immagine_testata2
        Torna alla Home page
image_linea_verde

Rapporti ecumenici ed interreligiosi
2006 - Maggio 2007

 

Appuntamenti di Maggio


Mercoledì 9
ore 20.30 presso il Circolo Vie Nuove, viale Giannotti,  convegno sul Concilio Vaticano II, tra gli invitati il prof. Fulvio Ferrario della Facoltà di Teologia Valdese di Roma

Mercoledì 16
alle 21 presso la Sala Brunelleschi, p.za SS. Annunziata incontro interreligioso conclusivo con concerto e meditazioni.


Tutti uguali di fronte a Gesù

di Daniele Garrone

Un cattolico, un protestante, un laico discutono in Vaticano il libro del papa.

Il giorno del suo ottantesimo compleanno, il 16 aprile, è uscito contemporaneamente in italiano (350.000 copie la prima tiratura), tedesco, polacco e greco il libro di Joseph Ratzinger Benedetto XVI su Gesù di Nazareth. Il libro è una rilettura dei testi evangelici sulla vita di Gesù dal battesimo alla trasfigurazione. Il Papa dichiara che il suo libro è «espressione della sua ricerca personale del "volto del Signore"», è un «atto magisteriale», «perciò ognuno è libero di contraddirmi».

Sono stato invitato dalla Sala stampa del Vaticano a presentare il volume ai media, insieme al card. Schönborn, arcivescovo di Vienna e a Massimo Cacciari. L’invito non era scontato e l’accostamento, in Vaticano, di un cattolico vicino al Papa, anche perché fu suo allievo, un non credente e di un protestante, per discutere del pensiero del papa, ha un notevole significato. Sul piano ecumenico: non ho potuto non richiamare, per contrasto, i tempi in cui (1179) due valdesi vennero a chiedere al Concilio Laterano III il permesso di predicare e quelli in cui Giovan Luigi Paschale fu portato a Roma (1561), processato e arso per come aveva parlato di Gesù. Grazie a Dio, molte cose sono cambiate, e oggi è possibile qualcosa che solo pochi decenni fa sarebbe stato impensabile. L’occasione ha fornito un bel paradigma ecumenico: cristiani di chiese e teologie diverse, stiamo tutti davanti a Gesù che ci interpella e siamo chiamati a riconoscerlo nella testimonianza della Scrittura. Tante occasioni abbiamo per dissentire, francamente e in pubblico, con aspetti del magistero del papa, dalla ecclesiologia che ribadisce che noi non siamo chiesa al rifiuto dell’ospitalità eucaristica, dalla valutazione del ruolo del cristianesimo nel mondo a molte questioni di etica pubblica. Ma proprio in presenza di questo – reciproco – confronto e talora scontro di posizioni, è significativo che, questa volta, abbiamo parlato di Gesù. e di come riconoscerlo. La scelta degli interlocutori mi sembra anche significativa sul piano culturale. Un cattolico, un protestante e un filosofo moderno che si interrogano su Gesù corrisponde alla cultura europea moderna. Non ci sono solo il Vicario e l’Anticristo, il cardinale e il libertino, come pensa normalmente la cultura italiana! Una bella lezione, per il paese degli atei devoti e chierichetti di ogni genere.

Il libro è il risultato di «un lungo cammino interiore», una «meditazione», un «tentativo di ascoltare Gesù e di fare così la sua conoscenza», l’espressione di una «intima amicizia» con Gesù. Nella sua presentazione, il card. Schönborn ha menzionato lo stupore di molti cattolici per il fatto che il successore di Pietro, colui che rappresenta Cristo sulla terra, scriva un libro di ricerca su Gesù, rispondendo che in realtà non c’è nulla di strano: proprio in quanto successore di Pietro è chiamato a parlare del suo Maestro e Signore e della loro amicizia. Si può intendere in un altro modo: nessun cristiano possiede altra rappresentazione o rappresentanza di Gesù che la testimonianza che ne danno le Scritture, dove tutti dobbiamo andare per riconoscerlo. Mi rendo conto: questo è molto protestante.

Il libro è animato da una passione di fondo, che è anche la nostra: quello di recuperare per la fede e la testimonianza dei credenti non una qualche immagine accomodante o approssimativa o incerta, ma Gesù Cristo figlio di Dio, Parola fatta carne. Nel libro del papa, questa non è solo una confessione, ma ha – mi sembra – anche il tenore di un ragionamento che vuole convincere razionalmente, che vuole dimostrare che è logica e convincente non solo a partire dal riconoscimento della fede, ma anche storicamente. Alla tensione che c’è tra le varie «ipotesi» su Gesù, il papa contrappone una lettura che tende a far coincidere il Gesù come lo può ricostruire la ricerca storica, il Gesù dei Vangeli e del Nuovo Testamento e il Gesù della fede della chiesa. Se vedo bene, vuole non solo sostenere, ma dimostrare che il Gesù «Parola fatta carne» è documentabile storicamente, «logico», convincente. Se leggiamo queste idee sullo sfondo del suo tentativo di conciliare fede e ragione e del modo in cui lo sviluppa abitualmente, non posso che pensare che l’apologia che egli sviluppa può convincere solo chi già è d’accordo. Il problema della pluralità delle diverse testimonianze all’unico Cristo è risolto con la loro armonizzazione; lo stesso avviene per il problema della tensione tra il Nuovo Testamento e la tradizione ecclesiastica. Così, a esempio, Benedetto XVI può – in contrasto anche con molti esegeti cattolici – interpretare come «storico» il conferimento del ministero sacerdotale agli apostoli e l’atteggiamento di Paolo nei confronti di Pietro riferito in Galati come compatibile con il «primato di Pietro». Se, leggendo l’umana testimonianza della Bibbia con tutti gli interrogativi che la nostra, dunque «moderna» umanità comporta – vi riconosciamo il Cristo della fede, non è perché la cosa ci si impone per evidenza storica e razionale, ma perché siamo conquistati da una «follia» che ci appare come vera sapienza su cui fondare la nostra vita. Non siamo convinti da una dimostrazione, ma conquistati da un paradosso. Tutti gli interrogativi della critica biblica e la distinzione, statutaria per la Riforma, tra la testimonianza che il Nuovo Testamento dà di Cristo con la sua pluralità di letture di Gesù non sono forse una situazione concreta in cui ci viene ricordato che la fede non è securitas, ma certitudo? Che la nostra teologia è certa non perché è una sintesi convincente di fede e ragione, ma perché ci pone fuori di noi?

L’offuscamento del vero volto di Gesù è, per Benedetto XVI, sostanzialmente colpa della società post-cristiana, che egli descrive con i noti toni polemici, dell’uomo moderno che non vuole Dio per potere essere padrone assoluto. Sono temi essenziali del suo magistero, e non da oggi. C’è molto da discutere: se il nostro mondo è post-cristiano, qual era il mondo «cristiano»? Quello della eteronomia in forma di clericalismo, potremmo dire con Bonhoeffer. Ma il punto che ho sollevato nel mio intervento è un altro: se vogliamo che l’immagine di Gesù sia restituita oggi nella sua autenticità, non dovremmo cominciare dal criticare tante idee «cristiane» di Gesù? Che cosa predichiamo di Gesù? Che cosa è stato fatto, dai cristiani, di Gesù? Una apologia di Gesù lo dovrebbe innanzitutto difendere dall’immagine che troppe volte ne abbiamo diffuso.

tratto da Riformadel 20 aprile 2007


Mercoledi 18 aprile alle ore 21 in Via Spaventa 3

incontro interreligioso “Il volto di Dio” con il rav Joseph Levi, don Giorgio Mazzanti, e l’imam Izzedin Elzir.


L'ecumenismo delle candele

di Giuseppe Platone

«In questi ultimi tempi siamo testimoni di interventi dei Pastori della Chiesa cattolica italiana per bloccare una possibile legge sulle "unioni civili" e questi interventi mi turbano e mi avviliscono. Fra l’altro stanno innescando polemiche che non aiutano la crescita delle coscienze di tutti, cristiani e non, e riaccendono un tipo di anticlericalismo che credevamo sepolto da tempo (…). Ci si stupisce se la gente si allontana dalla pratica religiosa, ma questa immagine di una Chiesa cattolica faccendiera e armeggiona non può che allontanare!». Così un prete della provincia di Firenze, don Fabio Masi, lamenta in una pubblica omelia l’ingerenza della sua Chiesa nella vita politica. A Torino una lettera sottoscritta da cento personalità cittadine del mondo cattolico, tra cui alcuni preti, esprime turbamento «di fronte alle prese di posizione di autorevoli rappresentanti della Cei sulla progettata legge sui diritti di convivenza, e ad analoghi interventi negli ultimi anni. Non perché la gerarchia della Chiesa non abbia diritto di parola nel dibattito, ma perché quelle affermazioni sottraggono ai laici credenti una responsabilità che è loro propria».
Ma la critica non riguarda solo il metodo che utilizza la gerarchia nell’interferire pesantemente nelle questioni politiche, riguarda anche il contenuto teologico che veicola in qualità di « unica interprete del diritto naturale e della ragione naturale». La critica è profonda. Eccone un passaggio dagli accenti riformati: «la vita della Chiesa rifiorisce se ogni credente è valorizzato come responsabile nella vita della comunità ecclesiale e non è indotto a sentire la Chiesa soltanto come dispensatrice di direttive e di sacramenti». La lettera dei cento cattolici torinesi esprime un reale disagio. Speriamo che susciti un dibattito capace di ricondurre i temi etici nell’alveo ecclesiale frenando le penose crociate gerarchiche per mettere in riga la società.

Cito questi due esempi (ce ne sono mille altri) di critica interna al mondo cattolico sulla questione dei diritti dei conviventi – unioni di fatto che sono in costante aumento – per ragioni ecumeniche. La Carta ecumenica indica chiare regole del gioco. Primo punto: non ignorarsi a vicenda. Quello che fai tu, cattolico, o ortodosso, o protestante che sia, non è più affar tuo ma è anche affar nostro. Non godo della crisi che tu, chiesa diversa dalla mia, stai attraversando. E non guardo a essa con malcelata soddisfazione. Nessuna chiesa può porsi nei confronti dell’altra in una posizione di superiorità, quasi che una fosse l’alternativa secca all’altra. L’unica alternativa per le chiese è e rimane Gesù Cristo. Per questa ragione smettiamo di far finta di nulla e prendiamoci il tempo di discutere, a tutto campo, non solo di quello che ci unisce ma piuttosto di quello che ci divide.
Il mondo evangelico ha problemi seri al suo interno nel dialogo (quando c’è), specie su questioni etiche, nei confronti della sua crescente ala «evangelicale». Su tante questioni siamo spaccati. Abbiamo anche noi i nostri guai. Ma sia al nostro interno sia all’esterno, nel dialogo interconfessionale, è ora di affrontare i temi scottanti. L’ecumenismo non lo si illumina con le candele ma con la verità.

Tratto da Riformadel 30 marzo 2007


Roma, 22 marzo 2007 - Visita di Mons. Vincenzo Paglia alla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia


Si è svolta in un clima di grande fraternità ecumenica la visita di mons. Vincenzo Paglia, presidente della Commissione per l'ecumenismo e il dialogo della Conferenza episcopale italiana (CEI), alla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI). Ad accogliere mons. Paglia, il presidente della FCEI, past. Domenico Maselli, che si è rallegrato di questo incontro che “conferma e rafforza rapporti di fraternità tra cattolici e protestanti, soprattutto in vista della III Assemblea ecumenica che avrà luogo a Sibiu (Romania) nel prossimo settembre”.

Mons. Paglia, rallegrandosi di questo incontro, ha richiamato “l'importanza del cammino ecumenico verso Sibiu che ci consente – ha affermato – di rilanciare il comune impegno per la diffusione e la conoscenza della Bibbia e di affrontare insieme temi pastorali ed etici come i matrimoni interconfessionali, l'impegno a favore degli immigrati e per la salvaguardia del creato, il dialogo con le altre comunità di fede”.

A conclusione dell'incontro mons. Paglia e il presidente Maselli hanno espresso la comune convinzione che, anche su temi delicati e complessi, sui quali all'interno della comunità cristiana si registrano posizioni e sensibilità diversa, possa proseguire il dialogo e il confronto in uno spirito di verità, di chiarezza e di fraternità: in questa prospettiva si pensa a degli incontri periodici tra la Commissione della CEI e la FCEI.

tratto da NEV- CS22



Roma, 15 marzo 2007 - amarezza del presidente della federazione evangelica domenico maselli per l'esortazione "sacramentum caritatis"

“La lettura dell'esortazione post-sinodale del papa Sacramentum Caritatis mi ha dato una sensazione di ritorno al passato”. Questa a caldo la reazione di Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), in seguito alla lettura del documento firmato da Ratzinger reso pubblico ieri.
“Mi pare di leggere in questa esortazione un atteggiamento di arroccamento della chiesa cattolica sulla base della tradizione e del ritualismo sacramentale – prosegue Maselli -. E' indubbiamente ben costruito il rapporto di tutti i sacramenti tra di loro e con la vita dei credenti che, non a caso, vengono sempre chiamati fedeli, come nell'antica tradizione medievale pre-riformata. Anche se vi sono molte citazioni bibliche e del Concilio Vaticano II, manca tuttavia un afflato verso il mondo pieno di sofferenze in cui viviamo, nonché verso la stessa chiesa conciliare con la sua apertura al popolo di Dio”.
Sul versante ecumenico Maselli nota che il cammino ecumenico, seppur citato, sembra meno importante del recupero della tradizione, compreso il latino, le processioni, la pratica delle quaranta ore, le indulgenze da lucrare per sé o per altri. “E' anche triste che, se pure con parole gentili e nella speranza di una futura completa riconciliazione, si ribadisca la non possibilità di una ospitalità eucaristica con i cristiani non in comunione con la chiesa romana. Tutto ciò è doloroso, mentre ci si avvia con tanta speranza alla Terza Assemblea ecumenica europea che si terrà a settembre a Sibiu in Romania” conclude Maselli.

tratto da NEV-CS20

Mercoledì 7 marzo alle 21 in Via Spaventa 3

incontro interreligioso “L’altro” con Mario Fineschi, Ilaria Gaspari, Mohamed Bamoshmoosh.


Ordine del giorno approvato dall’Assemblea della Chiesa Valdese di Firenze sulla costruzione della Moschea di Colle Val d’Elsa

L’Assemblea della Chiesa Valdese di Firenze del 18 febbraio 2007, nell’occasione della Festa del XVII febbraio, che ricorda l’ottenimento dei diritti civili e della libertà religiosa per i Valdesi nel 1848, dopo molti secoli di persecuzione,

•    a fronte degli episodi di intolleranza verso la comunità islamica di Colle Val d’Elsa per la costruzione della Moschea, esprime la necessità di rivendicare per loro, come per ogni appartenente ad altre fedi, quella piena libertà religiosa costituzionalmente garantita, che è stata una conquista storica per la Chiesa Valdese;
•    ricorda a tutti i cristiani l’impegno al dialogo interreligioso e a scoprire nella multiculturalità una fonte di arricchimento reciproco.

Comunicato stampa, 21 Febbraio 2007


Martedi 27 Febbraio


ore 17.30, presso il Centro internazionale per studenti "Giorgio La Pira" in Via de' Pescioni 3 Tavola rotonda su Significato e ruolo della famiglia nella società italiana di oggi:Prof. Marco Bontempi (Università di Firenze), Pastore Mario Affuso (Chiesa Apostolica Italiana), Padre Gheorghi Blatinski (Chiesa Ortodossa Russa).



Mercoledì 7 Febbraio

In Via Spaventa 4 : incontro interreligioso “Andare ai fondamenti”  Serata “Uomo-donna”, con la partecipazione di Shulamith Furstenberg e la pastora Letizia Tomassone alle ore 21



Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

(18-25 gennaio 2007)





Merc. 17 gennaio ore 18 Dialogo ebraico-cristiano Centro Internazionale Studenti "Giorgio La pira" Sala Teatina - Via de' Pescioni 3
 “Arte e immagine nell’ebraismo” riflesione di Rav Joseph Levi, intr. Mons. T. Verdon (ch. Cattolica)

Giov. 18 gennaio presso la Chiesa Valdese (v. Micheli 26) ore 18
 “In principio era la Parola” messaggi di p. A. Beshai (ch. Copta), don E. Lettieri (ch. Cattolica), p. R. Featherston (ch. Anglicana)

Ven. 19 gennaio presso la Chiesa Battista (Borgo Ognissanti 6) ore 18
“Lo Spirito sarà il mio testimone” incontro di preghiera con la parrocchia cattolica di S. Lucia sul Prato.

Sab. 20 gennaio presso la Chiesa Anglicana St. Mark’s (Via Maggio 16)
Preghiera ecumenica di Taizé

Lun. 22 gennaio ore 21, presso l’Auditorium Stensen (Viale Don Minzoni 25 g)
Tavola Rotonda: “Movimenti cattolici e denominazioni protestanti” relatori don Andrea Bellandi e prof. Fulvio Ferrario.

Mart. 23 gennaio ore 19 presso la Chiesa Cattolica Sacra Famiglia (Via Gioberti 33)
“La donna aveva paura e tremava” incontro con i giovani; la serata si concluderà in modo conviviale.

Merc. 24 gennaio ore 17 presso la Comunità Luterana (Via de’ Bardi 20)
“La parola salvifica di Cristo” messaggi di M. Bontempi e D. Buttitta.

Gio. 25 gennaio ore 18 presso la Chiesa Greco-Ortodossa (Borgo San Jacopo 32)
“Ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore”. Messagi del past. M. Affuso, don A. Jacopozzi, p. Petre Coman.

Ven. 26 gennaio: Dialogo Islamico-cristiano al Centro Int. Studenti “G. La Pira” Sala Teatina, via de’ Pescioni 3
“I miracoli di Gesù nel Corano” dell’Imam Izedin Elzir, intr. G. Sciclone..



Le dieci parole fondamento dell'impegno della Consulta per il dialogo interreligioso e la pace tra le culture


La Consultaper il dialogo interreligioso e la pace tra le culture, promossa dalla Regione Toscana, dichiara:

a) il dialogo tra le confessioni religiose e' un contributo necessario all'incontro delle civilta', che e' la via per l'unita' del mondo.

b) la pace tra le culture come pieno riconoscimento dell'altro e suo rispettoso ascolto, come accoglienza e valorizzazione della fecondità di tutte le tradizioni religiose e' da perseguire ostinatamente e coraggiosamente.

c) la memoria delle grandi tragedie del mondo, dal genocidio degli armeni, alla Shoa, a Hiroshima, alla barbarie dei totalitarismi, al terrorismo, alle guerre di oggi, al colonialismo, allo sterminio per fame, per sete e per motivi etnici, specialmente in Africa, alla distruzione dell'ambiente, sia custodita dall'impegno di tutti, senza nessuna negazione, derisione e banalizzazione.

d) la riconciliazione del mondo rappresenta il vero scopo del dialogo interreligioso. Essa non nasce dall'oblio, ma dalla memoria. Senza verita' e giustizia non c'e' riconciliazione.

e) la fraternita' diventi il fondamento dell'incontro tra le diverse confessioni religiose. Siamo chiamati a cercare cio' che unisce e non cio' che divide. Senza fraternita' non c'e' futuro.

f) la conoscenza e la comprensioneserena e profonda di ciascuna confessione religiosa e' lo strumento per sconfiggere i pregiudizi che alimentano estremismi religiosi e politici.

g) il perdono è una grande parola religiosa e politica. La violenza, il terrore e la guerra non sono mai santi. Chi uccide in nome di Dio lo nega in radice. Non c'è pace senza perdono.

h) l'ascolto delle vittime di ogni violenza genera la pace. Essa è la vera sfida per le confessioni religiose. Va condannata ogni forma di persecuzione religiosa, di razzismo, di antisemitismo e di anti-islamismo. Va rifiutata ogni violenza sulle donne e sui bambini. Mai si può ridurre la fede religiosa a giustificazione della violenza.

i) la liberta' religiosa e' un valore primario della nostra Costituzione che si intende rispettare e realizzare come uno dei fondamenti della nostra vita comune, la' dove sono affermati i diritti di tutti e i doveri di ciascuno.

l) la parola di ciascuna confessione religiosa sia usata sempre nel rispetto delle altre. Nel silenzio c'e' lo spazio dell'ascolto dell'altro e la purificazione della parola. Nasce da qui il rifiuto dell'inimicizia e l'affermarsi dell'incontro, come luogo della pace.

Giornata della pace, della fraternità e del dialogo interreligioso
Ufficio Stampa - Giunta Regionale Toscana
Comunicato stampa del 04/10/2006

La chiesa Valdese di Firenze, con la propria Pastora Gianna Sciclone, fa parte della Consulta


 Dialogo interreligioso in Campidoglio. Esclusi gli evangelici.La protesta della moderatora della Tavola Valdese al sindaco Veltroni

 “Rammarico e stupore”, questi i sentimenti espressi dalla moderatora della Tavola valdese, pastora Maria Bonafede, per protestare contro l’esclusione degli evangelici dalla tavola rotonda interreligiosa convocata in Campidoglio il 19 settembre in seguito alle polemiche suscitate dall’intervento di Papa Benedetto XVI nell’università di Ratisbona.
All’incontro infatti erano stati invitati il cardinale Poupard, Andrea Riccardi della Comunità di Sant’Egidio, il rabbino capo Di Segni e l’imam Sami Salem della moschea di Roma.
“Non capiamo – ha scritto la moderatora al sindaco Veltroni – perché i valdesi in particolare e gli evangelici in generale, siano stati esclusi da un confronto politicamente e culturalmente cosi rilevate come quello che lei ha convocato. Il tema della convivenza tra fedi e culture è, per noi valdesi, da sempre centrale nella nostra testimonianza e nella nostra azione pastorale. D’altra parte la pratica del dialogo, tanto più quand’è promossa da un’istituzione pubblica, non può essere settoriale ed escludente”.
Bonafede ha anche criticato la decisone, annunciata dal sindaco nella stessa occasione, di promuovere una rivista di dialogo tra cattolici, ebrei e musulmani. “Perché solo queste comunità? – ha chiesto – Forse che la sfida di una società pluralistica e conviviale non riguarda anche ortodossi o sikh, evangelici o buddisti? Perché ridurre la presenza cristiana ai soli cattolici? In altre occasioni - conclude la moderatora nel suo messaggio a Veltroni –, le abbiamo espresso il nostro sostegno per alcune iniziative della sua amministrazione tese a valorizzare le diverse presenze religiose nella nostra città: il Tavolo interreligioso, la Consulta delle religioni, e così via. E’ questa la strada che ci auguriamo vorrà continuare a seguire, in una linea inclusiva, aperta al confronto e alla collaborazione con le diverse comunità di fede”.
Roma (NEV), 20 settembre 2006


21 Settembre "Giornata internazionale di preghiera per la pace"


La "Giornata internazionale di preghiera per la pace" quest'anno sarà celebrata il 21 Settembre. Questa iniziativa del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC), lanciata due anni fa nell’ambito del Decennio «sconfiggere la violenza», quest'anno coincide on la «Giornata internazionale della pace», organizzata dalle Nazioni Unite. Il tema di quest’anno – «... e continuiamo a ricercare la pace» – è stato scelto dalle chiese dell’America latina. La «Giornata internazionale di preghiera per la pace» costituisce per le comunità ecclesiali di qualsiasi paese un’occasione di pregare e di agire insieme per suscitare una pace duratura nei cuori della gente e nelle famiglie, nelle comunità e nelle società. Quel giorno, o la domenica più vicina, tutte le chiese membro del CEC sono invitate a pregare per la pace.

Tratto da Riformadel 15 settembre 2006


Un Forum per la pace in Medio Oriente

(NEV) Il Comitato centrale del CEC, Comitato centrale del Consiglio Ecumenico delle Chiese, riunito a Ginevra dal 30 agosto al 6 settembre, ha fatto propria la proposta del pastore metodista Samuel Kobia, segretario generale del CEC, di un “Forum ecumenico Israele/Palestina” con lo scopo di creare uno spazio di coordinamento tra chiese per la ricerca di soluzioni basate su principi morali e teologici, che possano favorire il processo politico nella regione. 

Roma (NEV), 6 settembre 2006

-  Dichiarazione sulla guerra in Libano e nel nord Israele
- Dichiarazioi sul altre guerre

CONFERENZA PERMANENTE PER IL DIALOGO TRA LE CONFESSIONI RELIGIOSE



(Adnkronos) - ''Abbiamo fortemente voluto questa iniziativa - ha detto l'esponente della Chiesa Valdese fiorentina Ignazio David Buttitta - la nostra citta', seppur piccola rispetto alle grandi metropoli europee, ha un grande valore storico-religioso . Quando avvengono aperture di questo genere la risonanza la si avverte in tutto il mondo. L'idea è di continuare ed allargare il percorso di confronto che gia' da qualche tempo stiamo portando avanti con le rappresentanze religiose locali''.

ADN Kronos - Giovedi 1 Giugno


PRIMA RIUNIONE DELLA "CONFERENZA PERMANENTE PER IL DIALOGO TRA LE CONFESSIONI RELIGIOSE"


Prima riunione, questa mattina in Palazzo Vecchio, della "conferenza permanente per il dialogo tra le confessioni religiose", promossa dalla commissione cultura. L'iniziativa ha visto la partecipazione dei rappresentanti di molte delle confessioni religiose presenti nel territorio fiorentino.
«L'intenzione- hanno esordito il presidente Dario Nardella e il consigliere DS Marco Ricca a nome di tutta la commissione - è sempre stata quella di rispondere ad una esigenza culturale comune, cioè rafforzare i rapporti tra le istituzioni amministrative e quelle religiose».
«La conferenza permanente - hanno aggiunto - avrà come sede in Palazzo Vecchio, per promuovere una "cultura di pace" con azioni di cooperazione tra diverse confessioni religiose tese alla riconciliazione, alla ricomposizione e allo sviluppo, cooperando contro il razzismo e l'intolleranza religiosa e contro ogni azione che neghi il diritto primario della libertà religiosa di ciascun individuo. L'iniziativa si inserisce alla stregua di quanto sta avvenendo in tutta Europa ed anche in Italia, dove le collettività stanno diventando sempre più multietniche, multiculturali e quindi multireligiose».
«Abbiamo fortemente voluto questa iniziativa - ha detto l'esponente della Chiesa Valdese fiorentina Ignazio David Buttitta - la nostra città, seppur piccola rispetto alle grandi metropoli europee, ha un grande valore storico-religioso. Quando avvengono aperture di questo genere la risonanza la si avverte in tutto il mondo. L'idea è di continuare ed allargare il percorso di confronto che già da qualche tempo stiamo portando avanti con le rappresentanze religiose locali».
«Prossimamente - hanno spiegato Nardella e Ricca - la proposta della conferenza permanente verrà ufficializzata in un incontro al quale, oltre a tutti i rappresentanti delle comunità religiose, sarà invitato il sindaco Domenici, i componenti della commissione per la pace e tutti i rappresentanti del consiglio degli stranieri». (fn)

Firenze, 01 Giugno 2006, Comunicato Stampa - Comune di Firenze





 



Settimana di preghiera per l'unita dei cristiani 2007


Eventi passati 2006

Martedì 13 Giugno


Alle 18 in Via Borgo Ognissanti n.6 presso Chiesa Evangelica Battista di Firenze incontro interreligioso del seminario permanente di dialogo ebraico-cristiano-islamico:   mons. Enrico Chiavacci parlerà su "L'unità della famiglia umana: dimensione storica ed escatologica".
Seguirà una cena semplice offerta dalla comunità e poi interventi liberi sul tema e il dibattito con il relatore.

Venerdi 2 Giugno

Festa delle chiese evangeliche della Toscana
A Campi Bisenzio, presso il Parco Urbano di Villa Montalvo dalle ore 10 alle 18

Mercoledì 17 Maggio

A conclusione dei Tavoli interreligiosi di via Spaventa, incontro di condivisione e di preghiera presso la Sala Brunelleschi, p.za SS. Annunziata alle ore 21


Mercoledì 15 Marzo

alle 21 inVia Spaventa 4 incontro interreligioso, relatore Izzedin Elzir, imam della Comunità islamica di Firenze e Toscana, su Al-MulkLa Sovranitàdi Dio”







Gennaio 2006


Nel mese di Gennaio si segnalano varie iniziative ecumeniche nell'ambito della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, del Dialogo Islamico Cristiano e del Dialogo Ebraico Cristiano


11-13 Novembre 2005 si è svolto a Firenze  l' Incontro-Seminario:

"La Giustizia"

per riflettere come le diverse confessioni cristiane
ci aiutano a coniugare giustizia e fede cristiana



29 e 30 gennaio 2005 si è svolto a Firenze il convegno:

  "Osare la Pace per fede"
Giustizia e pace si incontreranno…la verità germoglierà dalla terra

Si è trattato di un incontro ecumenico di giovani per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato: un’occasione per conoscerci tra giovani cristiani di chiese e comunità diverse.. un momento per riflettere insieme … un week-end di festa e di pace!
Il convegno si è concluso con  una  Liturgia Ecumenica dalla Parola presso il Tempio Valdese. 

                                                                                           Documenti e immagini del convegno
image_linea_verde

Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2007
© Chiesa Evangelica Valdese di Firenze