carmen Zammataro, redattori di RVS Roma, intervistano Dora Bognandi, direttore del Dipartimento Affari pubblici e Libertà religiosa dell'Unione Italiana della Chiese Cristiane Avventiste.


13 Dicembre 2011 - 13 Dicembre 2012
PER RICORDARE
MODOU SAMB E MOR DIOP

La Chiesa Valdese di Firenze aderisce, insieme ad altre Chiese Evangeliche fiorentine, al presidio giovedì 13 dicembre 2012 alle ore 17 in piazza Dalmazia (leggi comunicato)

 


 

Assemblea generale della Comunità di chiese protestanti in Europa (CCPE) Firenze 20-25 settembre 2012

 


 

Per non dimenticare - 27 gennaio 2012 Giorno della Memoria

[...] E' vero che ci sono dei momenti in cui uno crede di non poter proprio andare avanti. Ma si va poi sempre avanti, anche questo si impara col tempo - però il paesaggio che abbiamo intorno appare improvvisamente mutato, il cielo diventa basso e nero, il nostro modo di sentire la vita subisce dei grandi mutamenti e il nostro cuore diventa completamente grigio e millenario.
Ma non è sempre cosi. Un essere umano è una cosa ben singolare. La miseria che regna qui è davvero indescrivibile. Nelle grandi baracche si vive come topi in una fogna. Si vedono languire molti bambini. Ma si vedono anche molti bambini sani. Una notte della settimana scorsa è transitato qui un convoglio di. prigionieri. Visi diafani e pallidi come la cera. Non ho mai visto tanta stanchezza e sfinimento su un volto.
A Vesterbork (1) dovevano passare «attraverso la chiusa»: registrazione e ancora registrazione, perquisizione da parte di allampanati N.-S.B.(2), quarantena, una piccola via crucis di ore e ore. Alla mattina presto sono stati ammassati in vagoni merci vuoti. Il loro treno è stato ancora sigillato con tavole di legno qui in Olanda: altro ritardo. Poi tre giorni di viaggio a est. Materassi di carta per terra, per i malati. Per gli altri, vagoni completamente spogli con un barile nel mezzo e circa settanta persone in un vagone chiuso. Ci si può portare solo un tascapane. Mi chiedo quanti di loro arriveranno vivi.

[...] Un giovane e triste ufficiale della gendarmeria mi ha detto una notte in cui doveva partire uno di quei convogli: in una notte simile io perdo due chili e mezzo e non devo far altro che sentire, vedere e tacere.
Per lo stesso motivo non scrivo molto neanch'io. Ma ho perso il filo. Volevo solo dire questo: la miseria che c'è qui è veramente terribile - eppure, alla sera tardi, quando il giorno si è inabissato dietro di noi, mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato, e allora dal mio cuore si innalza sempre una voce - non ci posso far niente, è cosi, è di una forza elementare -, e questa voce dice: la vita è una. cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo com· pletamente nuovo. A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo pezzetto di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi. Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere. E se sopravviveremo intatti a questo tempo, corpo e anima ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra parola a guerra finita. Forse io sono una donna ambiziosa: vorrei dire anch'io una piccola parolina[...]

3 luglio 1943, Westerbork (1), lettera a Jopie e Klaas Smelik

 

Christien, apro a caso la Bibbia e trovo questo: «Il Signore è il mio alto ricetto». Sono seduta sul mio zaino nel mezzo di un affollato vagone merci. Papà, la mamma e Mischa sono alcuni vagoni più avanti. La partenza è giunta piuttosto inaspettata, malgrado tutto. Un ordine improvviso mandato appositamente per noi dall'Aia. Abbiamo lasciato il campo cantando, papà e mamma molto forti e calmi, e così Mischa. Viaggeremo per tre giorni. Grazie per tutte le vostre buone cure. Alcuni amici rimasti a Westerbork scriveranno ancora a Amsterdam, forse avrai notizie? Ancbe della mia ultima lunga lettera? Arrivederci da noi quattro.

presso Glimmen, 7 settembre 1943 (3)

Nata il 15 gennaio1914 in una famiglia della borghesia intellettuale ebraica, Etty Hillesum morì a Auschwitz il 30 novembre 1943

 

Note

(1) Westerbork era un «campo di smistamento» (Durchgangslager) vicino ad Assen, nell'Olanda nordorientale, istituito verso la fine del 1939 dal governo olandese per ospitarvi circa millecinquecento ebrei tedeschi fuggiti dalla Germania prima della della guerra, fu per più di centomila ebrei olandesi «l'ultima fermata prima di Auschwitz»

(2) Nalional·socialistische Beweging, il partito nazista olandese. Nel linguaggio dei deportati, «passare attraverso la chiusa» significava passare per la trafila delle formalità che precedevano una deportazione.

(3) Questa cartolina postale, indirizzata a Christine van Noolen, che Etty buttò fuori dal treno il 7 settembre 1943 fu ritrovata lungo la linea ferroviaria e spedita da Glimmen (nella provincia di Groningen) il 15 settembre 1945

Testi e note tratte da: Etty Hillesum, Lettere 1942-1943, Adelphi, 1990


 

Sabato 14 Gennaio 2012

Intitolazione Largo Giorgio Spini a Fiesole

ore 10-13 Sede: ore 10 inizio di via Palazzine, ore 11 Municipio di Fiesole

Il Sindaco di Fiesole Fabio Incatasciato invita all’inaugurazione del “Largo Giorgio Spini”

Interventi: Fabio Incatasciato, Sandro Rogari, Josep Borrell, Valdo Spini, Pier Francesco Listri, Paolo Cammelli

Fiesole rende omaggio a Giorgio Spini: al grande storico verrà intitolata un’area pubblica. Nella ricorrenza della scomparsa di Giorgio Spini il Comune di Fiesole rende omaggio al grande storico intitolandogli uno spazio cittadino. Prenderà infatti il nome di ”Largo Giorgio Spini”, lo slargo attualmente denominato “via Palazzine” che si trova all’incrocio tra via Roccettini e l’inizio di via Palazzine,

Nel sesto anniversario della sua scomparsa, il 14 gennaio, si terrà la cerimonia d’intitolazione del Largo e di ricordo di Giorgio Spini, che è stato anche consigliere comunale a Fiesole, nelle file del PSI, dal 1975 al 1990.

"Prolungando le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, in questo caso con l’omaggio a un grande storico, siamo onorati di dare il nome di Giorgio Spini a un luogo suggestivo di Fiesole. Giorgio Spini oltre a essere stato per tanti anni attivo nella vita politica di Fiesole, è stato anche un grande socialista, un combattente della Liberazione e uno straordinario storico ed intellettuale. Egli ha realizzato studi fondamentali riguardanti la storia dell’Europa moderna - afferma il sindaco di Fiesole Fabio Incatasciato -. Il luogo che l’Amministrazione gli dedica è significativo, non solo perché vicino alla casa dove Spini ha sempre vissuto, ma anche perché si colloca davanti all’Università Europea e alla Badia Fiesolana, luoghi che, come nessun’altro, contraddistinguono la storia e la cultura fiesolana".

La cerimonia inizierà alle ore 10 con il ritrovo all’inizio di via Palazzine per la scopertura della targa e proseguirà, alle 11, nella Sala Consiliare del Municipio di Fiesole (piazza Mino) con il ricordo dello storico. Dopo i saluti del sindaco di Fiesole Fabio Incatasciato, alla celebrazione interverranno - moderati dal Prof. Pier Francesco Listri - l’Onorevole Valdo Spini, il Prof. Sandro Rogari (Università di Firenze) e il Prof. Josep Borrell (Presidente IUE).

Nell’occasione Paolo Cammelli, ex consigliere comunale del PSI di Fiesole, illustrerà una pubblicazione sulla vita istituzionale di Giorgio Spini a cura dal Comune di Fiesole.

intitolazione del Largo avviene anche a seguito dall’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno presentato dall’allora consigliere comunale Francesco Trecci del Gruppo Consiliare Laboratorio per la Sinistra – Rifondazione Comunista per l’intitolazione, appunto, a Giorgio Spini di una via pubblica di particolare rilevanza.

Giorgio Spini è stato un illustre storico italiano sui cui testi si sono formate generazioni di studenti. Ha insegnato all’Università di Firenze e in numerose Università americane, tra cui quella di Harvard e, al contempo, è stato un valido combattente per la libertà, dando il suo contributo alla vita democratica e civile del nostro paese. È stato membro della Tavola Valdese e ha lavorato al Patto di integrazione tra la Chiesa Metodista e Valdese, nonché alle trattative per l’Intesa tra la Chiesa Valdese e la Repubblica Italiana. Inoltre, nel 2000 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Ciampi l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2004, il Sindaco di Firenze gli ha conferito il “Fiorino d’Oro”.

Firenze, 10 Gennaio 2012

 

Mercoledi 14 Dicembre 2011

 

COMUNICATO DEL "CONSIGLIO DEI PASTORI E DELLE OPERE EVANGELICHE DI FIRENZE" SUL GRAVE ATTO DI VIOLENZA DI IERI A FIRENZE


Il Consiglio dei pastori e dei responsabili delle opere evangeliche di Firenze, attonito e addolorato per il grave atto di violenza che ha colpito la comunità senegalese e tutta la comunità cittadina, ricordando l'esortazione dell'Apostolo Paolo:
«Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza» (Colossesi 3:12),
ribadisce il proprio rifiuto verso ogni atto di odio e verso quella cultura xenofoba, contraria al messaggio d'amore di Gesù Cristo, che con inquietante leggerezza viene proposta e propagandata da alcune persone irresponsabili, creando un clima di intolleranza.
Un clima che può esplodere in violenza cieca e assurda come dimostrano (seppur nella diversità degli episodi) il duplice omicidio a Firenze e il rogo del campo rom a Torino nei giorni scorsi.
Alla comunità senegalese, ai nostri fratelli e alle nostre sorelle del Senegal che, insieme a noi e come noi, fanno parte della città di Firenze, giunga un grande abbraccio e l'espressione della nostra cristiana solidarietà.

Per il Consiglio:
Pastore Pawel Andrzej Gajewski,coordinatore
Roberto Cappato, segretario

 


Venerdi 2 Dicembre 2011


alle 20, tempio di via Micheli, apericena e concerto a favore dell’Associazione “Il Sassolino Bianco”. Il ricavato sarà devoluto al progetto “Carcere femminile di Empoli

In programma, un itinerario di musica e canti legati alla tradizione del Natale, dal periodo barocco all’epoca moderna, con tre grandi interpreti, giovani e appassionati:
la coreana Ko Myung San (voce soprano); l'australiana Samantha Robinson (tromba) e l'inglese Robin Walker (organo).
Il concerto sarà preceduto da un'apericena e i fondi raccolti nella serata saranno devoluti al progetto di sistemazione dell’area verde del carcere femminile di
Empoli dove le detenute incontrano i loro figli. Un'iniziativa per rendere più serena e vivibile anche per dei bambini quest’area fino a poco tempo fa molto trascurata.

Di notevole spessore il profilo dei tre artisti che doneranno le loro capacità per questa iniziativa benefica.
- Ko Myung San, nata a Seul, iniziata alla musica giovanissima, si è diplomata a Firenze e in seguito si è specializzata in musica vocale da camera al Conservatorio Cherubini
e alla Scuola di musica di Fiesole. Canta in prestigiosi teatri e sale da concerto con un repertorio che spazia da Mozart a Puccini, includendo numerosi pezzi di musica sacra
tratti da Haydn, Handel, Bach, Rossini, Pergolesi, Vivaldi.
- Samantha Robinson, si è diplomata in tromba (moderna e barocca) al Conservatorio di Sidney, ha suonato con varie orchestre: Australian Brandenburg Orchestra,
Sydney Sinfonia, Australian Baroque Brass, Orchestra of the Antipodes, Sydney Philharmonia Choirs, Sydney Opera House Babies’ Proms Orchestra, Australian Opera
and Ballet Orchestra. Frequenta il biennio specialistico del Conservatorio Cherubini.
- Robin Walker, organista ed insegnante d’organo, è organista alla Badia Fiorentina. Ha registrato numerosi Cd, in Inghilterra ha collaborato con la Bbc, suonando sia
per la radio che per la televisione, ha dato concerti in molte cattedrali europee. Nel 2012 ha in programma il suo secondo tour concertistico negli Stati Uniti, due nuovi
registrazioni e la conduzione della Messa in B Minore di Bach.

Per informazioni: 3355614547


 

 

31 Ottobre Festa della Riforma: i protestanti invitano la città di Firenze a leggere la Bibbia insieme!

Sabato 22 ottobre in piazza Santa Croce dalle 16 alle 19 ...

La Bibbia scende in piazza in un pomeriggio di comunione organizzato da un gruppo di chiese protestanti fiorentine: letture bibliche e musica per lodare Gesù Cristo, in occasione della Festa della Riforma, con la quale gli evangelici ricordano l'inizio della Riforma protestante (il 31 ottobre 1517) con l'affissione delle 95 tesi contro le indulgenze da parte di Martin Lutero.
Sabato 22 ottobre, dalle 16 alle 19, avventisti, battisti, valdesi, metodisti e membri della Chiesa dei fratelli saranno in piazza Santa Croce per proporre a fiorentini e turisti, a passanti occasionali e a persone interessate, una serie di letture bibliche (dell'antico e del nuovo Testamento) con brevi commenti, in un percorso nel cuore della fede cristiana per mettere in risalto l'annuncio della salvezza in Cristo.
I volontari distribuiranno materiale informativo e (ovviamente gratuitamente) Bibbie per le persone interessate.
Le letture saranno inframezzate con brani di musica cristiana eseguiti da Giorgio Ammirabile e Andrew Lubbock.

Su Radio Voce della Speranza Roberto Vacca, Claudio Coppini e Luca Faedda hanno aperto una specie di tavola rotonda fatta di riflessioni, testimonianze e domande, insieme al pastore avventista Saverio Scuccimarri e in collegamento telefonico con il giornalista del quotidiano "La Nazione" Roberto Davide Papini valdese, portavoce dell'iniziativa evangelica "La Bibbia in Piazza"Ascolta la registrazione (formato MP3)

Domenica 23 un culto in comune nel tempio valdese

La 'Festa della Riforma' proseguirà domenica mattina, 23 ottobre, alle 10.30 con un culto riformato nel tempio valdese di via Micheli, al quale parteciperanno rappresentanze delle varie comunità, con la predicazione del pastore Mario Affuso della Chiesa apostolica italiana.

L'evento di piazza Santa Croce e il culto nel tempio valdese daranno il via a un programma di introduzione alla Bibbia con quattro incontri nei mercoledì successivi (26 ottobre, 2 novembre, 9 novembre, 16 novembre) che si terranno nel tempio metodista, in via de' Benci 9, alle 18.30.


Atto del Sinodo 2011 sull'emergenza carceri

Il Sinodo

sottolinea la straordinaria gravità dell’emergenza carceri in tutto il Paese (testimoniata anche dall’alto numero di suicidi e di atti di autolesionismo) a causa dell’insostenibile sovraffollamento, dell’inadeguatezza delle strutture penitenziarie, della carenza di organico di polizia penitenziaria, direttori ed educatori, dell’insufficienza dell’assistenza sanitaria;

ricorda le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha definito la situazione delle carceri italiane “una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile” e “una realtà che ci umilia in Europa e ci allarma, per la sofferenza quotidiana - fino all'impulso a togliersi la vita - di migliaia di esseri umani chiusi in carceri che definire sovraffollate è quasi un eufemismo...”;

condivide le proposte per una riduzione del sovraffollamento carcerario perché la pena detentiva costituisca effettivamente l'ultima risorsa all'offesa criminale e trovi applicazione il principio contenuto nell'art. 4 delle Regole penitenziarie europee secondo cui “le condizioni detentive che violano i diritti umani non possono essere giustificate dalla mancanza di risorse” così che gli ingressi – tranne che per gravi reati – siano scaglionati in ragione della capienza;

condivide inoltre “le piccole proposte” volte a non distruggere oltre ai detenuti anche le loro famiglie (purtroppo spesso vittime secondarie da nessuno considerate) migliorando le condizioni, il numero e la qualità dei contatti tra i detenuti e i loro famigliari;

afferma che per noi credenti in Cristo, occorre uscire dal torpore e far risuonare dai tetti la parola di Gesù: “Fui prigioniero e veniste a trovarmi ... in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me” Matteo 25:39-40.

In questo senso il Sinodo

segnala come oggi una delle offese più gravi alla libertà di fede si consumi proprio negli istituti carcerari dove la maggior parte dei detenuti stranieri non ha accesso ad alcuna assistenza spirituale;

ritiene il carcere uno dei principali banchi di prova della capacità delle chiese di realizzare il dialogo interreligioso.

Nella linea di un impegno che le chiese valdesi e metodiste portano avanti da tempo, il Sinodo invita la Tavola valdese a vigilare sulla situazione negli istituti penali italiani e sull'effettivo rispetto della dignità dei detenuti, degli internati e degli operatori carcerari.


 

Digiuno a staffetta per protestare contro l'affollamento del carcere di Sollicciano

Il concistoro della Chiesa valdese di Firenze ha deciso di aderire all'iniziativa del garante dei detenuti del Comune di Firenze, Franco Corleone, per denunciare il grave affollamento del carcere di Sollicciano. Da alcuni giorni Corleone ha promosso un digiuno a staffetta per protestare contro una situazione molto pesante dell'istituto di pena fiorentino: a fronte di una capienza regolamentare di 497 detenuti, è stata superata la soglia di 1000 presenze. Al di là dell'auspicata adesione dei singoli allo sciopero della fame, la Chiesa valdese di Firenze vuole esprimere il suo sostegno all'iniziativa affinché siano ripristinate condizioni rispettose della dignità delle persone detenute, degli agenti di custodia e di tutti gli operatori del carcere.

Firenze, 20 Novembre 2010


 

Ospitalità nel tempio valdese di Firenze

Firenze, 26 Gennaio 2010, ore 16.55 - Comunicato stampa della Chiesa Valdese di Firenze

Vicenda Osmatex: un caloroso grazie alle istituzioni e alle associazioni laiche e religiose dalla Comunità Valdese

 La Comunità Valdese di Firenze, sottolineando il forte interessamento che si sta delineando del Prefetto, della Regione e del Comune di Firenze per una soluzione delle problematiche insorte con lo sgombero  dall’Osmatex dei cittadini europei di passaporto rumeno e di etnia rom, ringrazia queste istituzioni per aver saputo cogliere il nesso fondamentale fra legalità e solidarietà, attivandosi. La Comunità Valdese che ha gestito in prima persona la prima fase dell’accoglienza, mettendo a disposizione i propri spazi per dare un ricovero ai Rom, ringrazia sentitamente anche  tutte le organizzazioni laiche, evangeliche e cattoliche , a cominciare dalla Caritas,  che in fraterna collaborazione  hanno concorso alla buona riuscita di questa iniziativa umanitaria. Infine ringrazia i moltissimi cittadini di Firenze e non solo che hanno partecipato o solidarizzato alle iniziative intraprese.
Ancora una volta i cittadini di Firenze e più in generale toscani hanno dimostrato il loro forte senso solidaristico.
La Comunità Valdese non ritiene di aver terminato il proprio impegno verso le persone  accolte e intende proseguirlo  in stretto contatto  sia con le associazioni laiche e cattoliche,  sia con le autorità locali e regionali, come sempre, con lo spirito di massima collaborazione.

Chiesa Valdese di Firenze

Referente del Comunicato: Debora Spini, presidente del Concistoro della Chiesa Valdese di Firenze

 

Firenze, 23 Gennaio 2010 - Comunicato stampa della Chiesa Valdese di Firenze

La Comunità Valdese di Firenze informa che alle ore 12 di oggi, sabato 23 gennaio 2010, si conclude l’accoglienza diretta dei cittadini rumeni di etnia rom nel Tempio di Via Micheli 26.
L’aiuto umanitario per queste persone però continua in attesa di una soluzione abitativa decorosa. Infatti la Comunità Valdese di Firenze per due settimane ha trovato una soluzione provvisoria in altre strutture abitative (alberghi, ostelli, ecc, ) per 41 persone a proprie spese, sempre a proprie spese verrà pagato il viaggio di rientro in Romania per 19 persone che ne hanno fatto richiesta.
Con questo comunicato la Comunità ringrazia tutti coloro che si sono impegnati a vario titolo in questa prima fase e che si stanno adoperando anche in queste ore per risolvere definitivamente il problema di queste persone, ringrazia non ultime le migliaia di persone ed organizzazioni, dall’Italia e dall’estero, che ci hanno comunicato la propria solidarietà per la nostra iniziativa umanitaria. Ringraziamo infine tutti i giornalisti che hanno dato e daranno voce a queste persone e alla loro richiesta di aiuto.
Confidiamo in Dio e in tutti gli uomini e donne di buona volontà perché la solidale toscana e la città di Firenze sappiano trovare una soluzione.

Il Concistoro della Chiesa Valdese di Firenze

Referenti dell’iniziativa :
Debora Spini , presidente del Concistoro della Chiesa Valdese di Firenze
Pawel Gajewski, Pastore della Chiesa Valdese di Firenze
Per contattarci

 

 

cronaca degli eventi

Dalla sera di domenica 17 gennaio nel tempio valdese di Firenze sono ospitate 42 persone di nazionalità rumena. È una sistemazione temporanea che non dovrebbe durare i 2-3 notti. Venerdì scorso la polizia ha sgomberato un campo rom di Osmannorro (Sesto Fiorentino) lasciando i suoi abitanti, ben 150 persone, letteralmente sulla strada. È scattata subito una rete di solidarietà in cui si è inserita da subito anche la Diaconia Valdese Fiorentin (DVF). Le persone ospitate sono una parte di quel gruppo, coloro che non hanno trovato alcuna sistemazione e che hanno dormito per due notti di seguito all’aperto. La maggior parte di loro ha un “foglio di via” rilasciato dalla Prefettura. Il concistoro di Firenze all’unanimità ha deciso di dare ospitalità a queste persone, interpretando in questo modo l’atto sinodale approvato solennemente nel 2009.

Firenze, 18 Gennaio 2010 Il Concistoro della chiesa Valdese


(ANSA) - FIRENZE, 18 GEN - Per la seconda notte consecutiva 42 persone, tra i rom romeni sgomberati venerdì scorso dall'area ex Osmatex all'Osmannoro, nel comune di Sesto Fiorentino, dormiranno sulle panche della chiesa Valdese di via Micheli a Firenze, unico 'rifugio' trovato al momento. Lo rende noto la stessa chiesa Valdese che rivolge un invito alle istituzioni perché trovino una soluzione più adeguata per l'accoglienza. Le persone ospitate in via Micheli, spiega Debora Spini, presidente del consiglio della chiesa Valdese di Firenze, sono per lo più adulti, ma ci sono anche due bambini, un disabile e due anziani. "Stiamo cercando di approntare per loro un pasto oltre che offrire loro un rifugio per la notte - conclude Spini -. Ma la soluzione di ospitarli in chiesa può essere solo temporanea". (ANSA).


La Repubblica 19 Gennaio 2010 - La chiesa valdese e S.Marco accolgono i rom La decisione del prefetto. L´offerta della Regione ai 150 occupanti. Ex Osmatex, 40 rom nella chiesa valdese di Maurizio Bologni

La Nazione Firenze 19 Gennaio 2010 Sgomberata baraccopoli 42 rom dormono in chiesa Per la terza notte consecutiva le 42 persone sgomberate venerdì scorso dalle baracche che si erano costruiti nell'area ex Osmatex dormiranno all'interno della chiesa Valdese di via Micheli a Firenze


SGOMBERO BARACCOPOLI:CHIESA VALDESE ANCORA RIFUGIO DI 42 ROM Per la terza notte consecutiva 42 persone, tra i rom romeni sgomberati venerdì scorso dalle baracche che si erano costruiti nell'area ex Osmatex, nel comune di Sesto Fiorentino, troveranno 'rifugio' all'interno della chiesa Valdese di via Micheli a Firenze, ma Debora Spini, presidente del consiglio della chiesa Valdese, spiega: "E' un'emergenza e noi possiamo gestirla e dare ospitalità fino a venerdì mattina, non oltre. Occorre l'intervento delle istituzioni: ho contattato il Comune di Sesto, ma non ho avuto ancora una risposta". "Ci sono poi altre 17 persone - aggiunge Spini - che ospitiamo nella Foresteria Valdese di Firenze, in via dé Serragli e tra loro ci sono anche i casi più delicati".

ANSA TOSCANA: LE NOTIZIE DEL GIORNO ORE 18.30 Martedi 19 Gennaio


Oggi alle 12.00 si è riunito, presso la sede della Diaconia Valdese Fiorentina di via Silvio Pellico, un gruppo di persone che stanno cercando di “tirare le fila” nella gestione di parte dei rom rimasti senza un riparo dopo lo sgombero dell'insediamento dell'area ex Osmatex. Come Chiesa Valdese e Opere collegate abbiamo ritenuto giusto aprire le “porte” per dare una risposta immediata alle esigenze di persone, tra cui minori e malati, che in seguito a tale sgombero non avevano trovato un'altra sistemazione.
A ieri sera sono 75 le persone che hanno trovato ricovero nella Chiesa di via Micheli e 18 presso la Foresteria Valdese di Firenze. A queste si aggiunge la richiesta di altre 24 persone che attualmente “vagano” nei pressi della stazione e che richiedono un riparo diverso, date anche le temperature di questi giorni.
Lo sforzo ed il supporto che la comunità evangelica della città di Firenze sta fornendo in questo momento sono dettati dallo spirito di servizio e dal dovere di prendersi carico dei bisogni di prima accoglienza e soccorso di esseri umani; dalla forte necessità di non distogliere lo sguardo dalle emergenze sociali che “esplodono” in casa nostra. Stiamo quindi cercando di contattare, a diversi livelli, le autorità competenti per individuare le soluzioni che permettano di superare questi primi momenti di difficoltà; a tale scopo, sempre alle 12.00 di domani, si terrà un altro incontro: operativo, nel suo significato più immediato di gestione dei pasti e dei ricoveri notturni e di lavoro di rete, per individuare un'uscita dall'emergenza che si prospetti dignitosa per queste persone, ma anche per il senso civico che i nostri Comuni devono continuare ad attestare.

Firenze, 19 Gennaio 2010 - ore 11 Ufficio comunicazione sviluppo C.S.D -Diaconia Valdese Fiorentina


Rom nella chiesa valdese di Firenze Emergenza umanitaria dopo uno "sgombero" di Rom da un'ex area industriale di Sesto Fiorentino. Uomini, donne, vecchi e bambini per sfuggire al freddo della notte bussano alle porte delle chiese di Firenze. E la chiesa valdese apre le sue porte per un'accoglienza temporanea. Ma la generosita' delle chiese puo' compensare le contraddizioni della politica?
Intervista al pastore valdese Pawel Gajewski registrata nel pomeriggio del 19 gennaio 2010 (formato MP3)

Radio Voce della Speranza (RVS) 20 Gennaio 2010


La Repubblica Firenze, 20 Gennnaio 2010 Notte nella chiesa valdese, c´è anche un neonato Dormono al freddo, appoggiati alle colonne, hanno solo scialli e c´è chi ha la febbre. Tra questi un neonato di nemmeno due settimane. Da domenica, 75 di loro hanno trovato ricovero nella chiesa valdese, l'unica che ha accolto l'appello della parlamentare di Rifondazione comunista Mercedes Frias che si è adoperata attivamente per trovare un rifugio agli sfollati: "Ho fatto mille telefonate..." Al tramonto tornano, potranno restare solo fino a venerdì mattina.


I numeri dell'emergenza: ieri sera la Foresteria Valdese, presso l'Istituto Gould, contava ancora 18 persone, tra cui 4 minori e 7 donne, mentre la Chiesa Valdese di Via Micheli ha ospitato, per la cena e la notte, 75 persone (tra cui 3 minori e 38 donne); in questo coadiuvata attivamente dall' associazione Aurora, anche in ordine a servizi a “bassa soglia” quali doccie ed assistenza legale.
Fra gli ospitati in stanze decenti c'e' anche un bambino che ieri aveva quindici giorni, quindi e' stato "sgomberato" all'eta' di 12 giorni.
Da domenica sera un gruppo di volontari, provenienti in massima parte dalle chiese evangeliche e con il sostegno importantissimo dell'asssociazione Aurora aprono ogni sera alle sei il tempio valdese per il nostro gruppo di ospiti. Ci siamo organizzati con materassi e coperte, grazie all'associazione Cammino dell'uomo perché in chiesa fa freddo, ogni sera in un modo o nell'altro si da da cena, e poi la mattina alle otto il tempio viene chiuso di nuovo.
Si sono alternati volontari di varia provenienza del mondo evangelico: della chiesa avventista, a partire da ieri abbiamo anche l'aiuto di una coppia di mediatori culturali sempre della chiesa avventista, che ci aiutano con la traduzione, l'Esercito della Salvezza, fratelli e sorelle della chiesa battista e stasera la cena verra' fatta in chiesa battista.

Appello La Regione ha dichiarato la disponibilita a dare dei containers ma ci vuole la disponibilita di un comune a dichiarare l'emergenza umanitaria. Invitiamo chiunque abbia conoscenze ad attivarsi per trovare un sindaco che dichiari l'emergenza umanitaria.

Firenze, 20 Gennaio 2010 - ore 17.00 Chiesa Valdese di Firenze


Presso la sede della Diaconia Valdese Fiorentina si è tenuta la seconda riunione di un gruppo di lavoro rappresentativa degli enti che stanno attivamente affrontando l'emergenza costituita da una parte consistente di rom, rimasti senza riparo dopo lo sgombero dell'insediamento dell'area ex Osmatex di Sesto Fiorentino (Firenze). La Chiesa Valdese di Firenze, l' Associazione Aurora, la Direzione della DVF e un rappresentante della Ronda della Carità hanno fatto un rapido punto della situazione nella consapevolezza della necessità di una rete di interventi ed aiuti più ampia, evidentemente non organizzata prima degli “interventi di bonifica” dell'insediamento rom. Una rete che deve necessariamente allargarsi, soprattutto in considerazione della limitatezza delle forze che sia la Chiesa Valdese e la Foresteria Valdese Fiorentina da una parte e le altre associazioni dall'altra, possono mettere a disposizione.
Sono stati avviati i contatti con alcuni enti già in funzione per l'emergenza freddo. Un primo segnale positivo è arrivato dall' albergo popolare che ha fornito un aggiornamento sul numero di posti (al momento 10) a cui è possibile accedere tramite una determinata procedura di prenotazione . Contestualmente ma già dalla giornata di ieri, il gruppo ha iniziato a contattare quelle Associazioni ed Enti che hanno sul proprio territorio strutture idonee all' accoglienza sia di adulti che di donne con bambini: la Caritas Fiorentina e la direzione dell'istituto San Paolino, nella consapevolezza i che sarà necessario continuare nella ricerca di altre strutture analoghe.
Da parte sua, la Comunità evangelica sta cercando di definire ulteriormente le possibilità di aiuto che essa potrà realisticamente offrire a partire dai prossimi giorni; forme di sostegno per affrontare il viaggio per coloro che decidono di rientrare nei paesi di origine, fino ad individuare altri luoghi, collegati alle opere evangeliche, disponibili ad un'accoglienza per un il periodo necessario a progettare percorsi di uscita dalla mera emergenza.
Resta salda la convinzione che il proprio ruolo, sostenuto con altri, in questa vicenda sia dettato dallo spirito di servizio e dal dovere di prendersi carico di bisogni essenziali di “altri” esseri umani; dalla forte necessità di non distogliere lo sguardo dalle emergenze sociali che “esplodono” in casa propria.
Con questo obiettivo, domani, sempre alle 12.00, presso la sede DVF, si terrà un altro incontro: operativo, nel suo significato più immediato di gestione dei pasti e dei ricoveri notturni, e di lavoro di rete, per individuare un'uscita dall'emergenza che si prospetti dignitosa per le persone coinvolte, ma anche per il senso civico che i nostri Comuni devono continuare ad attestare.

Firenze, 20 Gennaio 2010 - ore 18 Ufficio comunicazione sviluppo C.S.D - Diaconia Valdese Fiorentina


I valdesi di Firenze ospitano 75 rom sgomberati dal campo di Sesto Fiorentino

Roma (NEV), 20 Gennaio 2010


Osmatex, Cruccolini (Sinistra): "Il Questore ci faccia sapere dove intende sistemare le persone accolte nella chiesa valdese"
Basta con le iniziative unilaterali e contro i diritti umani”. Cruccolini (Sinistra) torna sullo sgombero dell’area ex Osmatex all’Osmannoro e chiede di nuovo al Questore Francesco Tagliente “dove intende mettere le persone accolte nella chiesa valdese e come intende uscire da questa grave situazione”. Il capogruppo Cruccolini si appella ai sindaci affinché “si impegnino a non effettuare più sgomberi forzosi senza soluzioni adeguate di accoglienza che solo la concertazione, il dialogo e gli accordi possono trovare”. (lb)

Firenze, 21 Gennaio 2010, Comunicato Stampa Comune di Firenze

Osmatex, la maggioranza di Palazzo Vecchio : "Immigrazione e insediamenti abusivi non possono essere di esclusiva competenza di un Comune"

Bonifazi, Chiavacci e Agostini (PD), Scola (IdV), Di Puccio (Gruppo Misto), Cruccolini (Sinistra): "Necessario un tavolo d'area metropolitana" La maggioranza di Palazzo Vecchio si esprime sugli effetti provocati dallo sgombero dell’ex Osmatex. "Immigrazione e insediamenti abusivi, non sono questioni di esclusiva competenza di un Comune. Ancora una volta ci troviamo ad un disumano scarica barile fra Enti e istituzioni che hanno il dovere di affrontare percorsi preventivi e sanatorie". E' quanto hanno detto il capogruppo del PD Francesco Bonifazi, la vice capogruppo Francesca Chiavacci, la consigliera Susanna Agostini, il capogruppo Giuseppe Scola (IDV), il capogruppo Stefano Di Puccio (Gruppo misto) e Eros Cruccolini (Sinistra ecologia libertà) "E’ necessario - ha aggiunto la maggioranza- un tavolo d'area metropolitana per gestire l’aggravarsi di una situazione complessa da tempo. Il fenomeno di insediamenti abusivi creati da cittadini stranieri, diffuso in tutto il Paese, i metodi con i quali vengono affrontati gli sgomberi, differenti fra città e città, oltre a preoccuparci ci impongono un’assunzione di responsabilità per le competenze istituzionali che ci spettano e per la posizione politica che intendiamo assumere. Le modalità e la tempistica dello sgombero avvenuto la scorsa settimana nell'area Ex Osmatex di Sesto Fiorentino è preoccupante per il contesto umano ma anche per la capacità esplosiva che simili situazioni possono provocare". La maggioranza di Palazzo Vecchio ritiene preliminare che ogni legalizzazione di queste situazioni,la quale provoca ricadute sulle condizioni di vita di esseri umani, persone che vivono in gruppi e/o famiglie, si insediano allestendo al meglio accampamenti, che si ingrandiscono nel tempo, non possa essere pensato e risolto, come un mero sgombero.. Le autorità tutte debbono altresì porsi il compito dell'individuazione di una sistemazione alternativa a tutela e garanzia di salute delle persone. Per tutti e con particolare attenzione a bambini e disabili. "Le istituzioni, le associazioni, i movimenti e i partiti - hanno detto gli esponenti della maggioranza- hanno il dovere di valutare complessivamente le problematiche imposte dall'immigrazione. Ora più di sempre, necessita un approfondito lavoro di programmazione, di politiche di area metropolitana, di forte e innovata condivisione. A nulla servono interventi tampone o sporadici, violenti sgomberi di aree, che auspichiamo siano sospesi. A niente servono reiterate demagogie e coinvolgenti appelli di sicuritarismo. La questione non è di parte, è terribilmente seria ed impone un’ immediata mobilitazione di istituzioni e associazioni a livello di tutta l’area metropolitana. Noi ci siamo e agiremo perché anche i nostri partiti, lavorino in questa senso a livello locale, provinciale regionale e nazionale". (lb)

Firenze, 21 Gennaio 2010, Comunicato Stampa Comune di Firenze

Osmatex, Gruppo Spini e PerUnaltracittà: "Abbiamo proposto che il consiglio comunale se ne occupasse"

"Nonostante l'urgenza è stato preferito l'iter normale e quindi il passaggio in commissione" "Avevamo proposto che il Consiglio Comunale affrontasse oggi tempestivamente la situazione venutasi a creare in seguito allo sgombero dell'Osmatex". Lo hanno affermato i capigruppo Valdo Spini e Ornella de Zordo, insieme al consigliere del Gruppo Spini per Firenze, Tommaso Grassi. "Abbiamo appreso che altri gruppi (come il PD) hanno chiesto di seguire l'iter normale e quindi passare prima dalla Commissione, ne prendiamo atto anche se siamo preoccupati che in questo modo la discussione sulla votazione della mozione possa avvenire troppo tardi, invece di dispiegare i suoi effetti concreti." (lb)

Firenze, 21 Gennaio 2010, Comunicato Stampa Comune di Firenze


ROM: Appello CSD Diaconia Valdese - Eurodiaconia

Eurodiaconia, federazione di organizzazioni, istituzioni e chiese impegnate in servizi sociali e CSD Diaconia Valdese, ente della Chiesa Valdese che propone servizi e supporto a uomini e donne senza discriminazione per genere, appartenenza o cultura, rivolgono alle autorità il seguente APPELLO
Nella notte di venerdì 15 gennaio 150 fra uomini, donne e bambini sono stati “sgomberati” da un accampamento abusivo all’Osmannoro nel Comune di Sesto Fiorentino, senza che sia stata predisposta alcuna misura alternativa di accompagnamento, esclusivamente un semplice foglio di via. La comunità valdese fiorentina si è sentita interpellata di fronte alla concretezza e all’urgenza nel dare a queste persone un tetto, un letto, un pasto, un luogo asciutto e al riparo dal freddo ed ha offerto, nell’emergenza, un’accoglienza nel tempio di via Micheli a Firenze e presso la foresteria fiorentina dell’Istituto Gould e attualmente quasi un centinaio di persone provenienti dall’Osmannoro sono ospitate nelle nostre strutture.
Il Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste nell’estate del 2009 aveva già impegnato le chiese locali in una stringente militanza dell’accoglienza e del garantire dignità a chi è nel bisogno e vive un momento di difficoltà che, in questo caso fiorentino, prevede da parte della comunità locale e delle strutture delle Diaconia valdese un coinvolgimento in prima persona.
Questo intervento di prima accoglienza però è dettato dall’emergenza nella consapevolezza che la complessità della situazione necessita di ben altre risposte che non possono essere il risultato di impegni dei singoli o del territorio, ma devono prevedere il coinvolgimento delle istituzioni. Insieme a Eurodiaconia si ricorda l'impegno che tutti gli Stati membri dell’Unione europea hanno assunto per assicurare la protezione dei diritti dell'uomo e della dignità di tutta la gente in Europa e l'inserimento sociale dei gruppi vulnerabili. In particolare vorremmo portare alla vostra attenzione gli articoli 1 e 4 della Carta dei Diritti fondamentali, che hanno ora lo stesso valore legale dei Trattati dell’Unione Europea, e che richiamano l'inviolabilità della dignità umana e impegnano i suoi firmatari a non sottoporre le persone “a trattamenti umilianti” Eurodiaconia, federazione di diaconie protestanti europee di cui fa parte la Diaconia valdese, lavora per la dignità di tutte le persone in Europa e chiama su tutte le autorità e tutti gli attori siano essi a livello locale, nazionale ed europeo a lavorare insieme e ad agire per assicurare che tutte le persone possano vivere dignitosamente.
In questo contesto, Eurodiaconia raccomanda insieme alla Chiesa Valdese pronte azioni di cura e protezione delle persone in difficoltà. Congiuntamente quindi, Commissione sinodale per la diaconia e Eurodiaconia, chiedono pertanto che l’assunzione di responsabilità coinvolga l’intera comunità cittadina e che possano essere trovati esiti che salvaguardino la dignità delle persone e la tutela dei più deboli. Ci rendiamo perfettamente conto della complessità della situazione, delle molteplicità delle emergenze, delle enormi sfide derivanti dalle migrazioni, ma chiediamo ugualmente che si trovino soluzioni per queste persone, per queste donne, per questi bambini.


21 Gennaio 2010, Heather Roy - Marco Armand Hugon Segretario generale di Eurodiaconia - Presidente Csd-Diaconia valdese
tratto da http://www.facebook.com/inbox/?tid=281607029533#/note.php?note_id=266710728320&id=1496192501&ref=nf


Firenze 22 Gennaio 2010, La Repubblica. Sgombero dell'ex Osmatex esposto contro Gianassi "Violazione dei diritti umani". E' questo il contenuto dell'esposto presentato in procura dall'associazione EveryOne sullo sgombero e sui disagi che in seguito all'evacuazione stanno affrontando i Rom che occupavano l'area. (Maurizio Bologni)

Firenze 22 Gennaio 2010, FIRENZE: ESPULSI DAL CAMPO, ROM ACCAMPATI NELLA CHIESA VALDESE
MISNA - Missionary International Service NewsAgency


SOLIDARIETÀ: ROM SGOMBERATI ACCOLTI NEL TEMPIO VALDESE DI FIRENZE

La vicenda ha provocato l’immediata “indignazione” della pastora Maria Bonafede, modaratora della Tavola valdese. “Mentre accogliamo i rom – ha dichiarato – denunciamo l'improvvisazione e l'immoralità dello sgombero che ha il sapore di una vera pulizia etnica”. I valdesi lanciano quindi un “appello agli uomini e alle donne di buona volontà che operano nelle istituzioni ed ai politici locali e nazionali: non crediate – dice Maria Bonafede - di risolvere la questione rom con le ruspe e con gli sgomberi”. Ed aggiunge: “Con coraggio evangelico abbiamo aperto la nostra chiesa, ma ora chiediamo un aiuto, perché 75 persone possano tornare a vivere normalmente e la chiesa possa tornare ad ospitare il culto. Lo chiediamo alle istituzioni politiche, alle associazioni, ai comuni nel nome dei fondamentali valori dell'accoglienza, della solidarietà e dei diritti umani. Che, nonostante alcuni amministratori tendano a negarlo o ignoralo, valgono per tutti, anche per i rom”.

SGOMBERO ROM A FIRENZE: CARITAS DIOCESANA, “URGENTE RIPENSARE L’AZIONE VERSO LE MARGINALITÀ”

“L’episodio in questione ripropone con urgenza la necessità di ripensare e rivedere tutta la delicata azione non derogabile verso le diverse situazioni di fragilità e marginalità sociale, che sempre più spesso interpellano la comunità tutta e chiedono risposte in grado di salvaguardare da una parte la tutela della persona e di tutte le persone in specie quelle più fragili ed indifese in stile di accoglienza e solidarietà concrete, dall’altra il rispetto delle regole e le posizioni coerenti con una legalità utile a salvaguardare diritti per tutti nella condivisione delle responsabilità”. Lo scrive sul settimanale cattolico “Toscanaoggi” Alessandro Martini, direttore della Caritas diocesana di Firenze riguardo allo sgombero di un nutrito gruppo di cittadini rumeni di etnia rom effettuato venerdì 15 gennaio in località Osmannoro nel sito di una ex fabbrica abbandonata sul territorio di Sesto Fiorentino.
Firenze 22 Gennaio 2010, SIR - Servizio Informazione Religiosa

Firenze 22 Gennaio, Telelegiornale della Toscana (Tgtnews), Difficile integrazione - Da domani 70 rom finiscono in strada Firenze
(con filmato)


22 Gennaio 2010, "Un'operazione di pulizia etnica improvvisata e immorale"
L'appello del moderatore Maria Bonafede: aiutiamoli subito a trovare una sistemazione

Mentre accogliamo i rom – ha dichiarato la pastora Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese – denunciamo l'improvvisazione e l'immoralità dello sgombero che ha il sapore di una vera pulizia etnica. Trattare così uomini e donne, disabili e bambini è indegno di una società civile. Siamo scandalizzati che per guadagnare qualche consenso si calpestino fondamentali diritti umani. Per questo lanciamo un appello agli uomini e alle donne che operano nelle istituzioni ed ai politici locali e nazionali: non crediate di risolvere la questione rom con le ruspe e con gli sgomberi. La soluzione è solo in un intervento sociale ed educativo a cui avreste dovuto pensare da tempo, perché i rom sono qui da anni ed hanno titolo per restare in Italia. I valori della democrazia e dei diritti umani vi impongono di incamminarvi su questa strada. Se lo farete vi sosterremo con la stessa forza con cui oggi vi critichiamo". Con coraggio evangelico abbiamo aperto la nostra chiesa ma ora chiediamo un aiuto perché 75 persone possano tornare a vivere normalmente e la chiesa possa tornare ad ospitare il culto. Lo chiediamo alle istituzioni politiche, alle associazioni, ai comuni nel nome dei fondamentali valori dell'accoglienza, della solidarietà e dei diritti umani. Che – nonostante alcuni amministratori tendano a negarlo o ignoralo - valgono per tutti, anche per i rom”.


Appello per la ricerca di strutture ricettive

La Regione Toscana, in particolare l'assessore Salvadori dara' dei fondi e la Moderatora della Tavola Valdese, Maria Bonafede, ha garantito un sostegno finanziario.Con questi fondi noi potrenmo:
1) gestire l'emergenza freddo. la Regione e' disponibile a finanziare la permanenza del gruppo in strutture ricettive per circa 20 giorni.
2) coprire le spese di viaggio e organizzare il trasporto per chi volesse tornare in Romania.
I fondi regionali e della Tavola Valdese ci darebbero cosi la possibilita di superare l'emergenza freddo. ci darebbero anche un poco di respiro per pensare invece a un intervento di piu lungo periodo, a un percorso di accompagnamento che sia, per quanto modesto, piu solido e ben meditato.

Aiutateci a individuare strutture ricettive, ostelli o affittacamere disponibili ad ospitare nuclei familiari di etnia rom. Potete inviare un e-mail a concistoro.fivaldese@chiesavaldese.org

Firenze 22 Gennaio 2010, Debora Spini Presidente del Concistoro della Chiesa Valdese di Firenze


Firenze 23 Gennaio Corriere fiorentino, Corteo contro gli sgomberi I rom fuori da chiesa valdese, SESSANTA ROM SISTEMATI

Firenze 23 Gennaio, NovaRadio. Ex Osmatex: la chiesa Valdese chiude le porte a 70 Rom, trovate sistemazioni per 50 di loro

Oggi a mezzogiorno si sono chiuse le porte della chiesa valdese che per alcuni giorni ha ospitato al suo interno 70 rom dopo lo sgombero del campo dell'ex Osmatex nel territorio di Sesto Fiorentino. “Impossibile farsi carico da soli dell'emergenza" aveva detto ieri Debora Spini, presidente del consiglio della chiesa valdese di Firenze, lanciando un appello perchè le istituzioni intervenissero. Disponibilità da parte del comune di Firenze ad essere coinvolto, ma dall'assessore comunale alle politiche sociali Stefania Saccardi arriva la richiesta di avere dati certi sui Rom sgomberati. "Ci muoveremo solo per quelli con requisiti regolari". Il Comune ha offerto 10 posti letto all'albergo popolare e un aiuto economico alla chiesa valdese. Proprio la comunità valdese ha trovato sistemazione ad altre 40 persone: 5 nella comunità dei gesuiti per una settimana, 3, tra cui un bambino con gravi problemi al ginocchio, dalla suore di Santa Marta per 15 giorni, 20 a Reggello in una struttura della comunità, 15 all'Hotel Decò a Firenze. Per gli altri 50 non si sa.

27 Gennaio 2010, NEV, I 90 rom sgomberati da Sesto Fiorentino lasciano il tempio valdese di Firenze

28 Gennaio 2010, Riforma Dare accoglienza e dignità Sei giorni vissuti in continuità con le scelte del Sinodo valdese-metodista 2009. Per la moderatora Bonafede i problemi non si risolvono con ruspe e sgomberi di Davide Rosso

19 Febbraio 2010, I Rom accolti a Reggello presso Casa Cares di Paul Krieg tratto da Riforma




 

Lettera a don Santoro ed alla comunità delle Piagge


Caro don Alessandro, care sorelle e fratelli della comunità delle Piagge,
      anche se non ho mai avuto il piacere di conoscervi personalmente, vi scrivo a nome del concistoro (cioè del consiglio) della chiesa valdese di Firenze; da sempre infatti la nostra comunità segue il vostro lavoro sociale e la vostra testimonianza all’Evangelo nel quartiere delle Piagge di Firenze.
      Vi scrivo per farvi sapere che noi, vostri fratelli e vostre sorelle della chiesa valdese di Firenze, vi siamo vicini nel pensiero e nella preghiera in questi giorni tanto difficili. Certo non sta a noi esprimere giudizi sulla ragione e sul torto né ci compete entrare nel merito della questione che vi oppone al vescovo di Firenze; del resto, non è certo di questo che voi avete bisogno. In questa vicenda dolorosa vi saranno di guida la vostra coscienza, libera e retta, e la parola dell’Evangelo, che niente e nessuno potrà mai far tacere. Possiamo però – anzi, dobbiamo - ricordare insieme a voi che “né morte né vita, né angeli né principati, né cose presenti, né cose future, né potestà, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’Amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore”. La vostra comunità ha risposto alla chiamata dell’Agape di Dio, e saprà continuare a camminare nella luce dell’Evangelo.
      Da parte nostra, vorremmo solo che a tutti voi, fratelli e sorelle della comunità delle Piagge, giungesse il nostro abbraccio affettuoso.

Firenze 7 Novembre 2009, Debora Spini, Presidente del concistoro della chiesa valdese di Firenze


Sabato 31 ottobre, Giornata della Riforma, il Concistoro invita a una iniziativa di rinuncia e di solidarietà.

L’invito è di rinunciare al pranzo in segno di solidarietà con persone che per motivi di incidenti sul lavoro o di licenziamento o altri affrontano difficoltà economiche.
Per chi non potrà essere presente è possibile contribuire anche a distanza con un bonifico bancario sul conto corrente Ugf banca n. 152009 - Iban IT87 X031 2703 206C C230 0152 009 - intestato a Isi onlus, oppure facendo una donazione sul conto corrente postale n. 95999694 intestato a Isi onlus, via di Santa Teresa, 23 - 00198 Roma.
Nell’orario del pranzo, dalle 13 alle 15 nel nostro tempio di Via Micheli 26 si terrà una veglia di preghiera e di riflessione dedicata ai temi di lavoro. Alla fine sarà presentato un patto per la rinnovata etica di lavoro e di imprenditoria. Locandina (pdf).

Leggi il Testo del patto formato testo o in formato pdf

Firenze, 19 ottobre 2009

All'incontro del 31 Ottobrepresso il tempio di Via Micheli hanno partecipato circa 40 persone, tra cui molte non appartenenti alla comunità, che hanno sottoscritto il Patto. Si registrano inoltre numerose adesioni pervenute per e-mail o per telefono.

Firenze, 31 ottobre 2009

(ANSA) - FIRENZE, 26 OTT - Un digiuno di solidarieta' con le famiglie delle vittime del lavoro e' stato promosso dalla chiesa valdese di Firenze in occasione della Festa della riforma, il prossimo 31 ottobre, giorno in cui, nel 1517 Martin Lutero affisse le famose tesi contro le indulgenze. In occasione della ricorrenza si svolgera' anche un incontro di preghiera e testimonianza sui tempi del lavoro e sara' presentato il Patto per l'etica del lavoro, ''un manifesto di principi - si spiega - che parte dal testo biblico per affermare il valore del lavoro come promozione dell'uomo, non come strumento di sfruttamento e discriminazione''. Riguardo al digiuno, spiega in una nota la chiesa valdese, chi aderira' all'iniziativa (a Firenze, come nel resto d'Italia) sara' invitato a digiunare devolvendo l'importo del pranzo all'associazione 'Primo maggio' che raccoglie fondi per borse di studio destinate ai figli dei lavoratori vittime delle cosiddette 'morti bianche'. Per chi non potra' essere presente e' possibile contribuire anche a distanza con un bonifico bancario sul conto corrente Ugf banca n. 152009 - Iban IT87 X031 2703 206C C230 0152 009 - intestato a Isi onlus, oppure facendo una donazione sul conto corrente postale n. 95999694 intestato a Isi onlus, via di Santa Teresa, 23 - 00198 Roma. L'incontro di preghiera e di testimonianza, con la partecipazione di imprenditori, cassaintegrati, sindacalisti, si terra' dalle 13 alle 15 al tempio valdese di via Micheli. Al termine dell'iniziativa, verra' presentato il Patto per un'etica del lavoro.(ANSA).


Giovedi 27 Agosto giornata di digiuno e preghiera in solidarietà con gli immigrati

La Chiesa Valdese di Firenze aderisce alla giornata di digiuno e di preghiera in solidarietà con gli immigrati, contro il “pacchetto sicurezza” approvata con un ordine del giorno dal Sinodo delle chiese metodiste e valdesi in corso a Torre Pellice (Torino).
Nell'area Firenze-Empoli-Prato-Pistoia chiunque, singoli cittadini ed organizzazioni, voglia aderire all'iniziativa è invitato ad inviarci un messaggio scrivendo all'indirizzo del Concistoro della Chiesa Valdese di Firenze
concistoro.fivaldese@chiesavaldese.org indicando nel soggetto "Aderisco all giornata di digiuno in solidarietà agli immigrati".

"Nel quadro del dibattito sul tema dell'immigrazione e delle recenti norme legislative relative alla sicurezza, l'assemblea sinodale ha preso la decisione di esprimere la propria solidarietà con le persone coinvolte in questa problematica con un momento di digiuno che verrà effettuato giovedì 27 agosto. Questa decisione viene presa in analogia a quanto si ebbe anni or sono nel quadro dei dibattiti sull'obiezione di coscienza al servizio militare"

Comunicato stampa agenzia NEV

Conferenza stampa video del 24 agosto (registrazione)

Firenze, 25 Agosto 2009


Lectio magistralis di Shirin Ebadi

Lunedì, 6 Luglio, a Firenze, alle ore 16.00, presso il Museo dell' Accademia di Via Ricasoli 60 Shirin Ebadi si terrà una Lectio magistralis.
L' incontro è promosso dal Consiglio Regionale, in collaborazione con l' Associazione studenti iraniani e con gli iraniani residenti in Italia di Firenze.

A Shirin Ebadi, cittadina iraniana, musulmana, è stato assegnato il Premio Nobel per la pace nel 2003. E’ una delle personalità-simbolo, a livello planetatario, dell’ impegno per la difesa dei diritti umani. Come avvocato, in Iran, si dedica soprattutto alla difesa dei soggetti più deboli e indifesi della società. La sua è una vita spesa dalla parte degli ultimi e, in particolare, delle donne e dei bambini, oppressi da norme discriminatorie e da concezioni culturali che li confinano in un perenne stato di minorità. Autrice di numerosi scritti, Shirin Ebadi ha pubblicato recentemente La gabbia d’oro (edito in Italia da Rizzoli), un libro che ripercorre, all’insegna di un originale intreccio narrativo, gli sconvolgimenti della società iraniana dalla caduta del potere dello Scià fino all’ascesa di Ahmadinejad.

Giovedi, 02/07/2009

Veglia di preghiera per l'Iran

Mercoledi 1 Luglio ore 21.15 presso la Chiesa valdese di Firenze, in via Micheli 26, ang. Via La Marmora, veglia di preghiera interrligiosa a sostegno del popolo iraniano in lotta per la democrazia e i diritti civili. Aperta a tutti!

Firenze, 29/06/2009

Manifestazione di solidarietà con il popolo iranianio

I cittadini e gli studenti iraniani di Firenze, in solidarietà al popolo iraniano impegnato in questa dura e coraggiosa lotta, vi invitano ad aderire alla manifestazione indetta per il giorno: 25 giugno 2009 ore 18:00 In Piazza Ghiberti/Annigoni - FIRENZE per chiedere il non riconoscimento del governo Ahmadinejad, nuove elezioni sotto la supervisione di osservatori internazionali e la cessazione della violenta repressione del popolo iraniano.

A questa manifestazione ha aderito il Consiglio Regionale della Toscana, oltre molte associaizoni e movimenti. Verrà portato anche il saluto della comunità valdese come testimonianza di solidarietà contro ogni forma di violenza e negazione del diritto alla i libertà espressione.

Il regista iraniano dissenzienteMohsen Makhmalbaf  ha promosso una petizione il cui link è: http://www.chaparome.com

Firenze, 24/06/2009


Apposizione targa commemorativa Tullio Vinay

Il 13 maggio cadranno cent’anni dalla nascita di Tullio Vinay, pastore valdese e senatore della Repubblica. La nostra Chiesa, in collaborazione con il Centro culturale protestante “Pier Martire Vermigli” e con l’Amicizia Ebraico-Cristiana di Firenze, desidera ricordare la figura e l’opera di questo singolare protagonista del Novecento fiorentino e italiano con due atti di memoria che scandiranno la giornata:

  • Alle 12 sulla facciata del palazzo di via Manzoni 21 sarà scoperta una targa commemorativa alla presenza di autorità civili e rappresentanti delle comunità religiose
  • Alle 18.30, sempre in via Manzoni, si terrà una tavola rotonda che con la partecipazione di Paola Vinay, figlia di Tullio, Gabriella Ballesio, archivista della Tavola Valdese e Valdo Spini che negli ultimi mesi ha svolto un importante lavoro di ricerca sull’opera di Vinay. La partecipazione è aperta a tutta la cittadinanza.

Firenze, 6 Maggio 2009

 

Il messaggio della nipote

Ci tengo a ricordare i nonni
Tullio e Fernanda insieme
(quando si parla di Tullio si parla anche di Fernanda)
perchè sono stati per me un esempio.

E ci tengo a sottolineare che questa non è una banalità:
dare il buon esempio non è ovvio
anzi, direi che è molto raro, purtroppo,
incontrare persone consapevoli del ruolo
che si ricopre per gli altri con la propria esistenza,
consapevoli di come ogniuno di noi
ha una grande responsabilità,
la più grande,
quella di essere con la propria vita
un esempio da seguire per gli altri,
per le generazioni che verranno.

Io ho avuto questa fortuna:
ricevere l'esempio di vita di Tullio e Fernanda significa
avere la consapevolezza che non si deve essere indifferenti,
che si deve scegliere,
che si deve accogliere il prossimo,
tenere aperte le porte metaforiche delle proprie case,
che si deve stare dalla parte del Giusto e dell'Amore,
indipendentemente da quale sia la parte che ci fa più comodo,
quella che ci torna utile.

In questa società del profitto ad ogni costo,
l'esempio di chi sceglie
non il proprio interesse,
ma quello della collettività
è l'esempio di chi
rende il mondo migliore.

 

Natalia Paci Vinay, Firenze 13 Maggio 2009

 

Alcune foto della cerimonia

Immagine targa Vinay 1
Immagine targa Vinay 2
Immagine targa Vinay 3 Immagine targa Vinay 4

Firenze, 18 Maggio 2009


Messaggio del Pastore a proposito della campagna elettorale per le elezioni comunali

Mercoledì, 29 aprile, è comparso sul quotidiano fiorentino Il Nuovo Corriere (p.9) l’articolo firmato da Giorgio Perozzi e intitolato “I valdesi alla conquista del Palazzo”. Dalle reazioni ricevute nei giorni scorsi desumo che qualcuno ha accolto questo testo con entusiasmo e qualcun altro né è rimasto profondamente scandalizzato. Entrambe le reazioni sono legittime.
Come pastore sono tuttavia seriamente preoccupato che tali divergenti reazioni individuali possano facilmente trasformarsi in spaccature all’interno della chiesa (…temo che vi siano tra di voi contese, gelosie, ire, rivalità, maldicenze, insinuazioni, superbie, disordini, 2 Cor. 12,20).
È mio dovere ammonirvi, fratelli e sorelle, con le parole dell’apostolo Paolo: Ma se vi mordete e divorate gli uni gli altri, guardate di non essere consumati gli uni dagli altri (Galati 5,15).
Le scelte politiche individuali non possono ledere la comunione nella chiesa in cui ogni persona è accolta in maniera incondizionata a prescindere dal suo orientamento politico, posizione sociale o altro.
Come pastore mi impegnerò affinché questa chiesa non cada mai nella tentazione di esprimere ufficialmente sostegno od ostilità nei confronti di una persona che ha deciso di candidarsi per le prossime elezioni comunali.
La comunione in Cristo Gesù supera ogni affiliazione elettorale.
In quanto chiesa pregheremo invece, come nostro dovere di cristiani, affinché questa città possa avere amministratori onesti, laboriosi, impegnati nella realtà cittadina, capaci di valorizzare in ogni settore il suo patrimonio.

Pawel Andrzej Gajewski pastore della Chiesa Valdese di Firenze, 3 Maggio 2009


Solidarietà alla Comunità delle Piagge

Caro Don Alessandro, Cari e Care della Comunità delle Piagge, Con sgomento e dolore abbiamo appreso la notizia dell'atto vandalico compiuto a danno del Centro sociale "Il Pozzo". Condanniamo con fermezza questo atto e desidariamo esprimervi la nostra vicinanza in questo momento di prova. I segni che richiamano il passato fascista sono un'offesa non soltanto alla vostra attivittà di solidarietà e di testimonianza cristiana ma offendono profondamente il senso civico di chiunque abbia a cuore una società giusta e libera. Come credenti in Gesù Cristo desideriamo unirvi a voi nella comune meditazione delle parole scritte dall'apostolo Paolo: Se un membro soffre tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui. Ora voi siete il corpo di Cristo e membra di esso, ciascuno per parte sua. (I Corinzi 12,26-27).
Fraterni saluti, Il Concistoro della Chiesa evangelica valdese di Firenze

Firenze, 23 Marzo 2009


Lettera del concistoro al Sig. Giuseppe Englaro

Caro Signor Englaro,
come credenti in Cristo e nel suo Evangelo di liberazione, salvezza e amore, la
abbracciamo con affetto, testimoniandole la nostra partecipazione alla lunga e dolorosa
vicenda personale che ha provato lei e la sua famiglia. Lei ha avuto il coraggio di
trasformare questa vicenda in battaglia civile per i diritti di tutti e di ciascuno di noi.
Desideriamo riaffermare insieme a lei e alla sua famiglia la libertà di cura, che è sempre e
contestualmente libertà di rifiutare la cura.
Desideriamo rivolgerle un affettuoso invito nel nostro tempio in occasione del
conferimento ufficiale della cittadinanza onoraria di Firenze o in ogni altra occasione che
vorrà condividere con noi.
Un fraterno saluto,
Concistoro della Chiesa Evangelica Valdese di Firenze
Firenze, 20 Marzo 2009

[Leggi originale (PDF)]


Associazione di tifosi della Fiorentina innamorati di Cristo

Un gruppo di evangelici fiorentini, DavideRoberto Papini (valdese), Claudio e Cristoforo Coppini (avventisti) hanno costituito "Viola con Gesù" per parlare di Cristo e annunciare l'Evangelo in uno dei luoghi più popolari e trasversali della nostra società: lo stadio di calcio.

"Per farlo, abbiamo deciso di coniugare il nostro essere cristiani e innamorati di Gesù con la nostra passione per la Fiorentina, per sostenere la squadra viola in una maniera particolare e forse innovativa. La nostra associazione nasce dalla fede in Cristo e dalla passione per la Fiorentina, ma è ovviamente aperta a tutti coloro che vogliono vivere anche il tifo calcistico alla luce dell'amore e dell'annuncio dell'Evangelo".

"Tra le iniziative che vorremmo mettere in piedi, con l'aiuto del Signore, c'è anche quella di organizzare momenti di preghiera (o, comunque, di incontro fraterno) prima di ogni partita interna della Fiorentina, proprio con i tifosi delle altre squadre".

Presentazione venerdi 13 marzo dalle 21 alle 21.40, sull'emittente televisiva Toscana TV. Per saperne di più scrivere a violacongesu@yahoo.it

Firenze, 13 Marzo


Archivio storico

L'editrice Polistampa ha pubblicato un volume sull'Archivio Storico della Chiesa Valdese di Firenze curato da Alessia Artini.


Una comunità che si risveglia all'ascolto della Parola

Domenica 30 novembre, I domenica dei Avvento, nonostante il tempo atmosferico avverso ed il blocco del traffico ci siamo riuniti attorno a quattro sorelle che, concluso il percorso di formazione, hanno chiesto l'ammisione alla nostra chiesa formulando la loro professione di fede. Si è trattato di un momento di gioia e di riconoscnza al Signore per questo dono, accompagnato dal forte richiamo alla centralità della Parola di Dio della predicazione del pastore Pawel Gajewsk su Romani 13,11-14: «E' ora ormai che vi svegliate dal sonno; perchè adesso la salvezza ci è più vicina di quando credemmo».

"Si, perchè la chiesa è prima di tutto un luogo (anche nel senso fisico) dove la Parola predicata annuncia la salvezza. Il senso del nostro essere chiesa ed essere nella chiesa è proprio questo: ascoltare la parola di Dio e portare il lieto annuncio fuori della chiesa, con le parole e con le opere della luce" - ha affermato il pastore e ha proseguito- L'aspetto relazionale, la gratificazione personale sono il sale dell'essere nella chiesa. Se il sale sostituisce però il vero nutrimento, quello della Parola di Dio, è facile immaginarne le conseguenze."

Ecco alcuni brevi passaggi tratti dalla confessione di fede delle quattro sorelle:

Stefania - [...] Mi sono innamorata, é il caso di dirlo, fin da subito del vostro modo di celebrare la Santa Cena, sotto le due specie, del fatto che i bambini non vengono respinti, (certo devono essere formati), ma nella vostra partecipazione intorno al tavolo della Cena, grandi e piccoli insieme, c’é una intensità spirituale. Mi trovo d’accordo praticamente su tutto, anche se non posso fare a meno di chiedervi, per onesta intellettuale, di accogliermi "tutta intera", passato e presente compresi. Vorrei poter essere accolta rispettando anche quel piccolo bagaglio cattolico che, sarebbe ingiusto negarlo, mi porterò sempre dietro.

Sonia - [...] Un paio di anni fa però ho iniziato di nuovo a riflettere su Dio su Gesù, l’ho fatto cercando di ascoltare la mia "anima" (non so come altro chiamarla) e cercando di evitare qualsiasi pensiero prefigurato. Beh, ho scoperto che forse Gesù é sempre stato dentro di me, ho scoperto che avevo necessità di ripensare tutta la mia concezione della religione e della religiosità, ho scoperto soprattutto che bisogna leggere la Bibbia che dentro troviamo tutto l’amore di Gesù, tutto quanto ci serve per tentare di essere buoni cristiani.

Daniela - [...] Dalle macerie di una formazione cattolica, dunque, che rischiava di anestetizzare il mio più ingenuo sensus fidei é nata poi una fede nuova, più libera e liberata, in cui Gesù Cristo, il Suo messaggio rivoluzionario e insieme cosi semplice e diretto, si imponeva sulle miserie umane, sulle guerricciole di principio che tanto male e divisione creavano, per pochi rigidi, ossessivi fondamenti. Da qui, il mio percorso di fede ha preso una via nuova, di vicinanza alla Scrittura, di scoperta del Gesù dei vangeli, e sto da allora vivendo la mia omosessualità non più come un esilio, ma come un dono che il Signore ha voluto farmi, perché in questa singolarità percepissi il Suo amore che non divide, non esclude, non condanna.

Simona - [...] Fra la grandezza semplice e risolutrice della rivelazione biblica e la complessità sofisticata e artificiale degli apparati di una chiesa del papa e non di Cristo che non sono mai riuscita a conciliare, ricucire né nell'intimo né nell’espressione pubblica della mia fede che, oggi mi rendo conto, ha sempre e solo dato ragione di un’opzione fondamentale che affonda negli anni della mia prima giovinezza quando per la prima volta ho letto la Bibbia scoprendo che la verità é una Persona e non un’idea, Sola Scritura, sola fide, sola Gratia, solus Christus: oggi affermo con la parola che confessa quello che ho sempre avuto nel cuore. Quando il Signore mi ha fatto incontrare la mia attuale compagna di vita, ho coinvolto anche lei nella mia ricerca, poiché in lei ho avuto il dono non solo dell'amore ma anche di una persona con la quale condividere un cammino di fede.

Ha concluso il pastore Gajewski con un augurio "rivolto non tanto a Sonia, Stefania, Daniela e Simona, quanto alla nostra comunità: che la testimonianza di queste sorelle ci risvegli dal sonno e ci dia la piena percezione della salvezza. La salvezza che oggi significa: liberazione, rifondazione, ricostruzione dell'ordine voluto dal Signore della Storia e della Chiesa".

Firenze, 30 Novembre 2008


Pastora espulsa dall'ospedale

La chiesa Valdese di Firenze esprime la propria solidarietà alla pastora Elisabetta Ribet ed alla sorella della Chiesa Valdese di Palermo che sono stati oggetto di questa grave ed ingiustificata violazione di un diritto sancito dalla legge. Siamo profondamente colpiti dal fatto che ad oltre venti anni dalla stipula dell'Intesa tra la Tavola valdese e lo Stato italiano i responsabili e gli operatori di una struttura sanitaria pubblica non ne fossero a conoscenza. Esprimiamo la nostra preoccupazione per il fatto che, nonostante la grande attenzione rivolta in questi ultimi mesi dagli organi di informazione alle problematiche etiche legate alle cure mediche, nel nostro paese possano essere negati i più elementari diritti di assistenza spirituale ai malati.

Il Concistoro della Chiesa Valdese di Firenze, 28 Novembre 2008


Un ricordo di Miriam Makeba

La notte di domenica 9 novembre su di un suo campo di battaglia moriva Miriam Makeba, mama Afrika. Il suo vero nome era Zensile Makeba Qgwashu Nguvama Yiketheli Nxgowa Bantana Balomzi Xa Ufnu Ubajabulisa Ubaphekeli Mbiza Yotshwala Sithi Xa Saku Qgiba Ukutja Sithathe Izitsha Sizi Khabe Singama Lawu Singama Qgwashu Singama Nqamla Nqgithi, il nostro personale omaggio all'Africa.

Ci ha lasciato con i suoi meravigliosi ritmi, una "grande" dei nostri tempi, sempre alla testa - fino all'ultimo - delle battaglie per l'affermazione dei grandi valori di uguaglianza, giustizia e solidarietà. Quella parte di umanità che spera in un mondo migliore non può che esserle profondamente grata e riconoscente per tutto quello che Miriam Makeba ci ha regalato con la sua vita e la sua opera. Era a Castel Volturno a rendere omaggio a quei 6 africani uccisi dalla camorra. Era a Castel Volturno per ricordare Domenico Noviello, imprenditore ucciso dalla camorra per non avere pagato il pizzo.

I più vecchi la ricordano come l'eroe della lotta all'Apartheid in Sudafrica. Perseguitata in patria, una patria senza nome (il vero nome è Anania), per sopravvivere deve venire in Europa e poi in America. Vi portava la voce dei derelitti, e si univa simbolicamente, e poi ne raccoglieva l'eredità, ad un altro eroe di quel tempo morto sul campo, Martin Luther King, ucciso per difendere i soliti diritti. Non aveva avuto paura ad affrontare un mondo difficile, aveva usato la sua voce per portare nel mondo le sue battaglie. Ha voluto cantare scalza come tanta della sua gente, anche se febbricitante. Era a Castel Volturno per sostenere la lotta e l'impegno di Roberto Saviano. Ed è a lui che si rivolge con queste parole: "E' un giovane scrittore coraggioso ma, come succede in ogni grande causa in ogni parte del mondo, chi parla rischia di essere zittito con la forza".

Ecco perché bisogna reagire: "La musica ha un grande ruolo in tutto ciò, un enorme valore. Così come la scuola, è giusto parlare ai bambini, raccontargli di valori universali affrontando le questioni del Paese in cui vivono". Così la vogliamo ricordare, così la ricorderemo domenica prossima durante il culto

Mercoledi 12 Novembre 2008, Valerio Cheli - segreteria Chiesa Evangelica Valdese di Firenze


Valdesi, la forza del coro (con richiamo del pastore)

Domenica 9 Novembre 2008 il Corriere Fiorentino (inserto locale del Corriere della Sera) ha dedicato un articolo alla Chiesa Valdesedi Firenze, un breve resoconto su un culto cui ha partecipato il giornalista Marco Vichi, l'intervista al pastore Pawel Gajewski e alcuni cenni alla storia del tempio di Via Micheli, il tutto corredato da alcune foto. [testo integrale dell'articolo]

 


DOMENICA AL CENTRO POLIVALENTE AVVENTISTA SI RICORDANO LE «TESI» DI LUTERO - Le Chiese evangeliche festeggiano la «Giornata della riforma»

Un'intera giornata di festa per il mondo evangelico fiorentino: domenica le chiese protestanti si ritroveranno per festeggiare la «Giornata della Riforma», che ricorda il 31 ottobre 1517 quando Martin Lutero affisse sulla cattedrale di Wittenberg le sue 95 tesi contro le indulgenze. Da questo momento, tradizionalmente, si fa risalire la nascita della Riforma protestante. Un’occasione che le chiese fiorentine (dagli apostolici ai valdesi, dai metodisti agli avventisti, dai battisti ai pentecostali, dai luterani ai riformati svizzeri) festeggeranno insieme nei locali della chiesa e del Centro polivalente avventista (in via del Pergolino 1) a partire dalle 10.30 quando avrà inizio il culto di adorazione, a cura del pastore Daniel Fink (Chiesa del Nazareno), presieduto dal pastore Davide Mozzato (Chiesa avventista) e con la predicazione del pastore Giuliano Giorgi (Chiesa apostolica in Italia). Alle 13 ci sarà il pranzo comunitario al sacco, mentre dalle 15 alle 17 le numerose opere sociali evangeliche fiorentine (alcune di loro presenti domenica nel Centro polivalente con un stand) presenteranno attività e i progetti. Dalle 17 alle 19, poi, sarà la volta di gruppi, cori e solisti che con la musica e il canto daranno lode a Dio. Una giornata di festa e di preghiera in cui le chiese evangeliche invitano tutta la città. A poca distanza dalla sede della «Giornata della Riforma», nello spazio di accoglienza dell’ospedale pediatrico Meyer, si tiene la mostra «Dipingere la Speranza, guardare la Vita », con i disegni e le illustrazioni di Silvia Gastaldi, Un’iniziativa voluta e promossa da due Chiese evangeliche fiorentine, quella valdese e quella battista, in collaborazione con lo stesso Meyer. La mostra (aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19 fino al 31 ottobre) propone un percorso immaginario attraverso i colori e le suggestioni di illustrazioni ispirate alla Bibbia.

Roberto Davide Papini, LA NAZIONE, VENERDÌ 24 OTTOBRE 2008


Dipingere la Speranza, guardare la Vita

Dal 17 al 31 ottobre l'ospedale pediatrico "Meyer" ospita le illustrazioni di Silvia Gastaldi

Un colorato racconto ispirato dalla Bibbia per bambini e non solo

http://www.fondazione.meyer.it/

Quali sono i colori della speranza all'interno di un ospedale pediatrico? Sono quelli che affascinano e illuminano la fantasia dei bambini e che Silvia Gastaldi, illustratrice di libri per ragazzi molto conosciuta a livello internazionale, racconta con la mostra “Dipingere la Speranza, guardare la Vita”, che sarà inaugurata nell'area di accoglienza dell'ospedale Meyer di Firenze, in viale Pieraccini nell'area di Careggi, il 17 ottobre alle 16.30 e resterà aperta fino al 31 ottobre (tutti i giorni dalle 9 alle 19). L'inaugurazione sarà preceduta da un laboratorio di animazione per i bambini.

La mostra, un percorso immaginario attraverso i colori e le suggestioni di illustrazioni ispirate alla Bibbia, è promossa dalla Chiesa valdese e dalla Chiesa battista di Firenze e dallo stesso ospedale Meyer e vuole essere una sorta di messaggio di fiducia e di serenità per i piccoli degenti, le loro famiglie e il pubblico dei visitatori. Un itinerario che si pone come gioiosa e colorata presentazione di alcuni dei più famosi racconti biblici, divenendo occasione particolare per portare un messaggio di speranza in un luogo di sofferenza. Nella mostra sono presenti cinquanta illustrazioni dalla Genesi agli Atti degli Apostoli. Significativa la data di chiusura dell'esposizione, il 31 ottobre, che coincide con quella nella quale si ricorda la nascita della Riforma protestante, con l'affissione da parte di Martin Lutero delle 95 tesi contro le indulgenze nel 1517.

Silvia Gastaldi si è specializzata nell’illustrazione biblica per bambini lavorando molti anni per il Servizio istruzione ed educazione della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. Con le editrici Claudiana ed Elledici ha pubblicato diversi libri tradotti in più lingue. In particolare “Il popolo della Bibbia, vita e costumi”, in cui è coautrice con Claire Musatti, ha vinto il Book Award 2002 dell’Associazione stampa cattolica degli Stati Uniti e del Canada.

Firenze, 15 Ottobre 2008


Una maratona biblica

Il fratello Valdo Spini ha recentemente partecipato all'iniziativa "La Bibbia notte e giorno", ecco alcune sue considerazioni sull'evento e sulla sua esperienza:

In questi giorni a Roma è in corso una vera e propria maratona televisiva. Si tratta della lettura integrale della Bibbia, il Libro più conosciuto e letto al mondo (ma non in Italia!). Ha iniziato domenica 5 ottobre Papa Benedetto XVI seguito dal vescovo ortodosso Hilarion Alfeyev e dal presidente della Federazione delle chiese evangeliche italiane Domenico Maselli. Quarto, non in rappresentanza di una confessione religiosa, ma in un certo senso in nome dell’arte con la A maiuscola, Roberto Benigni. Si tratta di un’iniziativa senza precedenti in Italia, e che presenta due aspetti innovativi che val la pena di sottolineare. Il primo, è costituito dall’incitamento di fatto alla lettura della Scrittura, cosa su cui gli italiani non sembrano essere molto ferrati, se è vero che il 70% degli abitanti del nostro Paese non ha mai avuto occasione di leggere il Libro. Si è accontentato cioè di quanto ne viene esposto nelle varie forme liturgiche. Da tale punto di vista l’iniziativa è di grande valore religioso, confrontarsi, per chi ce l’ha, con le radici della propria fede, ma anche culturale in senso lato, perché si tratta di un invito ad una conoscenza tanto diffusa in tanti paesi del mondo occidentale e non solo. La seconda, per il carattere ecumenico che l’iniziativa ha assunto. Tutti i lettori, a qualsiasi confessione o fede religiosa appartengano sono alla pari. Il Papa Benedetto XVI è stato seguito, come è stato rilevato all’inizio, da un ortodosso e da un protestante. Tutti hanno letto dallo stesso leggìo, la Bibbia che vi è stata collocata è quella della versione della Chiesa cattolica, ma ciascuno è libero di portare il testo da lui prediletto. Anche questo un fatto non del tutto consuetudinario in Italia. Personalmente interverrò oggi, leggendo alcuni Salmi (dal 120 al 125) che parlano di pace, di chi si trova nell’angoscia e nel dolore e che cerca aiuto e conforto. La lettura diretta della Bibbia costituisce di fatto anche un incitamento alla responsabilità personale del cristiano e quindi ad un etica di cui il nostro Paese ha profondamente bisogno, tormentato com’è dalla criminalità organizzata e da aree di sfiducia nelle istituzioni e nella politica. E’ importante più in generale nel mondo di oggi dove la crisi finanziaria mette in evidenza che lo stesso capitalismo, senza etica e senza regole, è preda delle proprie contraddizioni.

Valdo Spini (Articolo uscito l’8 ottobre 2008 sul Corriere di Firenze )


La chiesa valdese di Firenze ricorda i morti sul lavoro

''La salvaguardia della vita delle persone che lavorano non e' un costo ma un diritto inalienabile''. Lo dice in una nota la chiesa valdese di Firenze che durante la funzione religiosa di oggi ha ricordato i morti e i feriti sul lavoro dei giorni scorsi. La comunita' valdese fiorentina, riporta il comunicato, ''nel momento solenne della preghiera di intercessione, ha pregato per i familiari delle vittime e ha rivolto un augurio di pronta guarigione per le persone ferite''. Inoltre, ''e' stata sottolineata - prosegue il testo - la richiesta di conversione per tutti coloro che nelle loro attivita' antepongono la logica del massimo profitto al rispetto della vita di chi lavora, non applicando le normative sulla sicurezza sul lavoro o organizzando il lavoro con ritmi e metodi (subappalti, ecc.) di per se' altamente pericolosi''. ''Un forte richiamo - si aggiunge - e' venuto per le autorita' proposte alla sicurezza perche' intensifichino i controlli senza lesinare risorse e personale''.

(ANSA) - FIRENZE, 5 OTT


Un libro di attualità

La Firenze University Press (casa editrice dell'Università di Firenze) pubblica in questi giorni un testo di grande attualità:

"Il sogno e la politica da Roosevelt a Obama", a cura di Debora Spini e Margherita Fontanella, 208pp, €18.50

Il libro verrà presentato il giorno 21 Ottobre alle ore 17
presso lo Spazio QCR
Fondazione Fratelli Rosselli in Via degli Alfani 101 rosso a Firenze

da
Franca Alacevich, Massimiliano Guderzo Federico Romero
saranno presenti le curatrici


Si tratta di una raccolta di discorsi pubblici dei maggiori leader democratici da Franklin Delano Roosevelt fino a Hillary Clinton e Barack Obama.
Dal sito della FUP è possibile ordinare il libro e scaricare il testo del discorso pronunciato il 28 agosto 2008 alla Convention Democratica di Denver da Barack Obama, candidato del partito Democratico alle prossime elezioni in USA, "La promessa americana".

Debora Spini è vice presidente del Concistoro della Chiesa Valdese di Firenze, insegna Political Theory presso la Syracuse University in Florence ed è professore a contratto di Filosofia Sociale presso la Facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" dell'Università di Firenze.

Firenze, 19 Settembre 2008


Martedi 22 Luglio 2008 Marcia della Convivenza

La comunità di base delle Piagge, usando il metodo della scrittura collettiva, ha lanciato un accorato appello dove si legge:
"Di fronte ai fatti di violenza e di discriminazione che sono accaduti e che accadono ogni giorno nel nostro paese rimaniamo sconcertati, e sopra ad ogni cosa ci sgomenta il silenzio dei tanti, soprattutto dei cristiani, che non provano a rompere il muro dell'indifferenza. Noi avvertiamo l'urgenza di far sentire la nostra voce..."
Ha quindi lanciato la proposta di una "marcia della convivenza" che si svolgerà il 22 luglio con partenza da Piazza Indipendenza alle ore 18 per concludersi in Piazza della Signoria alle 21.

La comunità valdese avvertendo la stessa urgenza, volentieri ha aderito all'iniziativa. Il grave stato di degrado in cui versano le relazioni umane nel nostro paese ci sollecitano a confrontarci anche con chi si esprime con un linguaggio teologico talvolta lontano dal nostro, sicuri che lavorare insieme arricchirà entrambi.

Per informazioni e contatti sull'iniziativa consultare http://culturaaltra.blogspot.com/

Firenze, 21 Luglio 2008


Sottoscrizione per l'alluvione nelle Valli Valdesi

Siamo particolarmente vicini alle sorelle ed ai fratelli nelle Valli valdesi ancora una volta duramente colpite dall'alluvione leggi articolo su Riforma.

Il concistoro ha deciso di mettere subito a disposizione la cifra di 1000€ e di destinare ai loro bisogni la colletta di domenica 8 Giugno in occasione dell'assemblea, è inoltre possibile aderire a questa iniziativa con una sottoscrizione straordinaria indicando come causale del versamento "Valli valdesi - alluvione"utilizzando:

il Conto Corrente Bancario Intesa San Paolo IBAN: IT70 Z030 6902 8001 0000 0011 575 intestato a Chiesa Evangelica Valdese - Firenze

o il CCP 16099509 intestato a : Chiesa Evangelica Valdese - Via Manzoni 21 - 50121 Firenze.

oppure, per chi preferisce, è possibile aderire alla sottoscrizione lanciata dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI)
i cui riferimenti si trovano alla pagina "Sottoscrizione a favore delle Valli Valdesi"

Firenze, 06 Giugno 2008


Lasciate in pace Padre Pio Non merita tanto feticismo

Questa è la provocazione con la quale il nostro frateelo Roberto Davide Papini ha lanciato una discussione in rete che cerca di far riflettere sui principi fondamnetali della fede in Gesù Cristo. Papini conclude affrmando: "Ecco, la religione cristiana, che si basa sulla "pazzia" della Croce e della resurrezione, la fede che nasce intorno a una tomba vuota, che c'entra con lo spettacolo di una salma?"

Nel giro di pochi giorni sono stati inseriti ben 82 commenti.
Per leggere il testo di Papini e lasciare il vostro commento seguito questo collegamento [leggi e commenta]

Firenze, 02 Maggio 2008


Solidarietà al popolo tibetano

La comunità valdese di Firenze esprime la propria solidarietà al popolo tibetano cosi duramente provato nella difesa della propria esistenza e libertà.
Segui le vicende sul sito Italia Tibet http://www.italiatibet.org/
e su Amnesty International sezione italiana: http://www.amnesty.it/home/index.html

Firenze, 22 Marzo 2008


Saluto a Olivia Bertelli

Salutiamo con affetto la sorella Olivia Bertelli che nei prossimi tre mesi lavorerà a Roma come volontaria del Servizio Rifugiati e Migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.

Firenze, 22 Marzo 2008


Da grande farò il pastore

Domenica 24 Febbraio il quotidiano "La Nazione" ha pubblicato un'intervista a Fabio Traversari membro della nostra comunità che attualmente studia presso la Facoltà valdese di teologia a Roma per diventare pastore: leggi il testo in pdf
L'intervista è stata condotta da Roberto Davide Papini giornalista e anziano del consiglio della chiesa valdese di Firenze.


Solidarietà con gli Ebrei

Nelle scorse settimane abbiamo assistito a diverse manifestazioni di malcelato antisemitismo e di strisciante antigiudaismo. Menzioniamo qui le proteste contro la partecipazione degli scrittori israeliani alla prossima Fiera del libro di Torino, sconcertanti tentativi di pubblicare fantomatici elenchi di una presunta lobby ebraica all’interno del mondo accademico italiano e alla fine la preghiera inserita da Benedetto XVI nel messale di Pio V, una preghiera che si presta facilmente a interpretazioni irrispettose nei confronti della fede ebraica. Davanti a tutto questo proviamo come valdesi, prima di tutto, dolore e sgomento. Desideriamo esprimere alla Comunità Ebraica di Firenze il nostro sostegno in questo momento di prova. Apprezziamo e condividiamo al tempo stesso tutti i gesti di solidarietà verso la Comunità Ebraica di Firenze compiuti da diverse persone e associazioni legate alla Chiesa cattolica romana. Memori dell’opera compiuta a Firenze a favore degli ebrei dal pastore valdese Tullio Vinay, traiamo ispirazione di questo nostro messaggio dal testo in cui le Scritture ebraiche sono proclamate come principale riferimento teologico ed etico anche per noi cristiani: Uno degli scribi (…) gli domandò: «Qual è il più importante di tutti i comandamenti?» Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l'unico Signore. Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua". Il secondo è questo: "Ama il tuo prossimo come te stesso". Non c'è nessun altro comandamento maggiore di questi» (Il vangelo secondo Marco, cap. 12, vv. 28-31).

Messaggio alla Comunità Ebraica di Firenze del Concistoro valdese di Firenze

Firenze, 22 febbraio 2008 [leggi la lettera originale]


Assemblea di Domenica 10 Novembre

Domenica 10 Novembre la nostra chiesa ha vissuto una giornata assembleare particolarmente intensa. Ricordiamo alcune principali decisioni prese dall’Assemblea:

  1. Sono entrati a far parte del Concistoro: Roberto Davide Papini, Valdo Pasqui e Debora Spini. È stato inoltre riconfermato il fratello Roberto Rossi. Invochiamo su queste persone la benedizione dell’Eterno e la guida del Suo Spirito. Un caloroso ringraziamento giunga alle sorelle Letizia Sommani, Violetta Sonelli e al fratello Paul Krieg che hanno terminato il loro servizio nel Concistoro. Letizia, Violetta e Paul continuano ad essere impegnati nelle opere diaconali della nostra Chiesa e quindi possono contare sul nostro sostegno di solidarietà e di preghiera.
  2. L’Assemblea ha approvato il progetto di un nuovo sistema di riscaldamento del tempio. Si tratta di un impianto alimentato a metano che usa i raggi infrarossi (gli stessi del sole) per dare una sensazione di calore immediato e piacevole. I lavori dovrebbero terminare tra gennaio e febbraio dell’anno prossimo. Questo vuol dire che domenica prossima ci vediamo, D.v., sempre in questo tempio.
  3. Nei mesi di dicembre e gennaio la nostra comunità celebrerà i culti domenicali nel tempio di via de’ Benci, insieme alle sorelle e ai fratelli metodisti. Inizieremo questa esperienza la prima domenica di dicembre. Prevediamo il ritorno in via Micheli nei primi di febbraio.
Nelle prossime settimane la Chiesa brasiliana “Assemblea di Dio missionaria” lascerà il tempio di via Micheli per trasferirsi in una nuova sede.

Firenze, 20 Novembre 2007


Lutto per la tragica scomparsa di Giovanna Reggiani

La nostra comunità è stata profondamente colpita dalla tragica morte di Giovanna Reggiani, catechista nella chiesa valdese di Roma e si stringe alla sorella Paola, in servizio diaconale a Firenze e membro della chiesa valdese di Firenze, partecipando al dolore di tutta la famiglia Reggiani.

"Cara Giovanna, il babbo e la mamma ci hanno insegnato la tolleranza e l'importanza dell'amore" ha detto il fratello Luca.

La moderatrice della Tavola Valdese, Maria Bonafede, prendendo la parola durante i funerali ha affermato:

"C'è un tempo per ogni cosa. Giovanna è stata uccisa e la giustizia dovrà fare il suo corso ma la giustizia colpisce i colpevoli e non cerca capri espiatori. Oggi sentiamo che il gesto compiuto da uno penalizza un'intera comunità. Il dolore di oggi non può essere utilizzato per campagne di odio, discriminazione e intolleranze nei confronti degli immigrati, come è già accaduto".

"Siamo cristiani e siamo convinti che l'amore di Dio scriva nella storia un'altra storia, di fraternità, di accoglienza. Una storia in cui l'amore di Dio per Gesù Cristo non sia odio, intolleranza, xenofobia e razzismo, ma amore che oggi e domani dovrà essere l'ultima parola".

I funerali si sono svolti con rito valdese a partecipazione ecumenica, come chiesto dalla famiglia per rispettare il culto valdese della donna e quello cattolico del marito.
Antonio Adamo, pastore della chiesa valdese di Roma Piazza Cavour dove Giovanna era catechista, ha affermato:

"La scomparsa di Giovanna ci appare come una morte senza una ragione accettabile, in un mondo senza speranza e senza pace. Ma dobbiamo resistere al male, affermando le ragioni della vita".

E poi ha ricordato: "Giovanna ha raggiunto la meta della perfetta unione con il Signore. Noi sentiamo una forte lacerazione oggi, ma nessuno può separarci dall'amore di Dio pur nelle ombre del lutto" esortando: "Il male si vince con il bene, la disperazione con la speranza operosa che sa agire nel presente: rendere giustizia alla memoria di Giovanna vuol dire rendere più umana la vita di uomini e donne che vivono sotto lo stesso cielo. Il suo esempio sia per noi una testimonianza viva di sorriso e di gioia e non più di lutto e di dolore, come oggi".

Testi tratti dai siti web di "Il Messaggero" e "La Repubblica" , 3 Novembre 2007

''Il fuoco non si spegne gettando fascine sul fuoco. L'unica risposta e proposta che noi abbiamo e' la conversione dei pensieri dall'odio all'amore''. Lo ha detto il presidente del concistoro della chiesa evangelica valdese di Firenze, David Buttitta, parlando dell'omicidio di Giovanna Reggiani, uccisa martedi' scorso a Roma da un romeno. Buttitta ha ricordato la vicenda durante la predicazione nella chiesa di cui e' diacono Paola Reggiani, sorella di Giovanna. Paola vive a Firenze, ed e' impegnata in attivita' di assistenza agli anziani. Stamani, pero', non era nel capoluogo toscano. ''Guerra, violenza, assassinio, xenofobia, pena di morte vendetta - ha aggiunto Buttitta - sono tutte parti di una spirale che ci vuole abbattere'', ma ''bisogna ricordarsi quello che ci dice il Signore: che giustizia e misericordia devono camminare insieme''. Ecco che ''in questo momento, dovremo predicare con equilibrio e lucidita', senza concessioni al vento impazzito di chi per sconfiggere la morte vorrebbe altre morti, meglio se legali, pulite, statali''. ''Il nostro cuore, oggi, sanguina'', ha concluso Buttitta.

A riassumere lo stato d'animo della comunita' valdese fiorentina e' stata una fedele, Franca, in una preghiera spontanea: ''Siamo attoniti dal dolore e non sappiamo se ci riprenderemo''.

(ANSA) - FIRENZE, 4 NOV

Ma Dio scrive per noi anche un’altra storia

Intervento del Moderatore al funerale di Giovanna Reggiani

Sono qui, personalmente e a nome della Tavola valdese, per condividere il dolore per la morte di Giovanna, per la violenza con cui si è consumata, per condividere il dolore del marito, dei genitori, dei fratelli. Riconoscenti a Dio per la sua vita, sgomenti per la sua morte.

Oggi è il tempo del cordoglio e del saluto a Giovanna. Un saluto che le tributa questa comunità, riunita intorno alla sua salma, ma anche la città di Roma e l’intero Paese.

Ma c’è un tempo per ogni cosa. E noi sappiamo che deve venire anche il tempo della giustizia. Giovanna non è morta accidentalmente. È stata uccisa, e la giustizia dovrà fare il suo corso. Lo dico come cristiana ed evangelica: la giustizia dovrà fare il suo corso.

Ma c’è un tempo per ogni cosa. E se c’è un tempo per fare cordoglio e per affermare la giustizia, c’è anche, ci deve essere, il tempo per ragionare. Nessuno potrà restituire la vita terrena a Giovanna ma già oggi possiamo e dobbiamo ripetere le parole che tante volte, anche con la nostra sorella, ci siamo ripetuti. La giustizia punisce i colpevoli, non cerca capri espiatori. Oggi sentiamo forte il rischio che il gesto sciagurato e brutale di un uomo squalifichi e penalizzi un’intera comunità, così come temiamo che il dolore di oggi venga utilizzato per promuovere campagne di discriminazione, di intolleranza e persino di odio nei confronti degli immigrati. Siamo cristiani perché siamo convinti della forza del l’amore di Dio. Un amore che Giovanna ha vissuto e ha saputo trasmettere. E siamo convinti che l’amore di Dio scriva dentro la storia un’altra storia nella quale Giovanna credeva, una storia di fraternità, di rispetto, di reciproco sostegno. Una storia di accoglienza del prossimo, ne siamo convinti noi che siamo stati accolti in Cristo. Una storia in cui è quest’amore – non l’odio, non l’intolleranza, non la xenofobia, non il razzismo – che oggi e domani dovrà avere l’ultima parola

Liberamente ripreso da una parte del messaggio che Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese, ha rivolto ai familiari e a tutti i presenti al funerale di Giovanna Reggiani che si è svolto a Roma, nella mattina di sabato 3 novembre, presso la basilica di Cristo Re in viale Mazzini.

Tratto da Riforma del 9 novembre 2007


Lettera aperta della sorella Patrizia Barbanotti

domenica 7 ottobre Digiuno a staffetta per far revocare l’ordinanza contro i lavavetri

Cari amici,

Credo sia urgente cambiare rotta (convertirsi).

Credo in un Dio che pretende di essere l'unica nostra fortezza, e non in quel mummificato difensore delle fortezze che ci stiamo costruendo.

Credo che Gesù ci abbia insegnato a dare la vita per gli altri anziché rubargliela.

Qualcuno mi dirà che si tratta di edificanti discorsi “religiosi” buoni per i visionari e le feste comandate, che però non servono di fronte ai problemi reali.

E' vero esattamente il contrario, vivere per fede significa assumersi la responsabilità di scelte concrete e decidere da che parte stare (“prendendo gloria da Dio e non dagli uomini...”).

La grazia di Dio deve essere resa accessibile in parole udibili, in gesti concreti e visibili..

Penso che ci siamo abituati a troppe cose.

Ci siamo abituati a sapere bene, tollerandolo con disinvoltura, che il nostro benessere è costruito sullo sfruttamento (spesso criminale, oltre che ingiusto) di altri.

Ci siamo abituati a sapere (e tollerare) che tante persone rischiano la vita e muoiono per entrare nel nostro paese.

Ci siamo abituati a vedere persone che dormono per strada, o nei giardini pubblici, anziani e stranieri che frugano nei cassonetti alla ricerca di cibo.

Ci stiamo abituando a vedere adolescenti che candidamente inneggiano all'odio razziale...

Penso che dovremo presto abituarci ad assistere a pestaggi.

Penso che il nostro “modello di sviluppo” stia causando mutamenti non solo climatici, non solo gravissimi danni all'ambiente in cui abitiamo, ma anche al nostro cervello, al nostro cuore.

Pur nella consapevolezza della complessità dei problemi reali, ritengo che le ordinanze della Giunta contro i lavavetri siano un modo assolutamente sbagliato di affrontare la questione.

Per questo domenica 7/10 parteciperò al digiuno a staffetta per chiedere il ritiro dell'ordinanza, sarò in Piazza della Signoria dalle ore 13 e spero di incontrarvi personalmente per sentire il vostro parere... a presto!

Patrizia Barbanotti De Cecco


Intervista al nuovo pastore Pawel Gajewski

Il 7 Agosto sulla cronaca di Firenze de La Nazione è stata pubblicata un'intervista rilasciata dal pastore Pawel Gajewski a Roberto Davide Papini giornalista e membro della nostra comunità [immagine in pdf].


Non un addio, ma un arrivederci

Il saluto della comunità alla pastora Gianna Sciclone

Domenica 24 giugno, alla vigilia della sua partenza per Vasto, la pastora Gianna Sciclone ha presieduto il suo ultimo culto presso la chiesa Valdese di Firenze. Tanti amici di chiese evangeliche sorelle, del Gruppo Ecumenico e di varie comunità e associazioni si sono uniti alla comunità valdese di Firenze per festeggiare Gianna, per ringraziarla per tutte le iniziative intraprese ed il lavoro svolto nei sette anni trascorsi a Firenze e per augurarle buon lavoro e la benedizione del Signore nella sua nuova sede e per i suo progetti futuri.

Infatti, giunta al termine del suo mandato pastorale a Firenze, Gianna fa ritorno in Abruzzo, la sua amata terra d’origine, dove proseguirà il suo servizio fino al raggiungimento dell’età per l’emeritazione (ma c’è ancora molto tempo!) come pastora della Chiesa Valdese plurisede di Vasto-San Salvo-Carunchio-S.Giovanni Lipioni-Lentella. Gianna ha anche in progetto di attivare in un bel posto in collina, a 3 km dal mare Adriatico, nel mezzo di una bella campagna popolata da animali selvatici (protetti) e piante di olivo, fichi, viti, querce etc., “Casa Salamastra” che a Dio piacendo diventerà un piccolo camping privato.

Durante il culto sono intervenuti con alcuni messaggi di saluto e ringraziamento: il maggiore dell’Esercito della Salvezza Antonio Longo per il Consiglio dei pastori delle chiese Evangeliche, il pastore Lello Volpe per la chiesa Battista, il Prof Marco Bontempi per il Consiglio Diocesano per l'Ecumenismo e per il dialogo interreligioso della Diocesi Cattolica di Firenze, Emanuela Paggi Sadun in rappresentanza dell'Amicizia Ebraico Cristiana e l’On. Valdo Spini. Davide Buttitta, presidente del Concistoro della chiesa Valdese, ha letto il messaggio inviato dal Prof. Domenico Maselli, pastore della chiesa Valdese di Lucca e Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), di cui riportiamo il seguente passaggio:

Mi fa piacere constatare l’accostamento tra la passata attività e quella futura di Gianna nella sua Vasto, ad indicare la continuità del rapporto tra la Comunità e la sua conduttrice secondo lo spirito di I Tess. 5,12 «Fratelli, vi preghiamo di aver riguardo per coloro che faticano in mezzo a voi, che vi sono preposti nel Signore e vi istruiscono» Se si pensa che si tratta del più antico scritto cristiano che si conosca, si capisce quale importanza la chiesa primitiva attribuisse ai conduttori fedeli ed è tanto più significativo che ad esprimere questo sentimento siano oggi dei fiorentini il cui carattere è, solitamente, più pronto alla facezia pungente che alle coccole ed ai festeggiamenti.

Tra i molti presenti ricordiamo il pastore Mario Affuso della chiesa Apostolica Italiana, il pastore Martin Moslein della Chiesa Luterana di Firenze, la pastora Dorothea Muller della chiesa Valdese di Siena, il pastore Choi Si Young della chiesa Metodista Coreana di Firenze e i pastori e i responsabili delle comunità straniere, Etiopici, Brasiliani e Filippini che condividono il tempio Valdese di Via Micheli.

La festa è poi proseguita in serenità ed allegria nel cortile del Centro Comunitaro Valdese di Via Manzoni con un ricco buffet, allietato da una splendida giornata e dai canti e dalle musiche del gruppo guidato dal pastore della chiesa evangelica Brasiliana. Si sono ancora aggiunti altri graditi ospiti in rappresentanza della Comunità di San Egidio fra i quali Michele Brancale, molti esponenti della Comunità di San Ignazio di Firenze, don Alfredo Jacopozzi Prof. al seminario Diocesano Fiorentino e padre Blatinsski della Chiesa Ortodossa Russa di Firenze.

Hanno preso la parola per altri saluti e ringraziamenti e per sottolineare il grande lavoro svolto dalla pastora Sciclone nell’ambito ecumenico: monsignor Timothy Verdon, responsabile per dell'ecumenismo della Diocesi fiorentina, il Prof Marco Ricca per il Centro Culturale Protestante “Pietro Martire Vermigli”, il pastore Mario Affuso della chiesa Apostolica Italiana e Enzo Cacioli per conto dell'Associazione cattolica diocesana e regionale.Tutti gli intervenuti hanno riconosciuto alla pastora Sciclone il merito di aver rinnovato, intensificato e consolidato i rapporti con la città grazie agli incontri ecumenici e interreligiosi seguiti e promossi con continuità e competenza.

Dopo il saluto del gruppo dei giovani Marcella Favellini ha formulato alla cara Gianna, anche con alcuni doni, il ringraziamento ufficiale della comunità Valdese fiorentina per la predicazione attenta e chiara della Parola del Signore, per lo sforzo notevole nel coniugare l'annuncio con la pratica quotidiana della solidarietà e dell'amore cristiano ed anche per essersi sobbarcata tanti problemi pratici che non rientravano nei suoi compiti. La giornata si è quindi conclusa con l’invito a “non dimenticare la strada che porta a Firenze” ed un caloroso arrivederci.

I nuovi riferimenti della pastora Gianna Sciclone sono:

Via G. Spataro 33, 66054 Vasto
Tel. 0873 391468; cell. 329 4707641
E-mail: giscicl@tin.it


"NUCLEI FAMILIARI,UN CONCETTO DA SOSTENERE"

"E' importante sottolineare il significato del termine 'nuclei familiari in senso lato' quale risulta nella mozione approvata con voto unanime dell'Unione nella seduta del Consiglio comunale di oggi". E quanto ha affermato in condiglio comunale il consigliere Marco Ricca [*] anche a nome dei colleghi di Sinistra Democratica Daniele Baruzzi, Gregorio Malavolti, Anna Soldani. "Nucleo familiare - ha detto Ricca- vuole significare un concetto di famiglia che sia pienamente espressivo dell'odierna complessa e mutevole realtà sociale. Più precisamente, secondo Sinistra Democratica , può esistere famiglia intesa come luogo di affetti, condivisione della quotidianità della vita, comunanza anche economica, occasione di speranze e progettualità comuni, di fedeltà, assistenza e reciproco aiuto anche prescindendo dalla concezione convenzionale e tradizionale di 'Famiglia'" "Per questo motivo - hanno concluso i consiglieri di Sinistra Democratica-, è giusto e legittimo, prospettare e sostenere il concetto di nucleo familiare". (lb)

Firenze, 27 Giugno 2007 Ufficio Stampa - Comune di Firenze [leggi]

[*] Marco Ricca e membro della chiesa Valdese di Firenze


28 giugno 2007, Veglia di preghiera per ricordare le vittime dell'omofobia,

ore 21 Via Micheli Chiesa Valdese

"La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d'angolo"
(Atti 4,11)

La data simbolica del 28 giugno (a ricordo della rivolta di Stonewall) sarà un momento di comunione tra i gruppi di credenti italiani e di fratellanza tra cattolici e non cattolici, oltre che un momento di testimonianza. Non è un’iniziativa che si pone in alternativa al Gay Pride del 16 giugno, non vuole e non può essere un “Pride cristiano”, dal momento che i cristiani che lo desiderano parteciperanno assieme ai non cristiani, come sempre hanno fatto, al Pride romano. Si tratta piuttosto di una preghiera recitata ad alta voce in un luogo di culto; una “Liturgia della Parola” in cui la parola tenterà di esprimere qualcosa di significante. Non ricerca una visibilità forzata e non vuole dar voce a noi, ma a persone che la propria voce non han potuto, o non possono, farla sentire.

Gruppo Kairòs Firenze http://www.kairosfirenze.it/veglia/28giugno_veglia_comunita_valdese_firenze.htm

 

Perchè la COMUNITA' VALDESE DI FIRENZE ADERISCE ALLA VEGLIA DEL 28 giugno?

Il Concistoro della Chiesa Valdese di Firenze con estremo piacere ha accolto la richiesta del gruppo Kairos di far svolgere il 28 giugno 2007 la Veglia di preghiera per ricordare le vittime dell'omofobia nella propria Chiesa in Via Micheli.
Ci pare che l’iniziativa vada sostenuta perché è palese che fra le discriminazioni che colpiscono il genere umano non vadano nascoste quelle che hanno colpito e purtroppo colpiscono persone con orientamento sessuale diverso. Questo sostegno all’iniziativa non è solo formale con la concessione del locale, ma vedrà partecipi all’iniziativa fratelli e sorelle della nostra comunità.
La Manifestazione per noi risulta importante perché troppo è il silenzio sui soprusi, sulle discriminazioni che hanno colpito e colpiscono gli omosessuali. Secoli di violenza degli stati, delle istituzioni, non escluse le chiese pesano sulla nostra coscienza e richiedono un forte sforzo informativo e conoscitivo perché si modifichino profondamente le convinzioni della gran massa delle persone sugli omosessuali. Il comune sentire è infarcito di pregiudizi storici, maldicenze continue, omofobia latente e palese: melange esplosivo che quando non mette a rischio direttamente la vita degli omosessuali impedisce loro una vita tranquilla. La caccia alle streghe e all’eretico che noi valdesi abbiamo subito per secoli è ancora viva e vegeta e si esterna contro tutti coloro che rappresentano la diversità nella nostra società. Come tutti i più efferati delitti sono compiuti dagli stranieri (salvo poi scoprire che i mostri sono nostrali!) , così ancor oggi si confondono forse anche volutamente omosessuali con i pedofili. Noi che abbiamo conosciuto un Dio che ama l’umanità intera, che accoglie e non discrimina , che abbraccia e non stritola non possiamo esimerci di richiamare prima di tutto noi stessi e poi gli altri credenti a comportamenti consoni al messaggio di amore e di accoglienza che è rivolto indistintamente a tutti.

Invitiamo tutti i credenti nel Dio unico e in particolare i credenti in Gesù Cristo a partecipare a questa veglia e a condividere un processo di alfabetizzazione affinché i pregiudizi, le mura dell’ignoranza, le discriminazioni che ci sono dentro e fuori delle comunità di fede vengano abbattute.Infine ringraziamo i fratelli e le sorelle omosessuali perché con il loro agire e con il loro encomiabile coraggio non solo stanno portando avanti una battaglia di libertà per loro, ma ci fanno comprendere quanta arretratezza culturale e quanta mancanza di amore vi è nel nostro modo di agire di tutti i giorni.Ringraziamo il Signore di questi doni che aprono ancora di più la nostra comprensione del comandamento dell’amore: "Ama il tuo prossimo come te stesso".


Nuovo ospedale pediatrico Mayer - "spazio delo Spirito"


La nostra chiesa ha deciso di mandare un’offerta di 1.500,00 euro al nuovo ospedale pediatrico Meyer per gli arredi dello “spazio dello Spirito”, il luogo interreligioso e laico al centro della nuova struttura. Poiché prende luce dall’alto, la scritta sulle pareti della sala circolare sarà: “Dal profondo, invoco Te, Signore” in italiano, ebraico ed arabo.
 Anche l’Associazione “Il Sassolino Bianco” si unisce a noi nel devolvere un’altra offerta di 1.500 euro per lo stesso scopo.



Omosessualità e relazioni omoaffettive


Il 1° aprile  l’assemblea a tema era dedicata al  documento Glom (Gruppo di Lavoro sull’omosessualità) che ha riscosso molto interesse. Dopo una introduzione di Letizia Sommani e della pastora Gianna Sciclone, l’assemblea ha discusso con intensità e pacatezza  questa controversa questione e in particolare sulle benedizioni di coppie omosessuali.
Al termine è stato concordato insieme il seguente ordine del giorno:

“L’assemblea del 1° aprile 2007 si riconosce nel documento Glom e sulla possibilità di benedire coppie omosessuali, di cui almeno uno/a sia appartenente alla comunità; ritiene inoltre necessario continuare a riflettere e discutere sulle diverse problematiche che nasceranno e confrontarsi con i membri della comunità che sono in difficoltà ad accettare questo nuovo cammino”.



Spazi per una responsabilità collettiva: echi dal Convegno della Diaconia Valdese Firenze 10-11 Marzo


Ricominciamo dal basso per contribuire alla ricostruzione di una cultura della solidarietà in Italia: questa l’indicazione più chiara emersa dal convegno della diaconia tenutosi a Firenze il 10 e 11 marzo. Essa ha costituito il filo conduttore sia del dibattito pubblico con il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, svoltosi il sabato mattina nel salone dei Dugento a Palazzo Vecchio, sia la seconda parte del convegno, incentrato sulla diaconia «comunitaria» delle chiese, quella che solitamente viene chiamata «leggera» per distinguerla da quella «pesante» delle grosse istituzioni diaconali.

Nell’incontro a Palazzo Vecchio, il ministro è stato sottoposto a un fuoco di domande da parte di vari esponenti di assocazioni del terzo settore (non profit) di Firenze, per sapere come il suo dicastero intenda muoversi per promuovere una politica di collaborazione equilibrata tra settore pubblico (Comuni e Regioni), privato (terzo settore) e istituzionale (governo).
Da parte sua, il presidente della Commissione sinodale per la diaconia (Csd), Marco Jourdan, ha richiamato l’urgenza di dare risposte adeguate ai nuovi bisogni emergenti derivanti dalle profonde trasformazioni indotte dalla globalizzazione economica e dai sempre più ampi flussi migratori, che generano fenomeni di nuova povertà non solo fra i migranti ma anche in una fascia sempre più consistente della popolazione italiana. Inoltre ha rilevato le enorme sperequazioni esistenti tra le varie regioni italiane, in particolare tra Nord e Sud.
Nel rispondere alle varie domande, il ministro ha evidenziato il fatto che la politica sociale continua a essere il ventre molle della politica governativa e che l’obiettivo improrogabile di riformarla profondamente si presenta come un’impresa estremamente ardua, sia per la scarsezza cronica di risorse finanziarie sia per il fatto che in base al Titolo V della Costituzione lo Stato è praticamente privo di ogni competenza, mentre i Comuni e le Regioni utilizzano la fetta di finanziamento assegnata loro in modo del tutto discrezionale, senza alcun obbligo di rendicontazione.


Circa il ruolo del terzo settore, il ministro ha riconosciuto che negli ultimi anni il volontariato, che caratterizza buona parte del lavoro di questo settore, è stato spesso usato come stampella dello Stato per ridurre i costi della politica sociale. Proprio per questo, ha detto, va ristabilita una netta separazione tra lavoro retribuito e volontariato. Quale quindi il ruolo specifico del volontariato? Su questo punto Paolo Ferrero non ha dubbi: lungi dall’essere una variabile di poco conto, il volontariato deve essere una sorta di «religione civile» tesa a ricostituire il tessuto sociale che negli ultimi decenni si è sempre più frantumato perché si sono fortemente ristrette sia le strutture familiari tradizionali sia quelle comunitari delle chiese. Ora, ha affermato Ferrero, la ricostruzione del legame sociale è un compito assolutamente necessario che si situa a monte di qualsiasi intervento dello Stato.

La seconda parte del convegno è stata incentrato sulla diaconia «comunitaria». La Csd aveva incaricato un gruppo di lavoro di chiedere alle chiese valdesi e metodiste in Italia quali progetti di diaconia vengono portati avanti a livello locale. Finora hanno risposto diciannove chiese presentando trentanove progetti diversi. Complessivamente questi progetti coinvolgono almeno 2.500 persone all’anno. Di questi, cinque sono rivolti specificamente alle nuove povertà. Contraddicendo chi pensava che la diaconia fosse ormai un compito interamente delegato alla diaconia «pesante», questi progetti dimostrano invece la grande vitalità delle chiese su questo fronte e confermano che nonostante la «crisi» di cui tanto si parla, le chiese hanno tuttora voglia di «essere nel mondo» e di entrare in relazione con le persone che bussano alla loro porta o con quelle che incontrano sulla loro strada. È una diaconia che non si limita a fare «beneficenza» ma che vuole essere l’espressione dell’«essere chiesa» e cioè del vivere in relazione gli uni con gli altri non solo all’interno ma anche al di fuori dei confini delle chiese. Questa diaconia fatta di piccoli servizi, alcuni dei quali possono sembrare insignificanti, costituisce in realtà la linfa della vita comunitaria e può, per estensione, diventare la linfa della stessa vita sociale, a livello del quartiere, del villaggio, della grande città, dell’intero Paese.

Nella valutazione finale di questo riuscito convegno, molti hanno insistito su questa centralità della relazione, affermando che è questa che determina la qualità e il senso stesso dell’azione diaconale. In questo la diaconia ha anche una rilevanza politica per l’intera società in quanto contribuisce a ricostruire quella cultura della solidarietà auspicata dal ministro Ferrero. Ora, sappiamo che per i protestanti la solidarietà è il nome laico dell’agape.

Tratto da Jean-Jacques Peyronel, La cultura della solidarietà, Riforma del 16 marzo 2007



Ordine del giorno approvato dall’Assemblea della Chiesa Valdese di Firenze sulla costruzione della Moschea di Colle Val d’Elsa

L’Assemblea della Chiesa Valdese di Firenze del 18 febbraio 2007, nell’occasione della Festa del XVII febbraio, che ricorda l’ottenimento dei diritti civili e della libertà religiosa per i Valdesi nel 1848, dopo molti secoli di persecuzione,

•    a fronte degli episodi di intolleranza verso la comunità islamica di Colle Val d’Elsa per la costruzione della Moschea, esprime la necessità di rivendicare per loro, come per ogni appartenente ad altre fedi, quella piena libertà religiosa costituzionalmente garantita, che è stata una conquista storica per la Chiesa Valdese;
•    ricorda a tutti i cristiani l’impegno al dialogo interreligioso e a scoprire nella multiculturalità una fonte di arricchimento reciproco.

                                Comunicato stampa, 21 Febbraio 2007




Sabato 10 Febbraio 2007 in v. Manzoni 21 alle ore 17



Dibattito sulla proposta di legge in merito ai
Patti civili di Solidarietà

Tra preclusione e legittimazione

organizzato dal Centro Culturale Protestante "P.M.Vermigi"

Sull'argomento leggi alcuni interventi

Per un memoriale nazionale della Shoah


In un silenzio doloroso, il presidente Napolitano ha ascoltato le parole di una donna ebrea sopravvissuta ad Auschwitz, Liliana Segre, nel luogo da cui partivano i treni dei deportati, il «binario 21», nei sotterranei della stazione di Milano. Lei era una ragazzina, e fu caricata sul treno a suon di bastonate con altri 600 ebrei: solo in 20 fecero ritorno: «Sono sopravvissuta per poter raccontare, a nome di quelli che non sono tornati. Sul treno c’erano pianti, urla, preghiere, poi un silenzio terribile. Nessuno si oppose a quel viaggio».

La vergogna, infatti, doveva restare nascosta. Le persone venivano portate in camion nei sotterranei, caricate a botte sui treni che poi venivano piombati, ed elevati al piano superiore da un montacarichi : di lì negli anni partirono più di 1500 persone: donne, uomini, vecchi, bambini. Adesso quei «binari della morte» sono stati consegnati dal presidente Napolitano alla Comunità ebraica per la realizzazione di un «Memoriale della Shoah», dove non solo trasmettere la memoria, ma produrre consapevolezza per costruire un dialogo tra religioni e culture diverse. «È stato giusto cominciare da Milano – ha dichiarato il presidente –, da questa Milano antifascista, erede dei Lumi e della tolleranza». Si amplia così la rete museale progettata delle «Case della memoria», come a Roma e a Ferrara, dove è previsto l’importante «Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah», che racconterà anche la storia di 2000 anni di presenza della comunità ebraica nel nostro paese. In Italia ci saranno manifestazioni ovunque, intorno alla «Giornata della memoria» di sabato 27 gennaio, che non si pone come una ricorrenza, ma come un momento per meditare sulle radici del razzismo che hanno prodotto nei secoli pogrom, discriminazioni e persecuzioni, e infine l’unicum atroce dello sterminio della Shoah. Una colpa da cui non sono esenti le chiese cristiane, che hanno trasmesso nei secoli «l’insegnamento del disprezzo» verso il popolo ebraico definito «deicida».

Ben venga dunque il disegno di legge del governo contro il «negazionismo», che, come già esiste in Francia e Austria, consideri un reato la negazione della Shoah. E ben vengano nuove e più severe norme contro ogni discriminazione razziale, etnica o religiosa: ce n’è molto bisogno. Ma non bastano le leggi: c’è la necessità di una formazione permanente, coinvolgendo la scuola e i mass-media, i luoghi di aggregazione, i centri di cultura, per rinnovare e formare salde coscienze.

Piera Egidi Bouchard - Riformadel 26 gennaio 2007

 

La morte di Piergiorgio Welby


Maria Bonafede, moderatore della Tavola Valdese, ha partecipato alle esequie laiche di Piergiorgio Welby in piazza Don Bosco a Roma.

Durante il funerale civile di Piergiorgio Welby, Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese, ha dichiarato: "Partecipiamo a questo funerale con spirito di solidarietà umana e cristiana. Ho voluto esprimere alla madre di Piero Welby la nostra vicinanza, così come a tutti gli amici e a quanti, come noi (NdR: La Tavola Valdese aveva dato piena adesione alle veglie 'con e per Welby' tenutesi nelle ultime due settimane, per iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni), hanno condiviso la capacità di lottare e di sperare di Piergiorgio."
Ha poi aggiunto: "Cristianamente, non comprendiamo l’indisponibilità del vicariato cattolico di Roma a celebrare un funerale cristiano per Welby. Crediamo infatti – come cristiani evangelici, che la Parola della Grazia e dell’Amore di Dio possa essere annunciata di fronte ad ogni morte".

Maria Bonafede aveva già rilasciato, in occasione della morte di Piergiorgio, la seguente dichiarazione: "Sono sollevata dalla conclusione della vicenda di Welby che, oggi, ha finito di soffrire e di subire la violenza dell’accanimento terapeutico e di una legislazione che non riconosce il diritto alla dignità della persona anche nel punto di morte". Come cristiana esprimo la mia fraterna compassione per un uomo che, laicamente, ha voluto aprire un caso a beneficio di quanti altri si trovano nella sua condizione. Come ho già fatto in occasione della veglia del 16 dicembre, esprimo la mia solidarietà a chi lo ha assistito e accompagnato in questi giorni difficili. Come moderatore della Tavola valdese e come cittadina italiana, oggi mi sento ancora più impegnata, nella mia chiesa e nella società italiana, a promuovere un dibattito etico, culturale e politico sul testamento biologico. Al tempo stesso questa tristissima vicenda ci dice quanto sia importante riaffermare il carattere laico dello Stato; uno Stato che approva le sue leggi nell’interesse generale dei suoi cittadini e non dei vertici di una particolare confessione religiosa".

“Ascoltate il grido di dolore di Welby”


La pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese (Unione delle chiese valdesi e metodiste), con la dichiarazione che segue intende inserirsi nel dibattito intorno all’eutanasia riaccesosi dopo l’ennesima richiesta di Piergiorgio Welby di poter morire:

“Piergiorgio Welby è un uomo che, con grande dignità e coraggio, ha chiesto di staccare la spina delle macchine che lo mantengono in vita. Nonostante un intervento del Presidente della Repubblica, ad oggi non vi è stato nessun significativo riscontro parlamentare. Noi valdesi, in quanto cristiani evangelici, crediamo fermamente che la vita sia un dono prezioso di Dio. Ma la vita non è pura funzione biologica. L’accanimento terapeutico, ancor di più quando in contrasto con la volontà del malato, viola la sua dignità e aggrava le sofferenze fisiche e psicologiche. Esaltando la capacità tecnica, celebra l’onnipotenza umana che nulla ha a che fare con l’amore e la compassione di Dio per le sue creature. E l’amore non impone sofferenza né costringe ad una artificiosa sopravvivenza. Per questo chiediamo che il grido di dolore di Welby sia ascoltato e il Parlamento approvi al più presto una legge sul testamento biologico”.

Bonafede avrebbe voluto dire queste poche parole in un dibattito televisivo del servizio pubblico, “ma evidentemente esiste una preclusione nei confronti di alcune comunità di fede il cui pensiero, sulle questioni etiche, viene sistematicamente ignorato e censurato”, ha aggiunto.
Roma (NEV), 6 dicembre 2006

A proposito del Campionato mondiale di calcio

 

… Costruire un pallone di marca, per mani esperte pachistane, significa cucire 32 pezzi separati di cuoio (o altro materiale anche sintetico) per ogni esemplare, con 750 passaggi di ago in poco più di tre ore. I più bravi fanno quattro palloni la giorno a 40 rupie l’uno, 60 centesimi di dollaro. In Europa quel tipo di pallone può costare 99 euro. L’impegno delle Chiese Evangeliche, in particolare quelle della Westfalia (dove ha sede a Herne, la centrale di “Fair play-fair life”)  di acquistare palloni direttamente dai produttori con garanzie di esenzione del lavoro minorile nell’osservanza di norme di sicurezza e garanzie sociali...

(Giuseppe Platone, Riforma del 16 giugno 2006)


In occasione del Gay Pride di Torino 17 Giugno 2006

 


Il distretto Nord-Ovest dell'Alleanza Evangelica Italiana in occasione del Gay Pride che si è svolto a Torino il 17/6/2006 e considerate le notizie circa una partecipazione evangelica all'evento da parte di alcuni protestanti "storici" ricorda che l'AEI, contrariamente ai protestanti "storici" che approvano la parata pubblica, non riesce a vedere proprio nessun orgoglio nella pratica dell'omosessualità [....]

Commento

Non credo che i “protestanti storici” approvino il Gay Pride o le parate in generale. Come al solito su tutti questi problemi ... siamo ben divisi! Penso però che dovremmo fare il tentativo di comprendere i termini della questione. Per molti di noi l’identità “gay” non è “una situazione di peccato che la Bibbia condanna”. E’ vero che la Bibbia la condanna, ma non più né di meno di come condanna chi non crede che il sole giri intorno alla terra (come diceva la chiesa fino ai tempi di Galileo) oppure più tardi chi crede nella uguaglianza fra schiavi e padroni e fra uomini e donne. E’ innegabile che la conoscenza umana è più ampia di quella di un tempo, che si accetti o meno la teoria della evoluzione. Ci sono ancora molte cose che non riusciamo a spiegare, ma ne spieghiamo alcune di quelle che due-tremila anni orsono apparivano inspiegabili. L’identità umana di genere non è così netta come vorremmo e in molti casi appare confusa, ce ne viene attribuita una che non è vera e non corrisponde alla consistenza più profonda dell’io. Dovrà far parte dei più inviolabili diritti umani poter definire per scelta la propria identità, quando ci fossero dei dubbi. A questo punto nessuno dovrà dire a un altro che “vive nel peccato” solo perché ha abitudini diverse dalle sue, mentre non fa male a nessuno! Non molesta i bambini, non è violento, non discrimina etc.

“L’amore non fa nessun male al prossimo” (Rom.13,10) è il riassunto più lapidario della legge di Cristo secondo Paolo. Penso che vivere secondo questo unico grande comandamento dello amore significhi una libertà nella responsabilità che però non ha confini; non deve essere per forza irregimentata nel matrimonio contrattuale, non deve essere continuamente misurata dalla religione, né continuamente ricondotta alle consuetudini tradizionali delle culture esistenti, ma deve esser aperta all’invenzione di nuove forme di vita, dove sia possibile dare e ricevere amore, creare o partecipare alla vita, creare attorno a sé forme di cura reciproca che siano la sostanza del compito che Dio ci affida sulla terra. Non è stato Gesù uno di questi “ribelli” che poteva trascurare la sua famiglia terrena, per una nuova famiglia fatta “da chiunque avrà fatto la volontà di Dio” (Mc.3,35)?

Gianna Sciclone, Pastora della Chiesa valdese di Firenze



10 - 11 Giugno 2006 Conferenza Distrettuale del III Distretto


Si è tenuta presso il Centro per la Gioventù “Ecumene” (Velletri) la Conferenza Distrettuale del III Distretto dell'Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste nel corso della quale è stato  trattato il documento AGAPE attraverso la visione di un servizio del programma TV Protestantesimo sull’Assemblea mondiale del Consiglio ecumenico delle chiese(WCC) di Porto Alegre (14-23 Febbraio 2006) e una relazione di Piero Pagliani sul tema della globalizzazione. Al riguardo la CD ha approvato il seguente o.d.g. :

"nello spirito dell’atto sinodale 73/2005, cosciente che le tematiche “Pace, giustizia e salvaguardia del creato” non sono solo prioritarie a livello sociale e politico, ma sono parte integrante della nostra fede in Gesù Cristo, invita le chiese del Distretto a sviluppare una riflessione critica sul contenuto del documento AGAPE e a darne diffusione. Raccomanda
alle chiese di agire nel territorio di loro competenza, per promuovere nelle comunità e al
loro esterno una maggiore sensibilità su questi temi, con la coscienza che sovente il nostro ruolo è quello di portare una parola profetica che mette in evidenza le contraddizioni della realtà che ci circonda"


4 Giugno 2006 - Incontro con la cooperatva Patagruel


IL NOSTRO INCONTRO CON LA CHIESA VALDESE DI FIRENZE

Il giorno di Pentecoste (4 giugno) Giuliano, Ijeoma, Gloria e Olga hanno partecipato alla funzione religiosa e poi all’agape comunitaria della chiesa valdese. Nel pomeriggio Gloria, Ijeoma e Giuliano hanno parlato brevemente de “La poesia delle bambole” e del nostro intervento come volontari nel carcere e poi hanno seguito la testimonianza portata da Lidia Barbanotti, una volontaria fiorentina, su un’interessante esperienza fatta nel Burkina Faso. È un rapporto importante quello fra la nostra associazione e la chiesa valdese fiorentina, iniziato da tempo e che certamente porterà ulteriori frutti. Ringraziamo in particolare la pastora Gianni Sciclone e Eva Hanhart.

Dal Bollettino dell'Associazione Pantagruel - Liberarsi n.17 Giugno 2006
L'associazione si dedica alle problematiche delle carcere aiutando detenuti e il mondo esterno a conoscersi.


1 Giugno 2006 - Conferenza permanente per il dialogo tra le confessioni religiose


La chiesa Valdese di Firenze partecipa alla "conferenza permanente per il dialogo tra le confessioni religiose" promossa dalla commissione cultura del Comune di Firenze.



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Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2016 © Chiesa Evangelica Valdese di Firenze