Rapporti ecumenici ed
interreligiosi
2006 - Maggio 2007
Appuntamenti di Maggio
Mercoledì 9
ore 20.30 presso il Circolo Vie Nuove, viale Giannotti,
convegno sul Concilio Vaticano II, tra gli invitati il prof.
Fulvio Ferrario della Facoltà di Teologia Valdese di Roma
Mercoledì 16
alle 21 presso la Sala Brunelleschi, p.za SS. Annunziata
incontro interreligioso conclusivo con concerto e
meditazioni.
Tutti uguali di fronte a Gesù
di Daniele Garrone
Un cattolico, un protestante, un laico discutono in Vaticano
il libro del papa.
Il giorno del suo ottantesimo compleanno, il 16 aprile, è
uscito contemporaneamente in italiano (350.000 copie la prima
tiratura), tedesco, polacco e greco il libro di Joseph
Ratzinger Benedetto XVI su Gesù di Nazareth. Il libro
è una rilettura dei testi evangelici sulla vita di Gesù dal
battesimo alla trasfigurazione. Il Papa dichiara che il suo
libro è «espressione della sua ricerca personale del "volto
del Signore"», è un «atto magisteriale», «perciò ognuno è
libero di contraddirmi».
Sono stato invitato dalla Sala stampa del Vaticano a
presentare il volume ai media, insieme al card. Schönborn,
arcivescovo di Vienna e a Massimo Cacciari. L’invito
non era scontato e l’accostamento, in Vaticano, di un
cattolico vicino al Papa, anche perché fu suo allievo, un non
credente e di un protestante, per discutere del pensiero del
papa, ha un notevole significato. Sul piano ecumenico: non ho
potuto non richiamare, per contrasto, i tempi in cui (1179)
due valdesi vennero a chiedere al Concilio Laterano III il
permesso di predicare e quelli in cui Giovan Luigi Paschale
fu portato a Roma (1561), processato e arso per come aveva
parlato di Gesù. Grazie a Dio, molte cose sono cambiate, e
oggi è possibile qualcosa che solo pochi decenni fa sarebbe
stato impensabile. L’occasione ha fornito un bel
paradigma ecumenico: cristiani di chiese e teologie diverse,
stiamo tutti davanti a Gesù che ci interpella e siamo
chiamati a riconoscerlo nella testimonianza della Scrittura.
Tante occasioni abbiamo per dissentire, francamente e in
pubblico, con aspetti del magistero del papa, dalla
ecclesiologia che ribadisce che noi non siamo chiesa al
rifiuto dell’ospitalità eucaristica, dalla valutazione
del ruolo del cristianesimo nel mondo a molte questioni di
etica pubblica. Ma proprio in presenza di questo –
reciproco – confronto e talora scontro di posizioni, è
significativo che, questa volta, abbiamo parlato di Gesù. e
di come riconoscerlo. La scelta degli interlocutori mi sembra
anche significativa sul piano culturale. Un cattolico, un
protestante e un filosofo moderno che si interrogano su Gesù
corrisponde alla cultura europea moderna. Non ci sono solo il
Vicario e l’Anticristo, il cardinale e il libertino,
come pensa normalmente la cultura italiana! Una bella
lezione, per il paese degli atei devoti e chierichetti di
ogni genere.
Il libro è il risultato di «un lungo cammino interiore»,
una «meditazione», un «tentativo di ascoltare Gesù e di fare
così la sua conoscenza», l’espressione di una «intima
amicizia» con Gesù. Nella sua presentazione, il card.
Schönborn ha menzionato lo stupore di molti cattolici per il
fatto che il successore di Pietro, colui che rappresenta
Cristo sulla terra, scriva un libro di ricerca su Gesù,
rispondendo che in realtà non c’è nulla di strano:
proprio in quanto successore di Pietro è chiamato a parlare
del suo Maestro e Signore e della loro amicizia. Si può
intendere in un altro modo: nessun cristiano possiede altra
rappresentazione o rappresentanza di Gesù che la
testimonianza che ne danno le Scritture, dove tutti dobbiamo
andare per riconoscerlo. Mi rendo conto: questo è molto
protestante.
Il libro è animato da una passione di fondo, che è anche
la nostra: quello di recuperare per la fede e la
testimonianza dei credenti non una qualche immagine
accomodante o approssimativa o incerta, ma Gesù Cristo figlio
di Dio, Parola fatta carne. Nel libro del papa, questa non è
solo una confessione, ma ha – mi sembra – anche
il tenore di un ragionamento che vuole convincere
razionalmente, che vuole dimostrare che è logica e
convincente non solo a partire dal riconoscimento della fede,
ma anche storicamente. Alla tensione che c’è tra le
varie «ipotesi» su Gesù, il papa contrappone una lettura che
tende a far coincidere il Gesù come lo può ricostruire la
ricerca storica, il Gesù dei Vangeli e del Nuovo Testamento e
il Gesù della fede della chiesa. Se vedo bene, vuole non solo
sostenere, ma dimostrare che il Gesù «Parola fatta carne» è
documentabile storicamente, «logico», convincente. Se
leggiamo queste idee sullo sfondo del suo tentativo di
conciliare fede e ragione e del modo in cui lo sviluppa
abitualmente, non posso che pensare che l’apologia che
egli sviluppa può convincere solo chi già è d’accordo.
Il problema della pluralità delle diverse testimonianze
all’unico Cristo è risolto con la loro armonizzazione;
lo stesso avviene per il problema della tensione tra il Nuovo
Testamento e la tradizione ecclesiastica. Così, a esempio,
Benedetto XVI può – in contrasto anche con molti
esegeti cattolici – interpretare come «storico» il
conferimento del ministero sacerdotale agli apostoli e
l’atteggiamento di Paolo nei confronti di Pietro
riferito in Galati come compatibile con il «primato di
Pietro». Se, leggendo l’umana testimonianza della
Bibbia con tutti gli interrogativi che la nostra, dunque
«moderna» umanità comporta – vi riconosciamo il Cristo
della fede, non è perché la cosa ci si impone per evidenza
storica e razionale, ma perché siamo conquistati da una
«follia» che ci appare come vera sapienza su cui fondare la
nostra vita. Non siamo convinti da una dimostrazione, ma
conquistati da un paradosso. Tutti gli interrogativi della
critica biblica e la distinzione, statutaria per la Riforma,
tra la testimonianza che il Nuovo Testamento dà di Cristo con
la sua pluralità di letture di Gesù non sono forse una
situazione concreta in cui ci viene ricordato che la fede non
è securitas, ma
certitudo? Che la
nostra teologia è certa non perché è una sintesi convincente
di fede e ragione, ma perché ci pone fuori di noi?
L’offuscamento del vero volto di Gesù è, per
Benedetto XVI, sostanzialmente colpa della società
post-cristiana, che egli descrive con i noti toni polemici,
dell’uomo moderno che non vuole Dio per potere essere
padrone assoluto. Sono temi essenziali del suo magistero, e
non da oggi. C’è molto da discutere: se il nostro mondo
è post-cristiano, qual era il mondo «cristiano»? Quello della
eteronomia in forma di clericalismo, potremmo dire con
Bonhoeffer. Ma il punto che ho sollevato nel mio intervento è
un altro: se vogliamo che l’immagine di Gesù sia
restituita oggi nella sua autenticità, non dovremmo
cominciare dal criticare tante idee «cristiane» di Gesù? Che
cosa predichiamo di Gesù? Che cosa è stato fatto, dai
cristiani, di Gesù? Una apologia di Gesù lo dovrebbe
innanzitutto difendere dall’immagine che troppe volte
ne abbiamo diffuso.
tratto da Riformadel 20 aprile 2007
Mercoledi 18 aprile
alle ore 21 in Via Spaventa 3
incontro interreligioso “Il volto di Dio” con il
rav Joseph Levi, don Giorgio Mazzanti, e l’imam Izzedin
Elzir.
L'ecumenismo delle candele
di Giuseppe
Platone
«In questi ultimi tempi siamo testimoni di interventi dei
Pastori della Chiesa cattolica italiana per bloccare una
possibile legge sulle "unioni civili" e questi
interventi mi turbano e mi avviliscono. Fra l’altro
stanno innescando polemiche che non aiutano la crescita delle
coscienze di tutti, cristiani e non, e riaccendono un tipo di
anticlericalismo che credevamo sepolto da tempo (…).
Ci si stupisce se la gente si allontana dalla pratica
religiosa, ma questa immagine di una Chiesa cattolica
faccendiera e armeggiona non può che allontanare!». Così un
prete della provincia di Firenze, don Fabio Masi, lamenta in
una pubblica omelia l’ingerenza della sua Chiesa nella
vita politica. A Torino una lettera sottoscritta da cento
personalità cittadine del mondo cattolico, tra cui alcuni
preti, esprime turbamento «di fronte alle prese di posizione
di autorevoli rappresentanti della Cei sulla progettata legge
sui diritti di convivenza, e ad analoghi interventi negli
ultimi anni. Non perché la gerarchia della Chiesa non abbia
diritto di parola nel dibattito, ma perché quelle
affermazioni sottraggono ai laici credenti una responsabilità
che è loro propria».
Ma la critica non riguarda solo il metodo che utilizza la
gerarchia nell’interferire pesantemente nelle questioni
politiche, riguarda anche il contenuto teologico che veicola
in qualità di « unica interprete del diritto naturale e della
ragione naturale». La critica è profonda. Eccone un passaggio
dagli accenti riformati: «la vita della Chiesa rifiorisce se
ogni credente è valorizzato come responsabile nella vita
della comunità ecclesiale e non è indotto a sentire la Chiesa
soltanto come dispensatrice di direttive e di sacramenti». La
lettera
dei cento cattolici torinesi esprime un reale disagio.
Speriamo che susciti un dibattito capace di ricondurre i temi
etici nell’alveo ecclesiale frenando le penose crociate
gerarchiche per mettere in riga la società.
Cito questi due esempi (ce ne sono mille altri) di critica
interna al mondo cattolico sulla questione dei diritti dei
conviventi – unioni di fatto che sono in costante
aumento – per ragioni ecumeniche. La Carta ecumenica indica chiare regole del
gioco. Primo punto: non ignorarsi a vicenda. Quello che fai
tu, cattolico, o ortodosso, o protestante che sia, non è più
affar tuo ma è anche affar nostro. Non godo della crisi che
tu, chiesa diversa dalla mia, stai attraversando. E non
guardo a essa con malcelata soddisfazione. Nessuna chiesa può
porsi nei confronti dell’altra in una posizione di
superiorità, quasi che una fosse l’alternativa secca
all’altra. L’unica alternativa per le chiese è e
rimane Gesù Cristo. Per questa ragione smettiamo di far finta
di nulla e prendiamoci il tempo di discutere, a tutto campo,
non solo di quello che ci unisce ma piuttosto di quello che
ci divide.
Il mondo evangelico ha problemi seri al suo interno nel
dialogo (quando c’è), specie su questioni etiche, nei
confronti della sua crescente ala «evangelicale». Su tante
questioni siamo spaccati. Abbiamo anche noi i nostri guai. Ma
sia al nostro interno sia all’esterno, nel dialogo
interconfessionale, è ora di affrontare i temi scottanti.
L’ecumenismo non lo si illumina con le candele ma con
la verità.
Roma, 22 marzo 2007 - Visita di Mons. Vincenzo Paglia
alla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
Si è svolta in un clima di grande fraternità ecumenica la
visita di mons. Vincenzo Paglia, presidente della
Commissione per l'ecumenismo e il dialogo della Conferenza
episcopale italiana (CEI), alla Federazione delle Chiese
Evangeliche in Italia (FCEI). Ad accogliere mons. Paglia, il
presidente della FCEI, past. Domenico Maselli, che si
è rallegrato di questo incontro che “conferma e
rafforza rapporti di fraternità tra cattolici e protestanti,
soprattutto in vista della III Assemblea ecumenica che avrà
luogo a Sibiu (Romania) nel prossimo settembre”.
Mons. Paglia, rallegrandosi di questo incontro, ha richiamato
“l'importanza del cammino ecumenico verso Sibiu che ci
consente – ha affermato – di rilanciare il comune
impegno per la diffusione e la conoscenza della Bibbia e di
affrontare insieme temi pastorali ed etici come i
matrimoni interconfessionali, l'impegno a favore degli
immigrati e per la salvaguardia del creato, il dialogo con le
altre comunità di fede”.
A conclusione dell'incontro mons. Paglia e il presidente
Maselli hanno espresso la comune convinzione che, anche su
temi delicati e complessi, sui quali all'interno della
comunità cristiana si registrano posizioni e sensibilità
diversa, possa proseguire il dialogo e il confronto in uno
spirito di verità, di chiarezza e di fraternità: in questa
prospettiva si pensa a degli incontri periodici tra la
Commissione della CEI e la FCEI.
Roma, 15 marzo 2007 - amarezza del presidente della
federazione evangelica domenico maselli per l'esortazione
"sacramentum caritatis"
“La lettura dell'esortazione post-sinodale del papa
Sacramentum Caritatis mi ha dato una sensazione di ritorno al
passato”. Questa a caldo la reazione di Domenico
Maselli, presidente della Federazione delle chiese
evangeliche in Italia (FCEI), in seguito alla lettura del
documento firmato da Ratzinger reso pubblico ieri.
“Mi pare di leggere in questa esortazione un
atteggiamento di arroccamento della chiesa cattolica sulla
base della tradizione e del ritualismo sacramentale –
prosegue Maselli -. E' indubbiamente ben costruito il
rapporto di tutti i sacramenti tra di loro e con la vita dei
credenti che, non a caso, vengono sempre chiamati fedeli,
come nell'antica tradizione medievale pre-riformata. Anche se
vi sono molte citazioni bibliche e del Concilio Vaticano II,
manca tuttavia un afflato verso il mondo pieno di sofferenze
in cui viviamo, nonché verso la stessa chiesa conciliare con
la sua apertura al popolo di Dio”.
Sul versante ecumenico Maselli nota che il cammino ecumenico,
seppur citato, sembra meno importante del recupero della
tradizione, compreso il latino, le processioni, la pratica
delle quaranta ore, le indulgenze da lucrare per sé o per
altri. “E' anche triste che, se pure con parole gentili
e nella speranza di una futura completa riconciliazione, si
ribadisca la non possibilità di una ospitalità eucaristica
con i cristiani non in comunione con la chiesa romana. Tutto
ciò è doloroso, mentre ci si avvia con tanta speranza alla
Terza Assemblea ecumenica
europea che si terrà a settembre a Sibiu in
Romania” conclude Maselli.
Mercoledì 7 marzo
alle 21 in Via Spaventa 3
incontro interreligioso “L’altro” con Mario
Fineschi, Ilaria Gaspari, Mohamed Bamoshmoosh.
Ordine del giorno
approvato dall’Assemblea della Chiesa Valdese di
Firenze sulla costruzione della Moschea di Colle Val
d’Elsa
L’Assemblea della Chiesa Valdese di Firenze del 18
febbraio 2007, nell’occasione della Festa del XVII
febbraio, che ricorda l’ottenimento dei diritti civili
e della libertà religiosa per i Valdesi nel 1848, dopo molti
secoli di persecuzione,
• a fronte degli episodi di intolleranza verso la
comunità islamica di Colle Val d’Elsa per la
costruzione della Moschea, esprime la necessità di
rivendicare per loro, come per ogni appartenente ad altre
fedi, quella piena libertà religiosa costituzionalmente
garantita, che è stata una conquista storica per la Chiesa
Valdese;
• ricorda a tutti i cristiani l’impegno al
dialogo interreligioso e a scoprire nella multiculturalità
una fonte di arricchimento reciproco.
Comunicato stampa, 21
Febbraio 2007
Martedi 27 Febbraio
ore 17.30, presso il Centro internazionale per studenti
"Giorgio La Pira" in Via de' Pescioni 3 Tavola rotonda su
Significato e ruolo della
famiglia nella società italiana di oggi:Prof. Marco Bontempi
(Università di Firenze), Pastore Mario Affuso (Chiesa
Apostolica Italiana), Padre Gheorghi Blatinski (Chiesa
Ortodossa Russa).
Mercoledì 7 Febbraio
In Via Spaventa 4 : incontro
interreligioso “Andare ai fondamenti” Serata
“Uomo-donna”, con la partecipazione di Shulamith
Furstenberg e la pastora Letizia Tomassone alle ore 21
Settimana
di preghiera per l’unità dei cristiani
(18-25 gennaio 2007)
Merc. 17 gennaio ore 18
Dialogo ebraico-cristiano Centro Internazionale Studenti
"Giorgio La pira" Sala Teatina - Via de' Pescioni 3
“Arte e immagine nell’ebraismo” riflesione
di Rav Joseph Levi, intr. Mons. T. Verdon (ch. Cattolica)
Giov. 18 gennaio presso la
Chiesa Valdese (v. Micheli 26) ore 18
“In principio era la Parola” messaggi di
p. A. Beshai (ch. Copta), don E. Lettieri (ch. Cattolica), p.
R. Featherston (ch. Anglicana)
Ven. 19 gennaio presso la
Chiesa Battista (Borgo Ognissanti 6) ore 18
“Lo Spirito sarà il mio testimone” incontro di
preghiera con la parrocchia cattolica di S. Lucia sul
Prato.
Sab. 20 gennaio presso la
Chiesa Anglicana St. Mark’s (Via Maggio 16)
Preghiera ecumenica di Taizé
Lun. 22 gennaio ore 21,
presso l’Auditorium Stensen (Viale Don Minzoni 25
g)
Tavola Rotonda: “Movimenti cattolici e denominazioni
protestanti” relatori don Andrea Bellandi e prof.
Fulvio Ferrario.
Mart. 23 gennaio ore 19
presso la Chiesa Cattolica Sacra Famiglia (Via Gioberti
33)
“La donna aveva paura e tremava” incontro con i
giovani; la serata si concluderà in modo conviviale.
Merc. 24 gennaio ore 17
presso la Comunità Luterana (Via de’ Bardi 20)
“La parola salvifica di Cristo” messaggi di M.
Bontempi e D. Buttitta.
Gio. 25 gennaio ore 18
presso la Chiesa Greco-Ortodossa (Borgo San Jacopo 32)
“Ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il
Signore”. Messagi del past. M. Affuso, don A.
Jacopozzi, p. Petre Coman.
Ven. 26 gennaio: Dialogo
Islamico-cristiano al
Centro Int. Studenti “G. La Pira” Sala Teatina,
via de’ Pescioni 3
“I miracoli di Gesù nel Corano” dell’Imam
Izedin Elzir, intr. G. Sciclone..
Le dieci parole fondamento dell'impegno della Consulta
per il dialogo
interreligioso e la pace tra le culture
La Consultaper il dialogo interreligioso e
la pace tra le culture, promossa dalla Regione
Toscana, dichiara:
a) il
dialogo tra le confessioni religiose e' un
contributo necessario all'incontro delle civilta', che e' la
via per l'unita' del mondo.
b) la
pace tra le culture come pieno
riconoscimento dell'altro e suo rispettoso ascolto, come
accoglienza e valorizzazione della fecondità di tutte le
tradizioni religiose e' da perseguire ostinatamente e
coraggiosamente.
c) la
memoria delle grandi tragedie del mondo, dal
genocidio degli armeni, alla Shoa, a Hiroshima, alla barbarie
dei totalitarismi, al terrorismo, alle guerre di oggi, al
colonialismo, allo sterminio per fame, per sete e per motivi
etnici, specialmente in Africa, alla distruzione
dell'ambiente, sia custodita dall'impegno di tutti, senza
nessuna negazione, derisione e banalizzazione.
d) la
riconciliazione del mondo rappresenta il
vero scopo del dialogo interreligioso. Essa non nasce
dall'oblio, ma dalla memoria. Senza verita' e giustizia non
c'e' riconciliazione.
e) la
fraternita' diventi il fondamento
dell'incontro tra le diverse confessioni religiose. Siamo
chiamati a cercare cio' che unisce e non cio' che divide.
Senza fraternita' non c'e' futuro.
f) la
conoscenza e la comprensioneserena e
profonda di ciascuna confessione religiosa e' lo strumento
per sconfiggere i pregiudizi che alimentano estremismi
religiosi e politici.
g) il
perdono è una grande parola religiosa e
politica. La violenza, il terrore e la guerra non sono mai
santi. Chi uccide in nome di Dio lo nega in radice. Non c'è
pace senza perdono.
h)
l'ascolto delle vittime di ogni violenza
genera la pace. Essa è la vera sfida per le confessioni
religiose. Va condannata ogni forma di persecuzione
religiosa, di razzismo, di antisemitismo e di anti-islamismo.
Va rifiutata ogni violenza sulle donne e sui bambini. Mai si
può ridurre la fede religiosa a giustificazione della
violenza.
i) la
liberta' religiosa e' un valore primario
della nostra Costituzione che si intende rispettare e
realizzare come uno dei fondamenti della nostra vita comune,
la' dove sono affermati i diritti di tutti e i doveri di
ciascuno.
l) la
parola di ciascuna confessione religiosa sia
usata sempre nel rispetto delle altre. Nel silenzio c'e' lo
spazio dell'ascolto dell'altro e la purificazione della
parola. Nasce da qui il rifiuto dell'inimicizia e
l'affermarsi dell'incontro, come luogo della pace.
Giornata della pace, della fraternità e del dialogo
interreligioso
Ufficio Stampa - Giunta Regionale Toscana
Comunicato stampa del 04/10/2006
La chiesa Valdese di
Firenze, con la propria Pastora Gianna Sciclone, fa parte
della Consulta
Dialogo interreligioso in Campidoglio. Esclusi gli
evangelici.La protesta della moderatora della Tavola Valdese
al sindaco Veltroni
“Rammarico e stupore”, questi i sentimenti
espressi dalla moderatora della Tavola valdese, pastora Maria
Bonafede, per protestare contro l’esclusione degli
evangelici dalla tavola rotonda interreligiosa convocata in
Campidoglio il 19 settembre in seguito alle polemiche
suscitate dall’intervento di Papa Benedetto XVI
nell’università di Ratisbona.
All’incontro infatti erano stati invitati il cardinale
Poupard, Andrea Riccardi della Comunità di Sant’Egidio,
il rabbino capo Di Segni e l’imam Sami Salem della
moschea di Roma.
“Non capiamo – ha scritto la moderatora al
sindaco Veltroni – perché i valdesi in particolare e
gli evangelici in generale, siano stati esclusi da un
confronto politicamente e culturalmente cosi rilevate come
quello che lei ha convocato. Il tema della convivenza tra
fedi e culture è, per noi valdesi, da sempre centrale nella
nostra testimonianza e nella nostra azione pastorale.
D’altra parte la pratica del dialogo, tanto più
quand’è promossa da un’istituzione pubblica, non
può essere settoriale ed escludente”.
Bonafede ha anche criticato la decisone, annunciata dal
sindaco nella stessa occasione, di promuovere una rivista di
dialogo tra cattolici, ebrei e musulmani. “Perché solo
queste comunità? – ha chiesto – Forse che la
sfida di una società pluralistica e conviviale non riguarda
anche ortodossi o sikh, evangelici o buddisti? Perché ridurre
la presenza cristiana ai soli cattolici? In altre occasioni -
conclude la moderatora nel suo messaggio a Veltroni –,
le abbiamo espresso il nostro sostegno per alcune iniziative
della sua amministrazione tese a valorizzare le diverse
presenze religiose nella nostra città: il Tavolo
interreligioso, la Consulta delle religioni, e così via.
E’ questa la strada che ci auguriamo vorrà continuare a
seguire, in una linea inclusiva, aperta al confronto e alla
collaborazione con le diverse comunità di fede”.
Roma (NEV), 20 settembre 2006
21 Settembre
"Giornata internazionale di preghiera per la pace"
La "Giornata internazionale di preghiera per la pace"
quest'anno sarà celebrata il 21 Settembre. Questa iniziativa
del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC), lanciata due anni
fa nell’ambito del Decennio «sconfiggere la violenza»,
quest'anno coincide on la «Giornata internazionale della
pace», organizzata dalle Nazioni Unite. Il tema di
quest’anno – «... e continuiamo a ricercare la
pace» – è stato scelto dalle chiese dell’America
latina. La «Giornata internazionale di preghiera per la pace»
costituisce per le comunità ecclesiali di qualsiasi paese
un’occasione di pregare e di agire insieme per
suscitare una pace duratura nei cuori della gente e nelle
famiglie, nelle comunità e nelle società. Quel giorno, o la
domenica più vicina, tutte le chiese membro del CEC sono
invitate a pregare per la pace.
Tratto da Riformadel 15 settembre 2006
Un Forum per la pace in Medio Oriente
(NEV) Il Comitato centrale del CEC, Comitato centrale del
Consiglio Ecumenico delle Chiese, riunito a Ginevra dal 30
agosto al 6 settembre, ha fatto propria la proposta del
pastore metodista Samuel Kobia, segretario generale del CEC,
di un “Forum ecumenico Israele/Palestina” con lo
scopo di creare uno spazio di coordinamento tra chiese per la
ricerca di soluzioni basate su principi morali e teologici,
che possano favorire il processo politico nella regione.
Roma (NEV), 6 settembre
2006
-
Dichiarazione sulla guerra in Libano e nel nord
Israele
- Dichiarazioi sul altre
guerre
CONFERENZA PERMANENTE PER IL DIALOGO TRA LE CONFESSIONI
RELIGIOSE
(Adnkronos) - ''Abbiamo fortemente
voluto questa iniziativa - ha detto l'esponente della
Chiesa Valdese fiorentina Ignazio David Buttitta - la
nostra citta', seppur piccola rispetto alle grandi
metropoli europee, ha un grande valore
storico-religioso . Quando avvengono aperture di
questo genere la risonanza la si avverte in tutto il
mondo. L'idea è di continuare ed allargare il
percorso di confronto che gia' da qualche tempo
stiamo portando avanti con le rappresentanze
religiose locali''.
ADN Kronos - Giovedi 1 Giugno
|
PRIMA RIUNIONE
DELLA "CONFERENZA PERMANENTE PER IL DIALOGO TRA LE
CONFESSIONI RELIGIOSE"
Prima riunione, questa mattina in Palazzo Vecchio, della
"conferenza permanente per il dialogo tra le confessioni
religiose", promossa dalla commissione cultura. L'iniziativa
ha visto la partecipazione dei rappresentanti di molte delle
confessioni religiose presenti nel territorio fiorentino.
«L'intenzione- hanno esordito il presidente Dario Nardella e
il consigliere DS Marco Ricca a nome di tutta la commissione
- è sempre stata quella di rispondere ad una esigenza
culturale comune, cioè rafforzare i rapporti tra le
istituzioni amministrative e quelle religiose».
«La conferenza permanente - hanno aggiunto - avrà come sede
in Palazzo Vecchio, per promuovere una "cultura di pace" con
azioni di cooperazione tra diverse confessioni religiose tese
alla riconciliazione, alla ricomposizione e allo sviluppo,
cooperando contro il razzismo e l'intolleranza religiosa e
contro ogni azione che neghi il diritto primario della
libertà religiosa di ciascun individuo. L'iniziativa si
inserisce alla stregua di quanto sta avvenendo in tutta
Europa ed anche in Italia, dove le collettività stanno
diventando sempre più multietniche, multiculturali e quindi
multireligiose».
«Abbiamo fortemente voluto questa iniziativa - ha detto
l'esponente della Chiesa Valdese fiorentina Ignazio David
Buttitta - la nostra città, seppur piccola rispetto alle
grandi metropoli europee, ha un grande valore
storico-religioso. Quando avvengono aperture di questo genere
la risonanza la si avverte in tutto il mondo. L'idea è di
continuare ed allargare il percorso di confronto che già da
qualche tempo stiamo portando avanti con le rappresentanze
religiose locali».
«Prossimamente - hanno spiegato Nardella e Ricca - la
proposta della conferenza permanente verrà ufficializzata in
un incontro al quale, oltre a tutti i rappresentanti delle
comunità religiose, sarà invitato il sindaco Domenici, i
componenti della commissione per la pace e tutti i
rappresentanti del consiglio degli stranieri». (fn)
Firenze, 01 Giugno
2006,
Comunicato Stampa - Comune di
Firenze
|
Settimana di preghiera per l'unita dei
cristiani 2007
Eventi passati 2006
Martedì 13
Giugno
Alle 18 in Via Borgo Ognissanti n.6 presso Chiesa Evangelica
Battista di Firenze incontro interreligioso del seminario permanente di
dialogo ebraico-cristiano-islamico: mons. Enrico
Chiavacci parlerà su "L'unità
della famiglia umana: dimensione storica ed
escatologica".
Seguirà una cena semplice offerta
dalla comunità e poi interventi liberi sul tema e il dibattito con il
relatore.
Venerdi 2 Giugno
Festa delle chiese evangeliche
della Toscana
A Campi Bisenzio, presso il Parco Urbano di
Villa Montalvo dalle ore 10 alle 18
Mercoledì 17 Maggio
A conclusione dei Tavoli interreligiosi di via Spaventa,
incontro di condivisione e di preghiera presso la Sala
Brunelleschi, p.za SS. Annunziata alle ore 21
Mercoledì 15 Marzo
alle 21
inVia Spaventa 4 incontro
interreligioso, relatore Izzedin
Elzir, imam della Comunità islamica di Firenze
e Toscana, su Al-Mulk
“La
Sovranitàdi Dio”
|